L’amore tra le gomme Pirelli e la Ferrari pare non corrisposto, a giudicare dalle difficoltà con cui si cerca di far lavorare assieme macchina e pneumatici. Tra problemi di temperature, difficoltà e magheggi con le pressioni, l’unica cosa che che mancava alla scuderia per complicare la situazione è un problema come quello di oggi occorso a Vettel: l’esplosione di uno pneumatico senza cause apparenti.
Al giro 27 e in pieno rettilineo, la gomma posteriore destra di Sebastian Vettel scoppia costringendolo al ritiro. La dinamica è strana; si tratta della gomma del lato in teoria meno sollecitato su cui si transita su meno cordoli e che riceve meno impatti e vibrazioni. Il pilota non aveva peraltro lamentato alcun problema con gli pneumatici nè si era potuto riscontrare un netto calo di prestazione che di solito precede un cedimento strutturale.
Le indagini sono naturalmente in corso insieme ai tecnici della Pirelli, ma sarà molto difficile risalire alle cause dell’accaduto. La spiegazione potrebbe essere un detrito raccolto in rettilineo, oppure una scelta della scuderia di portare all’estremo una gomma con 27 giri sulle spalle che aveva inoltre già fatto le qualifiche il giorno prima. La questione è delicata; il deja vu con la gara di Spa del 2015 è dietro l’angolo. Da quell’episodio la Pirelli ha imposto parametri più rigidi alle squadre per evitare il ripetersi di incidenti e cedimenti di questo tipo.
La strategia della Ferrari puntava giustamente ad allungare il più possibile il primo stint per risparmiare una sosta e puntare a vincere la gara. L’idea, come confermato dallo stesso Arrivabene, era quella di fermarsi intorno al giro 30 o poco più per montare la soft e andare fino alla fine, ma rimane un mistero il motivo per cui il pilota non sia stato richiamato ai box qualche giro prima quando girava comunque più lento di circa un secondo e mezzo rispetto a Rosberg che già aveva montato la gomma soft una quindicina di giri prima. Ed il rammarico di oggi è grande, perchè poteva arrivare un risultato importante. Infatti sia Max Verstappen, secondo sul podio, che Raikkonen terzo, hanno seguito la medesima scelta con una sola sosta, segno che la pensata del muretto poteva funzionare al netto di sfortuna o decisione di spremere troppo le gomme.
La gara di Silverstone è la settimana prossima: manca il tempo per puntare il dito e attribuire responsabilità, ma sarà sufficiente per cercare risposte e preparare la gara su una pista invece molto severa sulle gomme; in Gran Bretagna la Pirelli porterà il range delle mescole più dure a disposizione: Soft, Medium e Hard.

By Stefano de Nicolò Twitter @StefanoDeNicolo

Foto by @ScuderiaFerrari

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