Ai microfoni di Sky F1, il due volte campione del mondo Fernando Alonso ha ammesso di essere stato contattato anche da altri team, ma è stato attratto dal progetto del team francese, che reputa sulla strada giusta per il successo.

Fernando Alonso si sta preparando al ritorno ufficiale in pista con la Renault nella prossima stagione. Si è fatto vedere lo scorso weekend nel paddock della sua passata e futura scuderia e il giornalista Simon Lazenby ne ha approfittato per intercettarlo e scambiare quattro chiacchiere con un pilota che è sempre più un’istituzione della Formula 1.

Sembra che la Renault avesse le idee chiare già a maggio: quando Daniel Ricciardo ha annunciato il suo addio per un approdo in McLaren, i francesi hanno subito aperto la rubrica alla lettera F e non hanno tardato a far partire le trattative con lo spagnolo, che sarebbero poi culminate nell’ufficializzazione della firma del contratto a luglio.

Si sa che la fortuna non è dalla parte di Alonso quando si tratta di scelte di carriera azzardate e questa aveva tutta l’aria di essere un altro buco nell’acqua, considerando le prestazioni non entusiasmanti delle scorse stagioni per un team di questo calibro. Ma questa volta lo spagnolo potrebbe averci visto giusto e le prestazioni di quest’anno lasciano ben sperare per la prossima stagione. Il 39enne pilota di Oviedo, che ha sempre affermato che l’eventualità di un suo ritorno si sarebbe avverata solo in presenza di offerte da parte di un “pacchetto vincente”, si è fatto convincere dai progetti a medio termine della scuderia francese, soprattutto in ottica 2022. Forse alla Renault, che dall’anno prossimo si chiamerà Alpine, nascondono qualche asso nella manica.

Altri team hanno bussato alla porta dello spagnolo, che però ha deciso di tornare nella squadra che gli ha regalato due mondiali, principalmente per due ragioni: “Innanzitutto, in termini di aspettative e di costruire qualcosa che dalle retrovie arrivi alla vetta, era molto affascinante e intrigante. Dopodiché, conosco tutti nella squadra, conosco la loro passione per le corse, è la terza volta che faccio ritorno qui e sapevo che mi sarei sentito a casa”.

Certo, ora bisognerà ritrovare il ritmo e il feeling con la macchina. Fernando si è tenuto impegnato nei suoi due anni lontano dalla Formula 1, gareggiando nella 500 di Indianapolis, nel Rally del Dakar, nella 24 ore di LeMans e in altre competizioni ancora, ma potrebbe comunque servirgli qualche gara prima di riprendere il polso della vettura.

“Quando lasci lo sport per due anni, poi torni su una monoposto di Formula 1, ti stupisci come se fosse la prima volta. Ora ho bisogno di fare qualche giro” ha dichiarato nel corso dell’intervista. “Il simulatore va bene fino a un certo punto, ma poi bisogna confrontarsi con lo sforzo fisico della macchina, la forza di accelerazione, l’allenamento del collo, ho bisogno di fare quanti più giri possibile”.

Qualche giro, a dire il vero, l’ha percorso sulla vettura di quest’anno, a Barcellona, in occasione del filming day, ma 21 tornate non sono certo quello che serve ad Alonso per tornare il pilota che conosciamo. Infatti, ammette che le prime gare potrebbero essere difficili: “A dire il vero, conto di arrivare preparato”, ha commentato. “Ma conosco le difficoltà che potrei incontrare nelle prime gare. Non solo in termini di ritmo, ma anche per quanto riguarda le procedure, i comandi al volante, tutta una serie di cose che sono nuove per me e che potrebbero richiedere del tempo. Sono consapevole del fatto che potrei avere qualche complicazione. Ma mi piace pensare che non sarà così”.

Alonso ha firmato un biennale, che lo porterà a gareggiare almeno fino all’età di 41 anni, ma non sarà il conseguimento del tanto agognato terzo mondiale a determinare una sua ulteriore permanenza nel circus.

“Non credo che mi porrò un obiettivo prima di ritirarmi”, ha confidato a Lazenby. “Credo che nel mondo delle corse sia il cronometro a stabilire quando è tempo di dire stop, non l’età. Spero che il cronometro sia dalla mia parte nei prossimi anni.”

A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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