Come era prevedibile ed in verità auspicabile, visto che non si può essere giudicati 2 volte per lo stesso reato; fondamento del diritto dei paesi civilizzati; Vettel si è recato a Parigi per una ‘lavata di testa’ e per porgere le proprie scuse; insomma far salvare la faccia alla FIA  e darle quel credito a cui tanto tiene. Presenti Charlie Whiting, direttore di gara, Peter Bayer segretario generale per lo sport, Laurent Mekies direttore della sicurezza e Graham Stoker vicepresidente; insomma il top dei dirigenti della Federazione; il tutto per difendere l’immagine di un ente che si batte per la sicurezza stradale e che voleva fare una reprimenda al Pilota colpevole di ‘reazione stradale’ qualcosa che potrebbe influenzare i giovani che si mettono al volante; sembra assurdo ma è proprio così, come se paragonare la F1 a quanto accade sulla strada sia normale, quello che si vuole evitare è lo spirito di emulazione a cui sono molto dediti i giovani, soprattutto se rivolto ai propri idoli. L’udienza si è svolta esaminando tutte le ‘prove’, telemetria (reale?) e le immagini disponibili, Vettel ha fatto le sue scuse per l’accaduto alla Federazione e al mondo intero con la promessa di dedicarsi ad attività ‘educative’ durante altre manifestazioni motoristiche ma non potrà partecipare a nessuna campagna di educazione stradale per tutto il 2017; potrebbe dare il cattivo esempio…

Se ci saranno altri fatti simili sarà però duramente giudicato; insomma un fastidioso cartellino giallo che ne potrebbe compromettere le prestazioni visto anche quanto accaduto in Messico nel 2016. Finisce così questa assurda querelle con la Ferrari che si allinea ai dettami della FIA  e Vettel che recita un enorme ‘mea culpa’; una riflessione… Ma c’era proprio bisogno di questa farsa?

Marco Asfalto

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