Il monegasco ha creato un gap di quattro decimi con Hamilton nelle prime curve, con l’iridato che ha sfruttato una scia per primeggiare sul lungo rettilineo. La freccia d’argento fa la differenza nel T3. Analizziamo tutti i settori.

Alle 22 di questa sera scatteranno le qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti, le quali potrebbero regalare un grandissimo spettacolo come sempre avviene da fine estate a questa parte. Vi portiamo oggi alla scoperta dei diversi settori, che premiano una monoposto piuttosto che l’altra a seconda delle caratteristiche del telaio. Lewis Hamilton si è dimostrato il grande favorito dopo il venerdì, evidenziando specialmente un passo gara fuori dalla portata dei rivali. Discorso diverso per quanto riguarda la simulazione di qualifica, in quanto il britannico ha sfruttato la scia di Robert Kubica e della sua Williams per trarre un bel vantaggio sulla concorrenza nel settore centrale.

Andando ad analizzare i tre settori della pista di Austin, si evince come ci sia un effettivo equilibrio dei valori in campo con Mercedes e Ferrari che fanno la differenza in diversi punti. Charles Leclerc ha effettuato un eccezionale primo tratto, dove ha rifilato quasi quattro decimi al campione del mondo e ben mezzo secondo al compagno di squadra Sebastian Vettel. Il monegasco ha evidentemente interpretato alla perfezione le sconnessioni della pista texana, affrontando di gran carriera la salita che porta alla prima staccata. Nelle ”esse” dove ha sbattuto Romain Grosjean, Charles si è dimostrato praticamente inavvicinabile per la concorrenza.

L’avanzata di Hamilton e della W10 inizia a partire dal secondo settore, cosa curiosa se si pensa che è il tratto in cui è presente il rettilineo di oltre un chilometro di lunghezza dove la Ferrari dovrebbe farla da padrone. La spiegazione di tutto ciò sta nel fatto che Lewis è riuscito a sfruttare magistralmente la scia di Kubica, facendo segnare una velocità massima di 319 km/h contro i 317 di Leclerc, mentre Valtteri Bottas non è andato oltre i 312. Questo dato può identificarsi in un paio di decimi di guadagno rispetto a quanto Hamilton avrebbe potuto fare senza la presenza del pilota polacco, per cui il gap con il ferrarista sarebbe ridotto a pochi millesimi.

Discorso diametralmente opposto per quanto riguarda il terzo settore. Qui è Bottas a far segnare la miglior prestazione, dopo una prima parte di giro non esaltante. La freccia d’argento riesce a raggiungere velocità che vanno dai 4 ai 6 chilometri orari più alte rispetto alla rossa, con un grande Leclerc che riesce a recuperare qualcosa su Hamilton alla difficile curva 19. Il risultato è che la differenza tra i due nell’ultimo tratto è attorno ad un decimo, ma a è stato proprio Bottas a far capire che il gap reale è maggiore. Le diversità tra le due monoposto può comunque garantire una qualifica molto equilibrata, senza dimenticarsi della Red Bull targata Honda di Max Verstappen che potrebbe essere della partita.

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