Oggi siamo di nuovo a commentare il GP di ieri guardandolo da un altro punto di vista, mettendo in relazione le vetture guidate, la capacità delle stesse di adattarsi alla pista, la posizione di partenza e soprattutto i risultati ottenuti durante il Campionato dei Piloti che le guidano. Ora la premessa fatta anche nell’articolo di ieri, è molto importante, perché quando la safety-car è uscita i Piloti delle prime 4 posizioni non hanno avuto la possibilità di antrare in pit lane per fare il cambio gomme (si sarebbe formato un incredibile trenino che in parte c’è stato…) e parliamo di Rosberg, Bottas, Vettel ed Alonso, questi sono rientrati il giro successivo uscendo poi nell’inevitabile traffico, se la safety-car fosse stata più lesta ad entrare in pista avremmo di sicuro assistito ad un’altra gara, ma entriamo nel mondo dei ‘ma’ e dei ‘se’ e a noi interessa ciò che è accaduto e non ciò che poteva accadere…

GP_UNGHERIA_PIOGGIA.

Alonso, una volta che la vettura di sicurezza esce e libera la pista alla gara, comincia a macinare giri molto veloci, parliamo dalla 15° tornata in poi attestandosi intorno al tempo di 1:30 e in quella piccola sezione di corsa, dal giro 16 al giro 22 è il più veloce in pista come media totale, e solo Ricciardo gli è stato molto vicino come tempi, certo qualcuno aveva più o meno traffico davanti a se, fatto è che ci ha messo molto di suo perché essere con la Ferrari, non un fulmine su piste di trazione, più veloce anche di Rosberg ed Hamilton e dello stesso Vettel non è cosa regalata dal cielo; ma il vero capolavoro arriva dalla tornata 40 al giro n. 63 quando con una costanza impressionante annota prima il suo giro veloce (giro 40 tempo 1:27.419) e poi rimane regolare sul tempo di 1:28 per ben 22 giri con gomme soft nuove (cambiate al giro 38), per poi finire gli ultimi 7 giri tutti sul 1:29 basso, con il finale che tutti abbiamo visto, l’azzardo di fare solo 2 soste ha pagato in confronto alle 3 di altri piloti e le safety-car hanno contribuito per non avere problemi di consumi; ricordiamo inoltre che già in partenza si era reso protagonista di un duello con le Red Bull ed aveva passato Ricciardo guadagnando una posizione; certo alla fine era molto più lento dell’Italo-Australiano di circa 2 secondi ma le gomme della Red Bull avevano solo 15 tornate sulle ‘spalle’. In definitiva i fatti possono essere visti da varie angolazioni, Alonso il grande, Alonso il polemico, quello che volete, ma i suoi risultati quasi mai sono frutto di una netta superiorità della vettura, che infatti superiore non lo è mai stata negli ultimi anni (se non in qualche frangente), sono invece il risultato della tenacia, della tecnica, del calcolo e del ‘piede pesante’ di un Pilota che è senz’altro il migliore del lotto soprattutto in questa stagione, maturo e consapevole delle proprie forze e con ancora (nonostante spesso si dica il contrario) tanta voglia di lottare seppure con una vettura inferiore ad altre e non è un caso che i duelli migliori (sì perché in Mercedes si evita di farne…) della stagione abbiano avuto lui come protagonista,

