Lavorare in Formula 1 è un sogno che si coltiva sin da bambino. Del resto, il fascino delle monoposto, anche grazie all’influenza dei piloti che hanno fatto la storia di questo sport e ai marchi che li hanno supportati, si è mantenuto invariato negli anni e per chi ama l’adrenalina della velocità e la bellezza dei motori, lavorare in F1 è il top! Come si è formato però chi lavora in F1?

Partiamo dal presupposto che il percorso formativo per chi è nel team delle squadre di formula Uno dipende molto dal lavoro che si svolge. Se il sogno è quello di diventare pilota, la strada è ancora più in salita, perché prima della formazione, conta l’abilità pratica e il saperci fare con le macchine. Nel tempo arriva poi una scalata al successo che richiede determinazione, coraggio e, ammettiamolo, tanta tanta fortuna.
Al momento quindi restiamo nei box, e valutiamo il percorso tipo di un professionista che lavora in scuderia e nei settori che rendono grandi e indimenticabili le case automobilistiche.

Il ruolo degli ingegneri

Uno dei ruoli chiave nella formula 1 è rappresentato dagli ingegneri. Bisogna quindi partire dal presupposto che una laurea in ingegneria è un ottimo biglietto da visita. Lavorando su auto ad altissime prestazioni, ogni specializzazione ingegneristica può essere utile per arrivare al lavorare nel settore motori. Lasciate dunque spazio all’ingegneria elettronica, meccanica e informatica, da conseguire sia nelle università tradizionali sia nelle università telematiche riconosciute dal MIUR, come Unicusano. Le competenze di tipo tecnico e una specializzazione nei campi che maggiormente interessano il mondo delle auto vi consentirà di poter accedere a diversi ruoli, anche dirigenziali e quindi di aspirare a carriere importanti ed economicamente soddisfacenti.

L’importanza dell’esperienza
Il conseguimento della laurea è solamente il primo passo per poter sperare di arrivare in alto. È importante infatti essere consapevoli del fatto che per raggiungere i grandi brand dell’automobile, è fondamentale fare esperienza, anche all’estero, per acquisire competenze di progettazione e maggiore sicurezza nell’utilizzo di software, macchinari e tutto ciò che concerne la realizzazione e il funzionamento dei motori. Molte case automobilistiche consentono di entrare nel team come stagisti, aprendo delle call annuali per giovani talenti. Questa sarebbe una strada da intraprendere e un’occasione da cogliere per comprendere dall’interno quali sono le qualità richieste per lavorare in grandi brand, come quelli della Formula 1.

Attitudini e soft skills
Quando si lavora con marchi di respiro internazionale, è importante capire che si entra in un contesto di relazioni fittissimo. Per arrivare a ricoprire cariche importanti, è sicuramente utile possedere delle caratteristiche e delle conoscenze che vanno oltre la formazione universitaria e le capacità di realizzare ad esempio macchine tecnologicamente avanzate. Se si ambisce ad entrare in Ferrari ad esempio, uno dei brand più amati dagli italiani,il minimo è conoscere perfettamente almeno due lingue e avere la forza di restare lontano da casa per tanto tempo. Poi conta acquisire competenze di problem solving e capacità relazionali, fondamentali per instaurare legami e collaborazioni. Le cosiddette soft skills devono essere ancor più curate quando si ha a che fare con eccellenze mondiali che non lasciano nulla al caso. Pronti a partire per un’emozionante Gran Premio?!

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