Un Gran Premio, quello d’Austria, che probabilmente sancirà un punto di svolta nel Mondiale F.1 2016 per tanti dei suoi protagonisti: una gara, oltretutto, che si trascinerà a lungo strascichi ed attriti. Da quelli del finale, col contatto Rosberg-Hamilton all’ultimo giro, a quelli precedenti, con l’esplosione in pieno rettilineo, dopo soli 27 giri, del pneumatico Pirelli SuperSoft montato dalla Ferrari di Sebastian Vettel.
Iniziando quindi dal finale, nel tentativo di resistere all’estremo attacco di Hamilton con una vettura non al meglio del suo potenziale (ennesimo problema ai freni della sua Mercedes sommato alla rottura di un deviatore di flusso “ad arco” della bocca d’ingresso delle pance, dovuta questa ai detriti della gomma esplosa a Vettel), probabilmente Rosberg ha manifestato la prima, vera “mancanza di lucidità” di una stagione fino a qui “quasi” impeccabile (col “neo” di Barcellona).
Episodio che comporta per il figlio di Keke numerose conseguenze: da quelle più immediate in termini di punteggio in classifica (da un possibile secondo posto ad un quarto sul traguardo, tra l’altro ancora “under investigation” da parte dei commissari di pista) a quelle più a medio-lungo termine di ordine “politico”, visto che la sua manovra ha incontrato l’ “ira funesta” della dirigenza Mercedes e del Team Principal Toto Wolff in primis.
Difficile dire cosa accadrà prossimamente, ma di sicuro di tutta questa situazione potrà comprensibilmente trovarne giovamento Lewis Hamilton, che col successo di oggi non solo punta a “ristabilire le gerarchie” nella graduatoria iridata, ma anche in quelle interne al team, che lo vedevano, ultimamente, un po’ più “indietro” del rivale tedesco al titolo.
Dei “problemi in famiglia” Mercedes riescono ad approfittarne brillantemente Verstappen e Raikkonen, giunti nell’ordine a podio alle spalle del campione del mondo in carica, col giovane pilota Red Bull autore di una gara “da veterano”, dove ha gestito al meglio sia le gomme, sia la “lotta interna” col compagno Ricciardo, giunto 5°, che non ha dimostrato la stessa abilità dell’olandese nell’uso degli pneumatici Pirelli.
Verstappen che è stato pure fortunato nel finale, in quanto le bandiere gialle generate dal contatto tra i due Mercedes hanno impedito il tentativo di sorpasso di Kimi Raikkonen, arrivato prepotentemente alle sue spalle grazie a gomme più fresche di 7 giri.
Ferrari che nuovamente dimostra, con la difficoltà nel portare in temperatura la mescola più dura portata dalla Pirelli in Austria, la Yellow Soft (sono occorsi ben 5 giri al finnico per iniziare a girare con la sua Ferrari in tempi simili a quelli di Mercedes e Red Bull, con un gap medio sul giro ad inizio stint di ben 2 secondi), che la scelta progettuale di “gentilezza” nello sfruttamento delle gomme sia stata una via sbagliata e fortemente limitante per qualsiasi velleità di successo della Rossa nei confronti della Mercedes.
Il “gommista” italo-cinese è protagonista inoltre dell’altro episodio di giornata, la clamorosa esplosione del pneumatico posteriore destro della SF16-H di Sebastian Vettel.
La scelta effettuata ieri dalla Ferrari, insieme alle mutevoli condizioni della pista ed alla discutibile regola della scelta anticipata dei treni di gomme da portare in gara (Ferrari, vista la sua cronica mancanza nello sfruttamento degli pneumatici, aveva optato per un solo treno di Soft, rivelatasi poi la gomma “giusta” per le condizioni manifestatesi in gara), aveva “costretto” il team del Cavallino a cercare di prolungare al massimo il primo stint di gara del pilota di Heppenheim (che oggi compiva 29 anni): e il piano stava riuscendo, visto che la sua Ferrari non accusava alcun crollo prestazionale. Almeno fino al giro 27, quando, di schianto, il cedimento in rettilineo della gomma lo ha spedito contro le barriere davanti ai box, causando l’unica safety-car di giornata.
Di sicuro occorreranno approfondite analisi per capire la natura del problema (se sarà stata colpa d’un detrito o dei cordoli del Red Bull Ring, piuttosto che un problema strutturale simile a quello patito dallo stesso tetra-campione del mondo l’anno scorso in Belgio) ma l’unica cosa finora certa è che la sicurezza del pilota è stata messa in pericolo, e che a ciò bisognerà ovviare rapidamente. E sicuramente ci sarà modo di riparlarne in futuro.
Ma le sorprese di questa gara “folle” non sono finite, e si possono scorgere dalla lista degli altri piloti piazzati a punti: troviamo, infatti, al sesto posto un bravissimo Jenson Button, che dopo essersi addirittura ritrovato per un frangente di gara in seconda posizione, ha portato al traguardo dei punti incoraggianti per la sua McLaren-Honda, che qui sembrava, quasi miracolosamente, non patire quel gap di cavalli finora palesato (ennesima domenica da dimenticare, invece, per Fernando Alonso, costretto al ritiro).
Dietro all’inglese campione 2009 troviamo Grosjean 7°, di nuovo a punti con la Haas a motore Ferrari, Sainz 8°, autore di una bella rimonta con la sua Toro Rosso (Ferrari anch’essa, ma con Power Unit 2015), Bottas 9° (con una Williams-Mercedes davvero incolore) ed un sorprendente Pascal Wehrlein 10°, che porta in casa Manor (diretta ingegneristicamente dall’ottimo Furbatto) punti preziosi come l’oro.
Sfortunato Nico Hulkenberg: partito dalla seconda posizione in griglia, l’eccessivo sfruttamento delle gomme (ed una penalità di 5 secondi rimediata per eccesso di velocità in pit-lane) lo han relegato presto nelle retrovie, fino al definitivo ritiro per guai meccanici alla sua Force-India (guai che hanno colpito anche il compagno Sergio Perez, più precisamente al sistema brake-by-wire che controlla la frenata al posteriore).
Sette giorni ed il “rollercoast” della Formula Uno ritorna già in pista, a Silverstone, dove seguiremo i nuovi sviluppi, probabilmente anche polemici, delle vicende andate in scena quest’oggi.

