Negli ultimi dieci anni, le notizie su Michael Schumacher sono sempre state scarse. Questo è dovuto alla volotà della sua famiglia per tenerlo il più lontano possibile dai riflettori. Sono infatti solo poche persone vicine a Michael a sapere come trascorre le sue giornate. Uno di questi è Jean Todt.

Todt, ex Presidente FIA e ex capo di Schumacher in Ferrari, ha gettato luce sulle condizioni del sette volte Campione del Mondo dopo l’incidente del 2013. Jean è stata una figura chiave nella rinascita Ferrari tra il 1999 e il 2004, con figure come Ross Brawn e Rory Byrne al comando.

In una recente intervista, quando gli è stato chiesto se gli mancasse Schumacher, Todt ha risposto: Michael è qui, quindi non mi manca. Non è più lo stesso Michael di prima. È diverso ed è splendidamente sostenuto dalla moglie e dai figli che lo proteggono”.

La sua vita è diversa, ho il privilegio di poter condividere momenti con lui. Questo è tutto quello che c’è da dire. Sfortunatamente, il destino lo ha colpito dieci anni fa e non è più il Michael che conoscevamo in F1”.

Brawn-Schumacher-Byrne: la Santa Trinità Ferrari

Gli anni di Schumacher-Brawn-Byrne sono stati i migliori per la Scuderia italiana. Nel corso di sei anni, la Ferrari ha infatti conquistato ben 11 titoli di F1.

Anche se, alla fine di tutto, la Rossa è stata crudele con Schumacher, escludendolo nel 2006 per fare spazio a Raikkonen. Questo è successo a seguito della detronizzazione della Ferrari vincente da parte di Fernando Alonso e Renault. In quel periodo, Schumacher era poco più che trentenne, e avrebbe potuto guidare la squadra per molto più tempo.

A quel punto, Jean Todt si stava preparando a lasciare la Rossa nelle mani di Stefano Domenicali, prima di diventare Presidente della FIA.

Qualche anno dopo, nel 2010, Schumacher è riapprodato in F1, in Mercedes. Insieme a lui c’era Nico Rosberg e a capo dell’operazione c’era di nuovo Brawn.

Schumacher non ha mai però ritrovato la vecchia magia, decidendo di abbandonare i riflettori della F1 definitivamente nel 2012, lasciando posto a Lewis Hamilton.

Ai giorni nostri, la vita di Schumacher è tutta oggetto di speculazioni. Gli unici indizi possono essere ottenuti da interviste ufficiali con i membri della sua famiglia.

Corinna: “Michael manca ogni giorno, ma non solo a me”

A luglio 2022, Corinna, moglie di Schumacher, si è aperta quando ha ricevuto il State Prize of North-Rhine-Westphalia a nome di suo marito Michael: Mi manca Michael ogni giorno. Ma non manca solo a me”.

“Sono i bambini, la famiglia, suo padre, tutti intorno a lui. Voglio dire, tutti sentono la mancanza di Michael, ma Michael è qui. Diverso, ma è qui e ci dà forza. Cerchiamo di continuare come una famiglia come piaceva a Michael e come gli piace ancora”.

Stiamo andando avanti con le nostre vite. ‘La vita privata è privata’, come diceva sempre. È molto importante per me che lui possa continuare a godersi la sua vita privata il più possibile. Michael ci ha sempre protetti, e ora stiamo proteggendo Michael” ha dichiarato Corinna.

Anche il figlio Mick, un anno prima, ha rivelato in un documentario:Penso che io e papà ci capiremmo in un modo diverso ora. Semplicemente perché parliamo una lingua simile, la lingua del motorsport”.

Avremmo così tanto di cui parlare. È lì che la mia mente è per la maggior parte del tempo. Pensare che sarebbe figo che fosse così. Rinuncerei a tutto solo per questo ha aggiunto Mick.

D’altro canto però, l’ex manager di Schumacher Willi Weber, nonché colui che gli fece ottenere un posto per fare il suo debutto a Spa nel 1991, è stato tenuto fuori dal giro.

Foto Cover Credits Nymans Ur

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