I primi giri sulla pista di Sepang con le modifiche al tracciato realizzate dalla Dromo Engineering hanno evidenziato il miglioramento della percorrenza sul giro. 4/5 secondi il miglioramento nei tempi durante la prima sessione di libere rispetto ai tempi 2015; in parte legato certo al miglioramento delle prestazioni delle vetture, ma soprattutto alle novità apportate al tracciato dall’azienda emiliana durante la scorsa primavera. Gli interventi che hanno riguardato il tracciato non hanno stravolto il layout della pista, che non è cambiato esteticamente, ma hanno modificato molti delle caratteristiche della sede stradale.

Durante i tre mesi di lavori che hanno impegnato una dozzina di specialisti venuti dall’Italia a coordinare il lavoro di 250 operai locali, l’intervento principale è stata la riasfaltatura completa dell’impianto di Sepang; un’opera di per sè gia mastodontica, parlando di una superficie di 120.000 mq dovuti alla larghezza della pista di 16 metri, una delle più ampie di tutto il campionato.

Il progetto della Dromo, realizzato dal suo ingegnere capo Jarno Zaffelli non ha però riguardato solo l’asfalto, ora un semi-drenante per meglio adattarsi alle piogge torrenziali di questa parte del mondo, ma ha coinvolto altre specifiche come l’eliminazione delle asperità sull’asfalto (ormai divenute evidenti e fastidiose per i piloti in molte zone della pista), la modifica del banking di alcune curve, il rifacimento di molti cordoli, e il ripensamento di alcune vie di fuga. L’intervento ha riguardato ben 9 curve del circuito, con gli interventi maggiori localizzati alla 9 e 15. “Questa è una delle pochissime piste utilizzate sia dalla Formula 1 che dalla MotoGp, dunque abbiamo dovuto considerare le esigenze di entrambe le categorie” ha commentato Zaffelli, “il nostro progetto è stato presentato ed approvato da entrambe le federazioni, la FIA e la FIM”. “E’ il nostro primo lavoro realizzato su un un circuito della F1, abbiamo lavorato su altri progetti come Monza e Singapore, ma soprattutto sulla MotoGp, in Argentina e Misano”.

Passeggiando per la pista al tramonto con l’ingegner Zaffelli ho potuto apprezzare e comprendere meglio le modifiche. “L’intervento più massiccio è stato alla curva 15” ha confermato, “un lavoro che ha richiesto il rifacimento completo di tutta la curva. Abbiamo innalzato il cordolo interno di un metro, e il banking della curva ora è negativo del 4,5%”. In effetti camminandoci sopra la pendenza si sente. La traiettoria in ingresso è cambiata, lo si vede chiaramente dai segni sull’asfalto. Si rimane larghi in entrata senza arrivare alla corda, per poi chiudere solo in uscita. “In questo modo la traiettoria ottimale lascia aperto uno spazio all’interno, perfetto per chi vuole sorpassare” aggiunge Zaffelli, “l’intento era proprio questo, favorire i sorpassi” prosegue.

Proseguendo nella camminata l’occhio cade sui cordoli e la domanda è ovvia: qualche modifica grossa? In Austria i nuovi cordoli portarono solo danni. “Nessuno stravolgimento” mi informa Zaffelli, “abbiamo mantenuto lo stile originale cambiando solo leggermente alcune cose ma mantenendo l’aspetto degli elementi. I cambiamenti maggiori sono stati pensati proprio per favorire il drenaggio dell’acqua dalla pista, che in molte zone si accumulava creando pozze e rigagnoli pericolosi per la guida”.

Anche alla curva 4 il cordolo interno è più basso di prima, e la linea è più veloce. Interessanti le modifiche al banking alla 5 e alle 6. Qui Zaffelli ci conferma che la preoccupazione è stata per le gomme. “Cambiando le inclinazioni si riduce il consumo anomalo dell’anteriore sinistra, molto sollecitata su questa pista. In questo modo abbiamo migliorato il carico verticale ed equilibrato il consumo dei pneumatici”.

Proseguendo nel nostro giro di pista giungiamo alla curva 9, oggetto di un altro grosso intervento. Il cordolo interno ora è più basso di un metro, la pista scende ma risale subito. “Qui ora si può aprire il gas prima” puntualizza Zaffelli, “e la percorrenza è molto più veloce”.

La sua analisi è puntuale, tecnica, specifica. I 5,5 km del tracciato passano in fretta; il sole sta scomparendo dietro le colline e il giro è finito. Tanta è la soddisfazione di scoprire che la competenza e la professionalità italiana siano riconosciute e apprezzate anche in questo settore del motorsport.

Di Stefano De Nicolo’