CLASSIFICA GRAN PREMIO D’AUSTRIA (10 sec. di penalità per Rosberg non cambia la classifica):

1 Lewis Hamilton MERCEDES
2 Max Verstappen RED BULL RACING
3 Kimi Räikkönen FERRARI
4 Nico Rosberg MERCEDES
5 Daniel Ricciardo RED BULL RACING
6 Jenson Button MCLAREN HONDA
7 Romain Grosjean HAAS FERRARI
8 Carlos Sainz TORO ROSSO FERRARI
9 Valtteri Bottas WILLIAMS MERCEDES
10 Pascal Wehrlein MRT MERCEDES
11 Esteban Gutierrez HAAS FERRARI
12 Jolyon Palmer RENAULT
13 Felipe Nasr SAUBER FERRARI
14 Kevin Magnussen RENAULT
15 Marcus Ericsson SAUBER FERRARI
16 Rio Haryanto MRT MERCEDES
17 Sergio Perez FORCE INDIA MERCEDES
18 Fernando Alonso MCLAREN HONDA
19 Nico Hulkenberg FORCE INDIA MERCEDES
20 Felipe Massa WILLIAMS MERCEDES
NC Sebastian Vettel FERRARI
NC Daniil Kvyat TORO ROSSO FERRARI

By Giuseppe Saba twitter @saba_giuseppe

Foto by @MercedesAMGF1

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