Francamente è quello che ci stiamo chiedendo in tanti appassionati di F1 o meno; perché insomma la Ferrari è sempre nell’occhio del ciclone dell’informazione planetaria quando si parla di competizioni e soprattutto se si parla della massima formula; non è solo perché da Italiani abbiamo un debole per la Rossa, ma anche perché le vetture di Maranello e il Team di F1 hanno tifosi in tutto il Globo e probabilmente anche fuori del sistema solare; quindi un esame numerico dei progressi della Vettura Italiana è auspicabile visto che il Campionato sta pian piano volgendo al suo epilogo. Partiamo da una considerazione, andremo a verificare solo alcune gare, quelle più ostiche alla Ferrari; questo per una serie di motivi, il primo è che se si vuole valutare quanto un avversario è lontano rimane molto più fruttuoso confrontarsi con esso proprio dove è più favorito, ecco perché prenderemo in esame soprattutto i tempi realizzati con gomme MEDIUM, il compound meglio sfruttato dalla Mercedes; poi perché se certe piste sono ostiche è lì che si deve evolvere perché poi nelle altre il compito dovrebbe essere più ‘semplice’ in teoria; per finire alcuni GP non verranno presi in considerazione in quanto ci sono state delle variabili che inquinano i numeri, la pioggia ad esempio, oppure tante safety-car, come i circuiti cittadini i quali mai danno una visione reale degli equilibri tecnici e prestazionali in quanto troppe variabili sono presenti come il valore del Pilota del resto, che in certe piste influisce più di altre; non prenderemo in considerazione i valori di velocità in quanto questi dipendono troppo dal carico aerodinamico che si sceglie, ma i tempi non mentono mai e ci si può fare un’idea precisa di quanto accade davvero in pista. In questa Race Analisys di ¾ di stagione andremo a visionare i tempi del GP di Spagna; GP di SPA Francorchamps; GP di Monza e GP del Giappone.

In Spagna la Ferrari arrivò 3° con Vettel alle spalle delle due Mercedes, la Vittoria fu di Nico Rosberg che staccò la Rossa di 45,342 secondi sul traguardo; la strategia delle gomme fu la seguente:

ROSBERG: 1° STINT MEDIUM USATE (1-15), 2° STINT MEDIUM NUOVE (16-45), HARD NUOVE (46-66)

VETTEL: 1° STINT MEDIUM USATE (1-14), 2° STINT MEDIUM NUOVE (15-40), HARD NUOVE (41-66)

Ecco il grafico del 2° stint partendo dalla 17° tornata


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La media dei giri è di 1:32.150 per Vettel mentre per Rosberg è 1:31.749, in pratica 1 secondo di differenza su di una pista molto tecnica come quella di Barcellona dove il bilanciamento della vettura, l’aerodinamica, la trazione e la Power Unit fanno la differenza più che su altre piste; nello stint con gomme Hard la differenza è ancora più marcata. In qualifica c’erano stati circa 1,2 secondi di distacco a favore della Mercedes.

Passiamo al GP di SPA vinto da Lewis Hamilton con Vettel fuori al penultimo giro a causa dell’esplosione di una gomma, cosa che, come ricorderete ha acceso una serie di polemiche con la Pirelli; la strategia gomme è stata la seguente

HAMILTON: 1° STINT SOFT USATE (1-13), 2° STINT MEDIUM NUOVE (14-30), 3° STINT SOFT NUOVE (31-43)

VETTEL: 1° STINT SOFT USATE (1-14), 2° STINT MEDIUM NUOVE (15-42)

Andremo quindi ad analizzare le tornate dalla n. 16 alla 29 (giri ‘puliti’ e comparabili) con l’eccezione dei giri 21 e 22 quando tutti hanno rallentato per la virtual safety car; ebbene anche a SPA c’è stata sempre una differenza molto tangibile tra le due vetture, la media infatti è di 1:55.821 per Vettel, mentre quella di Hamilton è di 1:54.866, la differenza ancora una volta si attesta su di 1 secondo circa; ricordiamo che solo a Monza ha debuttato la Power Unit evoluta per Mercedes (7 gettoni) e per Ferrari (3 gettoni). Nelle Qualifiche c’erano stati circa 1,5 secondi di distacco tra i due Piloti.

Arriviamo a Monza, con la Ferrari che monta un motore sviluppato come la Mercedes del resto, mentre i Tedeschi si giocano tutti i gettoni ed accusano qualche problema di affidabilità, la Ferrari procede meno spedita e mette in campo una Power Unit non ancora al massimo sviluppo, le gomme utilizzate sono le Soft e Medium; andiamo a vedere la strategia degli pneumatici, ricordiamo che la gara è stata vinta da Hamilton e Vettel è arrivato 2°.

