A Ruote Ferme: altro monologo Mercedes, ma Ferrari tecnicamente sta reagendo adeguatamente?

I fatti del Gp francese hanno mostrato quale sia la “strada” per sfruttare al meglio le gomme Pirelli: adeguate geometrie delle sospensioni anteriori.
Mercedes (ovviamente) e McLaren lo hanno capito. Ma Ferrari sta intraprendendo la strada giusta per gli sviluppi della SF90?

All’interno di un noioso (fino a pochi giri dal termine) Gran Premio F1 di Francia, c’è stato un fatto che a livello tecnico ha fornito importanti indicazioni su quella che può essere la “radice” del successo in questa F1 2019.

Nella seconda metà di gara, montati gli pneumatici Pirelli White Hard, abbiamo visto come le Mercedes e la McLaren dell’ottimo Lando Norris mostravano un anomalo blistering  sulle gomme anteriori, in particolare sulla fascia interna della pneumatico, dove si scarica più energia.

Energia data non solo dalla downforce, come in F1 in tanti pensano, ma anche da un appropriato disegno del sistema della sospensione anteriore, sia a livello di geometrie che di cinematismi.

I due team sono infatti gli unici che in questa gara hanno mostrato questa tipologia di problematica.
Segno che sono quelli che riescono a portare più energia sulle gomme, condizione essenziale per far entrare rapidamente nella giusta finestra d’utilizzo le Pirelli 2019.

E il fatto che Mercedes e McLaren adottino due concetti d’ala anteriore differenti (up wash Mercedes, out wash McLaren, come Ferrari) fa pensare che non sia solo il massimo carico aerodinamico a permettere di sfruttare al meglio gli attuali pneumatici.

Proprio in questo Gp la McLaren ha adottato sulla sospensione anteriore il bracket sul puntone di reazione in stile Mercedes, dopo aver già disegnato per la sua MCL34 un pivot di montaggio del triangolo superiore al mozzo figlio del concetto espresso sulle Frecce d’Argento dominatrici del 2019.

E questo ha portato ad un miglioramento tangibile delle prestazioni del team di Woking, che sta arrivando ad insidiare le prestazioni della più quotata Red Bull.
Segno che la strada pare quella giusta.

Anche Ferrari ha portato in Francia vari aggiornamenti (in particolare ala anteriore, prese freni, paratie ala posteriore, e fondo, questo però rimandato ad ulteriori sperimentazioni), ma per la maggior parte incentrati sull’aspetto aerodinamico, non riuscendo comunque a risolvere l’endemico sottosterzo della monoposto di Maranello, sia sul lento che sul veloce.

Confronto Ferrari f1 2018 - Ferrari f1 2019
Confronto Ferrari f1 2018 – Ferrari f1 2019

La sospensione anteriore della Rossa sembra invece sempre la stessa per geometrie e componentistica.
Un disegno che pare immutato dal 2017, anno del “ban” della sospensione “furba” Mercedes e Red Bull.

Ma a cosa è dovuto questo apparente “immobilismo” negli upgrade Ferrari? Ritardo nell’implementazione di un nuovo concetto? Necessità di realizzare un nuovo telaio per adottarlo? Oppure carenza di risorse tecniche in quella particolare area (sospensioni)?

Come noto, Ferrai in questi ultimi mesi sta realizzando una forte campagna d’acquisizione tecnici per potenziare il suo organigramma.

Chissà se, tra questi, vi sarà anche colui che possa portare idee nuove per colmare il gap dalla dominante Mercedes attuale anche in questo settore…

 

Di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe )

Giuseppe Saba

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe