Il team radio di Daniel Ricciardo rappresenta il momento più significativo del noioso appuntamento russo. L’australiano ha lanciato un messaggio importante ai più giovani e ai campioni del mondo F1: una “punizione” va accettata senza troppe lamentele.

C’erano una volta i team radio F1 significativi, frasi in codice e comunicazioni strategiche, urla di gioia e di dolore. Anno 2020, le lagnanze come stile di comunicazione. I piloti oggi passano molto più tempo del necessario a chiacchierare con gli ingegneri o peggio lamentarsi.
Il re della F1 moderna, il sei volte campione Lewis Hamilton, è il primo della griglia (anche in questo) a dolersi di tutto ciò che di spiacevole gli accade in pista, dall’usura delle sue gomme alle penalità (rare) che gli sono conferite.
I soliti fantasmi di una presunta discriminazione sono riemersi a Sochi, dove il pilota della Mercedes ha ricevuto 10 secondi di penalità per un misunderstanding con il suo ingegnere che gli ha dato l’ok a simulare due partenze di prova all’uscita della corsia dei box. Informazione sbagliata, punto sbagliato e frittata combinata.

Sciocco errore

Hamilton ha infranto i regolamenti sulle prove di partenza nel pre-gara, nessuno voleva buttarlo giù come ha sottolineato in radio e nessuno gli avrebbe tolto la vittoria in quel di Sochi. Da un campione della sua portata, abituato a vincere quasi ogni domenica, ci si aspetta un atteggiamento costruttivo e di accettazione della condanna.

Per molto meno, Daniel Ricciardo ha ricevuto 5 secondi di penalità e ha accolto con filosofia la decisione del collegio. L’australiano alla comunicazione dell’ingegnere che avrebbe dovuto scontare una penalità di cinque secondi ha esclamato: “Ok, proverò ad andare più forte!

Esempio Daniel in F1

In conferenza post GP, Ricciardo ha ribadito: “Avevamo un buon ritmo ma ho commesso l’errore di superare Esteban Ocon alla curva 2 e ho avuto la penalità di tempo. Ho bloccato i freni anteriori, quindi me ne assumo la responsabilità, ma sono riuscito a rimediare e recuperare bene”.

La cosa peggiore è invocare via radio la sanzione ai danni del tuo avversario e purtroppo siamo soliti ascoltare molti piloti richiedere l’intervento del collegio dei commissari ad ogni minima azione di difesa o scontro fra di essi. Come dimenticare Hamilton in Canada nel 2019 che prima del GP aveva invocato una F1 più maschia, fatta di corpi a corpi e poi richiamò subito l’attenzione dei suoi tecnici, lamentandosi del noto rientro in pista di Vettel.

Va detto che le decisioni dei giudici negli ultimi anni sono state contrastanti. Forse è arrivato il momento di disciplinare la questione con un unico collegio pronto a spostarsi con la carovana del Circus in giro per il mondo, in modo da avere una uniformità di giudizio nella valutazione di episodi simili, vedasi Leclerc-Stroll ed Hamilton-Albon. Al riguardo Lance Stroll ha dichiarato che è ridicolo che Leclerc non sia stato penalizzato.

Sorriso Bottas, spiragli di luce Leclerc

Il finlandese ha vinto su uno dei suoi tracciati preferiti. Bottas non poteva fare altrimenti, una volta liberatosi dell’ombra di Hamilton, ha portato a casa l’unico risultato possibile su una W11. La strada verso una lotta vera tra i teammate Mercedes è ancora ardua, ma per una volta è Hamilton ad uscire demotivato da un round mondiale.
Leclerc è tornato in zone di classifica più “consone” al blasone del marchio Ferrari. I piccoli aggiornamenti aerodinamici hanno soddisfatto Binotto, ma è solo l’inizio di un processo di trasformazione che dovrebbe rendere l’auto competitiva per Charles e Carlos nel 2021. Seb è stato sacrificato dalla strategia del team italiano che (un po’ come la Red Bull) corre sempre di più per e con una sola macchina.
Un pensiero per Sainz che ha commesso il primo grave errore in partenza della sua carriera, meglio forse decelerare e riaccordarsi al gruppo che giocarsi l’all-in nelle prime curve, specialmente in una via di fuga. Sarà per la prossima Carlitos!

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