Duelllo in Germania contro Ricciardo

che sia stato vincente in questi ‘testa a testa’ ha poca importanza, di fatto quando c’è stata adrenalina Alonso era presente e di questo bisogna prenderne atto, rimane il rammarico per le stagioni passate, per le deroghe ‘ad personam’, per i test segreti, per le gomme cambiate in corso d’opera, lo Spagnolo è il solo Pilota in attività che è stato defraudato dalla sorte di almeno un altro titolo Mondiale insieme alla Scuderia per cui corre e speriamo per lui che possa arrivare alla meta prima di fine carriera… Un grandissimo riconoscimento va certamente anche alla Ferrari, che ieri ha dimostrato lucidità e tempismo come da qualche tempo non se ne vedeva, un ‘erroraccio’ fatto al Sabato con Raikkonen ha forse cambiato anche le sorti del GP, perché finalmente si è stati in grado, mentalmente, di fare qualcosa di diverso e non dedicarsi alla strategia più semplice o se volete normale, quando si è indietro bisogna inventare, ingegnarsi e soprattutto avere coraggio, certo non sempre paga, ma noi forse preferiamo un comportamento lineare e poco rischioso a dispetto del coraggio di osare? Non credo proprio, osare può portare a degli errori ma può portare anche al tripudio e in una annata come questa è l’unica soluzione possibile… E pensando che probabilmente si sia rallentato lo sviluppo della vettura di quest’anno per lavorare sul 2015, il risultato di ieri è una bella boccata d’ossigeno, così tanto cercata dagli uomini di Maranello, che ricordiamo, lavorano  sempre a testa bassa e non solo per lo stipendio, ma anche e soprattutto perché lavorare in Ferrari è una ‘missione’…

interviste_Ferrari

Parliamo di Raikkonen, che anche se non ha fatto l’Impresa di arrivare a podio ha fatto la sua bella parte ieri, ricordiamo che partiva 16° e di certo non guidava un’astronave aliena e neppure un missile terra-terra, finalmente risolti i tanti problemi che lo hanno assillato da inizio stagione compreso un comportamento della vettura che non facilita il suo stile di guida, ha cominciato a mettere finalmente in mostra il suo talento, ritrovatosi nel traffico non era facile risalire la china, ma soprattutto non era facile girare su tempi buoni, invece a tratti, durante la gara ha quasi fotocopiato Alonso, soprattutto dal giro 44 al giro 63, ci ha fatto vedere dei sorpassi, aggressività e un comportamento della vettura molto diverso soprattutto al retrotreno, non sappiamo quanto sia merito del Team e quanto della sua guida, ma sembra che si stiano risolvendo problemi che stavano già diventando cronici in questa stagione, a lui va il merito di non darsi per vinto, di guidare sempre al massimo ed adattarsi ad una monoposto ‘cucita’ sul compagno di squadra, e comunque risalire di 10 posizioni è sempre una vittoria (soprattutto con questa vettura), adesso lo aspettiamo a SPA dove siamo sicuri avrà molto da dire in pista, sì perché fuori invece…

Ed arriviamo a Vergne, forse la sua gara è passata in sordina, ma vi assicuro che per chi gli era dietro non è stato così, qualcuno dirà che è partito 8° ed è arrivato 9° quindi ha perso una posizione, intanto è stato capace di tenere dietro vetture ben più veloci, anzi le più veloci, per un bel tratto di gara, poi probabilmente gli è stata data una strategia non adeguata perché con le Soft, nella sezione che abbiamo preso a riferimento anche prima, dal giro 16 al 22 era molto veloce quasi alla pari con vetture ben più performanti, la scelta, invece, di mettere le gomme Medium al giro 34 per poi finire la gara ha consentito a molti altri piloti di sorpassarlo, forse ci voleva una strategia un poco diversa, soprattutto per differenziarlo dal compagno di squadra anch’esso su due soste, in definitiva siamo convinti che con un approccio più aggressivo del muretto avremmo potuto vedere Vergne almeno 2 posizioni più avanti, soprattutto perché ritrovatosi al 2° posto ad un certo punto della gara, poteva scegliere un compromesso molto diverso; probabilmente si è stati conservativi per cercare di portare a casa qualche punto in ottica Campionato e la tensione di commettere un errore ha fatto il resto; rimane comunque la visione e le immagini di una bella gara condotta dal Francese e chissà che non si tolga qualche soddisfazione da qui alla fine della Stagione…
Marco Asfalto    Twitter : @marcoasfalto

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