OLIO NELLA CAMERA DI COMBUSTIONE DELLE FORMULA 1 ?

Aleggia sul primo GP della stagione l’ombra di corposi ricorsi di alcune Scuderie, già poco tempo addietro la Red Bull ha accusato più o meno velatamente la Mercedes di utilizzare parte  dell’olio di lubrificazione come additivo per la benzina e quindi poter disporre di maggiore potenza nella parte termica della Power Unit. Ricordo che è vietato miscelare dei componenti che non siano aria con il carburante. Il vero sospetto nasce da alcune osservazioni; la enorme fumata bianca che a volte emette la PU Mercedes,
soprattutto appena si spinge sul gas dopo il rilascio e le vistose fiamme azzurre provenienti dagli scarichi; ma non è solo questo, ciò che più mi ha impressionato è stata la enorme fumata, di cui abbiamo purtroppo una foto lontana, della McLaren alla ripartenza

dopo un testa coda durante i test, se poi uniamo questo al fatto che abbiano avuto problemi con serbatoio dell’olio, troppo piccolo, possiamo ipotizzare che anche i Nipponici siano andati verso una direzione ben precisa quando hanno cercato di spremere più cv dal loro motore.

Tuttavia dobbiamo dire che miscelare l’olio in camera di combustione è qualcosa di molto complesso perché il carter o basamento in genere è mantenuto in depressione proprio per evitare trafilaggi,

quindi l’unica soluzione sarebbe utilizzando dei condotti con apposite valvole e una o più pompe che possano far arrivare l’olio dove è necessario, sistema molto complesso e dalla taratura complicata; di contro il fornitore del lubrificante deve costruire un prodotto che abbia delle specifiche molto precise e versatili, ridurre al massimo gli attriti interni, quindi far durare il motore il più possibile rendendolo anche più efficiente e contemporaneamente arrivare a migliorare sensibilmente la potenza dello stesso. E’ comunque possibile, invece, riutilizzare i vapori della valvola ‘PCV’ (ventilazione del carter) i così detti ‘Blow-by gas’ in pratica prelevandoli dallo sfiato e immettendoli nella camera di combustione miscelati con l’aria; anche in questo caso l’olio dovrebbe avere delle determinate caratteristiche di volatilità e sprigionare, ad una certa temperatura, delle sostanze che aiutino la combustione della benzina in maniera significativa; questa soluzione sembra essere legale ma meno importante sul piano prestazionale, ma sempre in relazione a che tipo di lubrificante è stato sviluppato, perché altrimenti potrebbe invece essere l’ago della bilancia in alcune situazioni come le qualifiche ad esempio. Prosegue quindi la sfida delle case petrolifere che non si gioca solo sul piano del combustibile ma in quello molto più delicato del lubrificante, e forse ci sarà anche un’altra sfida, quella delle carte bollate e di denunce più o meno segrete all’interno di un paddock che sembra tornato ad un inedito fervore, non resta che aspettare pochi giorni e forse ne sapremo di più…

Marco Asfalto.

 

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