E’ notizia di questi giorni l’annuncio del ritiro dal mondo della Formula Uno di Ross Brawn, il quale ha dichiarato di volersi dedicare alla pesca e probabilmente a tutte quelle attività ludiche che non ha potuto coltivare in tanti anni di lavoro, già in passato, nella stagione 2007 si prese un anno di ‘riflessione’ dopo aver vinto sei titoli costruttori e cinque piloti con la Ferrari, per non contare i due titoli piloti e quello costruttori conquistati prima con la Benetton, scuderia con cui iniziò la sua carriera, titoli arrivati sempre al fianco del Grande Michael Schumacher, dopo la Scuderia di Maranello, nel 2008 entrò a far parte del Team Honda, una stagione piena di problemi che convinsero la casa Giapponese a lasciare il Circus e a vendere la squadra a Ross, il quale con astuzia e competenza confezionò una monoposto, spinta dai motori Mercedes, che sfruttando un artificio regolamentare vinse a mani basse il mondiale 2009 conquistando anche il titolo piloti con Button, infine la vendita della scuderia alla Mercedes e il ritorno di Schumacher in Formula Uno, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Con una carriera invidiabile alle spalle, Ross si costruisce anche la fama di essere non solo un ottimo dirigente ma anche di essere uno degli uomini più astuti del circus, tanto che dopo la notizia dei test privati e illegali condotti da Pirelli e Mercedes c’è chi ha ipotizzato che sia stato tutto organizzato ed ideato da Brawn allo scopo di trovare una soluzione al problema principale delle monoposto Tedesche, il consumo eccessivo delle gomme e di fatto la Mercedes migliora iniziando a cogliere dei successi. Al termine dello scorso anno giravano voci che lo volevano alla guida di una rinnovata  McLaren ma evidentemente, per ora, la voglia di riposare ha avuto il sopravvento; ora ci si chiede, quanto è reale il ritiro definitivo di un Leader come Ross? Anche se gli anni passano, ne ha 59, è difficile pensare che un uomo vincente, che ha respirato l’odore dei gas di scarico, sentito il rombo dei motori, frequentato uno degli ambienti più ricchi e glamour del pianeta e che ha vissuto per anni di pista e responsabilità, si possa ritirare definitivamente ad un’età in cui è ancora in forma e nel pieno delle capacità umane e tecniche e con un enorme bagaglio di esperienza, forse, e questa è una mera ipotesi, potrebbe rientrare nel 2016, o anche prima, con un nuovo Team, una casa automobilistica che voglia entrare nel mondo della Formula Uno e a cui un uomo del genere sarebbe utilissimo, se non altro per iniziare in una categoria molto competitiva; passare direttamente alla McLaren o in altro Team avrebbe significato un danno per la Mercedes che si sarebbe vista travasare della tecnologia e delle idee della macchina 2014 ad un’altra squadra, proprio nella stagione più delicata quando tutto è da reinventare e le monoposto saranno molto diverse dagli anni passati.

Del resto lo sport è pieno di casi di addii mai veramente consumati fino in fondo e questo ha tutta l’aria di essere uno di quelli…

Marco Asfalto

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