L’ultimo atto del Mondiale Formula Uno 2015 sul circuito di Yas Marina va ad appannaggio di un Nico Rosberg che si conferma al top in queste ultime gare, ottenendo il successo (il numero 14 in carriera) col piglio del dominatore, mettendo nuovamente alle sue spalle l’iridato 2015 (nonché suo compagno di team) Lewis Hamilton.
L’inglese, forse, può recriminare oggi di non averci provato fino in fondo: dopo aver allungato lo stint centrale sulle Pirelli Soft, avrebbe dovuto imporsi sul team nel richiedere, per l’ultima parte di gara, di poter montare quegli pneumatici Super Soft necessari a dargli la velocità necessaria per attaccare nel finale Nico.
Mostra la sua frustrazione nel giro d’onore superando il vittorioso compagno in maniera poco “ortodossa”, ignorandolo e quasi arrivando al contatto, mentre dissimulava il tutto salutando il pubblico sugli spalti: un altro gesto non proprio edificante per l’uomo-Lewis…
Alle loro spalle le due Ferrari: Kimi Raikkonen raggiunge l’80° podio in carriera con una gara concreta, restando lucido quando, al giro 33, ha patito un problema di montaggio di una gomma al pit-stop, e concludendo ragionevolmente vicino alle due Mercedes. Conquista così la quarta posizione in classifica iridata ai danni di Bottas, autore di una gara funestata prima da una cattiva partenza, e successivamente dalla penalizzazione subita per l’unsafe release ai box dove ha tamponato Jenson Button.
Sebastian Vettel ha compiuto la rimonta auspicata dai suoi tifosi: da 15° a 4° grazie ad una strategia diversa, che lo hanno visto superare nel finale, grazie alle gomme SuperSoft “rosse”, un Sergio Perez autore del suo miglior weekend stagionale.
Quest’ultima gara ha confermato i grandi progressi della Scuderia di Maranello: probabilmente, senza il problema di ieri, Vettel, con una maggior velocità, avrebbe potuto tentare di insidiare maggiormente le due Frecce d’Argento, ma il distacco medio sul giro di 2-3 decimi (con le gomme Soft Yellow) può essere un punto di partenza incoraggiante per approcciare la parte più difficile del lavoro: raggiungere, e magari superare, le prestazioni delle monoposto anglo-tedesche nel 2016, che senza dubbio, non resteranno a guardare.
Tra i primi dieci merita una menzione la gara di Grosjean: dimostra tutta la sua maturità artigliando un nono posto e salutando una Lotus in grosse ambasce finanziarie prima di approdare in Haas, alla ricerca di maggiori possibilità che possano definitivamente sancire un talento forse troppo sottovalutato.
Ai margini della zona punti la Toro Rosso con l’11° posto di Sainz.
Molto più “falloso” e meno positivo rispetto al solito il compagno Verstappen, pure penalizzato per una manovra scorretta in fase di sorpasso ai danni della McLaren di Button.
E la McLaren-Honda, proprio all’ultima chance stagionale, ha mostrato finalmente qualche progresso prestazionale (e d’affidabilità) incoraggiante: ma servirà molto di più per risalire la china il prossimo anno.
Va così in archivio la stagione 2015: ma dopodomani sarà già 2016, con i test, sempre qui ad Abu Dhabi, delle nuove coperture Pirelli.
E noi ci saremo ancora, a seguire con la solita, grande passione lo sport che più ci appassiona.

di Giuseppe Saba

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