La Scuderia di Maranello sta vivendo una delle sue peggiori stagioni di sempre in F1, ma due elementi fanno ben sperare per il suo futuro.

E’ difficile trovare lati positivi nella terribile stagione 2020 in F1 della Ferrari. La Scuderia di Maranello è precipitata al sesto posto della classifica costruttori nelle prime undici gare del 2020, oltretutto pericolosamente insidiata dalla AlphaTauri. Oltre a questa debacle tecnica, causata in gran parte da una Power Unit depotenziata, il Cavallino Rampante si è mostrato debole sotto altri punti di vista: quello strategico, quello di gestione dei piloti e delle risorse umane, quello comunicativo. Eppure, in mezzo a tutti questi problemi, ci sono due elementi positivi dai quali è possibile ripartire per costruire il futuro della squadra.

Il primo è ovviamente Charles Leclerc. I risultati del monegasco in questa stagione non riflettono assolutamente il vero valore della SF1000, probabilmente meglio rappresentato da quelli raggiunti da Sebastian Vettel. Nonostante i difetti della vettura, Leclerc è comunque riuscito a conquistare due podi eccezionali in Austria e Gran Bretagna, che lo rendono l’unico pilota ad aver conquistato più di un podio nel 2020 insieme a Hamilton, Bottas e Verstappen. Il monegasco si è dimostrato molto opportunista nello sfruttare le disgrazie altrui, spesso portando a casa il miglior risultato possibile con gare impeccabili: gli ultimi due GP di Russia e dell’Eifel ne sono un esempio. La qualifica si è dimostrata un altro punto di forza di Leclerc, che non viene battuto da Vettel da otto gare e che ha spesso condotto la Ferrari in posizioni inimmaginabili alla vigilia. Il monegasco sembra ormai pronto per assumere il ruolo di leader della Scuderia: tocca al team fornirgli una vettura adeguata alle sue immense capacità, che attualmente rischiano di essere sprecate lontano dai vertici della F1. Tuttavia, anche il giovane monegasco dovrà cercare di evitare certi errori di pura foga visti negli ultimi due anni.

Formula 1 Russia ala ferrari sochi

 

Il secondo elemento può sembrare inutile in una stagione travagliata come questa, ma fa parte di un trend partito già nel 2019, a Singapore, dove la Ferrari vinse inaspettatamente dopo aver portato un corposo e funzionante pacchetto di upgrade. Anche i piccoli miglioramenti portati nel 2020, nei GP di Russia e dell’Eifel, sembrano aver funzionato, visto l’evidente balzo, rispetto al terribile trittico SpaMonzaMugello, avuto dalla Rossa nelle ultime due gare. Il funzionamento degli upgrade è un elemento da non sottovalutare anche in relazione alla storia recente della Ferrari: nel 2016, nel 2017 e nel 2018 la Scuderia è stata nettamente battuta in termini di sviluppo dai rivali più forti, Mercedes e Red Bull. Nel 2017 e nel 2018 ciò ha addirittura contribuito pesantemente nella lotta al titolo, persa proprio contro la Stella. La Rossa sarà dunque chiamata a mantenere questo trend positivo per risalire la china: scopriremo se ci riuscirà già nel prossimo GP del Portogallo, per il quale sono previsti ulteriori upgrade.

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