Le Mercedes fanno gara a sé, in questo terz’ultimo appuntamento messicano del Mondiale 2015, ed un Rosberg finalmente deciso e senza incertezze regola un Hamilton leggermente “infastidito” dalla vittoria del compagno di squadra.
Ma a rendere i giochi notevolmente più facili alle Frecce d’Argento ci ha pensato il grosso “passaggio a vuoto” delle due Ferrari, ed in particolare di Sebastian Vettel, che aveva oggi tutto il potenziale per lottare molto da vicino con le monoposto di Stoccarda.
Il tedesco di Heppenheim oggi “ne ha fatta una più di Bertoldo”, vedendo di fatto compromessa la sua gara già alle prime curve, dopo uno start incerto, dopo la foratura subita a seguito del contatto avuto con la Red Bull di Ricciardo (forse troppo “ottimista in quel frangente, ma comunque non penalizzato dai commissari di gara…).
Sucessivamente, cercando di risalire dall’ultimo posto, si è girato nel corso del giro numero 18, spiattellando gli pneumatici PZero White montati nella sosta al primo giro; ha poi, infine, concluso “a muro” dopo un ulteriore errore (alla stessa curva) nel 52° giro una gara che non ha esitato a definire nel team radio conseguente, dopo aver prontamente chiesto scusa alla squadra, semplicemente “di merda”.
E meglio non è andata all’altro alfiere del Cavallino: dopo le traversie di ieri, che lo avevano costretto a montare la Power Unit numero 6 della stagione, la gara sembrava mettersi tutto sommato bene per “Iceman” (in quel momento a punti dopo essere partito terzultimo), ma il “replay” del crash col connazionale Bottas ha distrutto la sua sospensione posteriore destra e “regalato” alla Ferrari un pesante doppio-ritiro.
Il pilota della Williams ha concluso poi la gara sul gradino più basso del podio, dopo aver intelligentemente “bruciato” al restart dopo la safety-car del giro 52 Daniil Kvyat, che ha preceduto l’atra Red Bull di Ricciardo.
Dietro a Massa ed al compagno Hulkenberg, ha concluso l’idolo di casa “Checo” Perez, 8° ed a punti grazie alla solita, proverbiale capacità di gestione delle gomme.
A chiudere i piazzamenti a punti la Toro Rosso di Verstappen (che, pare, stia già scatenando una dura “lotta” tra Mercedes e Ferrari per accaparrarsi i suoi futuri “servigi”) e la Lotus di Grosjean.
McLaren-Honda non pervenute: Fernando Alonso aveva preso il via solo “pro forma”, in quanto il già presente problema all’unità MGU-H aveva menomato l’affidabilità del suo propulsore, ed ha ritirato la sua monoposto già nel primo giro, mentre Button, pur tentando una strategia “aggressiva” allungando al massimo il primo stint di gara, non è comunque andato oltre la 14° posizione.
Il prossimo Gran Premio del Brasile, sul circuito storico di Interlagos, dovrà essere terra di riscatto e di “rivincita” sia per le due Ferrari che per il “cannibale” Lewis Hamilton. Anche se Rosberg non sarà, di sicuro, della stessa opinione…

di Giuseppe Saba

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