HAMILTON, 1° STINT GOMME SOFT USATE (1-26), 2° STINT GOMME MEDIUM NUOVE (27-51)

VETTEL, 1° STINT GOMME SOFT USATE (1-25), 2° STINT GOMME MEDIUM NUOVE (26-51)

In questo caso daremo un’occhiata ai tempi anche delle SOFT utilizzate nel 1° stint, tuttavia c’è da ricordare  come Monza sia una Pista quasi da velocità pura, dove certe doti di trazione in uscita dalle curve non sono così significanti; questo perché, di fatto, sembra essere il vero problema e differenza tra le due macchine, oltre che una potenza della Power Unit che ancora regala qualche cavallo alla Mercedes. Ecco il grafico del 1° stint

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La media dei tempi è di 1:28.176 per Hamilton e 1:28.820 per Vettel, la differenza è di circa 6 decimi; nel 2° stint invece si gira su gomme Medium, ecco il grafico delle tornate dalla 28 alla 51.
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La media dei tempi con il compound più duro messo a disposizione della Pirelli per il GP d’Italia è di 1:27.417 per Hamilton e 1:27.696 per Vettel, quindi un avvicinamento tra le due macchine che avevano una differenza di circa 3 decimi; tuttavia, e questo è molto importante, ci è parso che Hamilton potesse spingere molto di più perche nel 2° stint ha realizzato in alcuni giri dei tempi molto bassi, giro 36 tempo 1:26.890; giro 48 tempo 1:26.672; giro 50 tempo 1:26.985; ricorderete che gli era stato detto via radio di spingere per evitare una ipotetica sanzione. Quindi anche con gomme molto usurate è riuscito a scendere sotto la soglia del 1:27 in svariate occasioni, mentre Vettel ha realizzato il suo miglior tempo al giro 52 con il timing di 1:27.376 benché fino alla 50° tornata stava spingendo per non farsi riprendere da Rosberg che poi è stato vittima di un guasto alla Power Unit. Quanto dico è suffragato dal fatto che Rosberg girava con un motore non evoluto (per prudenza visti i guasti della nuova PU) eppure nelle tornate dalla 42 alla 50 riusciva ad essere più veloce di Vettel, in questi 9 giri il Pilota Mercedes realizzava una media di 1:27.302, mentre Vettel era sul 1:27.545, quindi nonostante tutto ancora più di 2 decimi di differenza tra le due vetture e se consideriamo che il Pilota della Ferrari, in teoria, dovrebbe essere più veloce del suo antagonista, il divario dovrebbe essere ancora maggiore.

Si arriva così in Giappone su di un circuito, che come altri, ‘non perdona’, la pista è molto tecnica e la vettura deve avere quella che io chiamo ‘QUALITA’ STRUTTURALE’, ovvero essere completa in tutte le sue parti, stabilità, trazione, aerodinamica, potenza, guidabilità, affidabilità, basso consumo, ridotta usura delle gomme; in sostanza una macchina del genere è vincente su tutte le piste e certi circuiti come Suzuka ne mettono in evidenza pregi e difetti. La Gara è stata vinta da Lewis Hamilton mentre Vettel è arrivato 3° con un ritardo di circa 20 secondi dal Britannico sotto la bandiera a scacchi; le gomme messe a disposizione dalla Pirelli sono state le Medium e le Hard, quindi i compound più duri che tanto favoriscono le Mercedes in questa stagione; in questo caso metteremo a confronto i tempi di Rosberg con quelli di Vettel, in quanto Hamilton ha vinto in maniera abbastanza ‘tranquilla’ e probabilmente in alcune fasi della gara non ha spinto al massimo, ecco le strategie

ROSBERG, 1° STINT MEDIUM USATE (1-15), 2° STINT HARD NUOVE (16-29), 3° STINT HARD USATE (30-53)

VETTEL, 1° STINT MEDIUM USATE (1-13), 2° STINT HARD NUOVE (14-30), 3° STINT HARD NUOVE (31-53)

Quello che ci interessa è il 2° stint, quando i due Piloti sono a parità di mescole e con soste molto simili come numero di giri, e subito riappare un problema della Ferrari che è in pratica lo stesso da molto tempo, la difficoltà a mandare in temperatura gli pneumatici in maniera rapida e quindi redditizia, infatti dall’uscita del box e dopo un giro di ‘riscaldamento’, Vettel non va oltre il tempo di 1:39.467 (giro 15), mentre Rosberg, sempre dopo un giro, segna sul cronometro 1:38.354 (giro 18), ci vorranno una serie di tornate affinché il Tedesco della Ferrari possa eguagliare i Tempi di Rosberg benché questi abbia un paio di giri in meno sulle coperture, ecco il grafico dei giri presi in considerazione

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La media è di 1:39.190 per Vettel ed 1:38.935 per Rosberg; un distacco di poco più di 2 decimi, veramente non male per una Ferrari che con le gomme più dure ha sempre sofferto moltissimo; e con tempi ottenuti su di una pista come quella di Suzuka che come ho detto sopra ‘non perdona’ le vetture meno equilibrate; la sensazione, al di là della Vittoria di Singapore, è che la Rossa si sta avvicinando in modo sensibile alla Mercedes anche se il vero tallone d’Achille sono le qualifiche, in Giappone la distanza dalla vetta è stata di circa 7 decimi, e partire davanti è veramente troppo importante per poter poi puntare solo su strategie e le qualità dei Piloti.

Adesso si corre in Russia e la Pirelli ha portato le gomme Soft e Super Soft, compound favorevoli alla Ferrari ma di certo nessun intento da parte della Casa Milanese di dare un aiuto alla Rossa, piuttosto un’esigenza dettata dalla soporifera gara dello scorso anno, 1 sola sosta per quasi tutte le Squadre e gara decisa immediatamente; oltretutto la superficie dell’asfalto è liscia e poco abrasiva, quindi una scelta obbligata; le temperature non saranno alte e dovrebbero attestarsi intorno ai 18-20 gradi, clima non sempre gradito dalla Squadra di Maranello che sembra ottenere il massimo con gomme morbide e temperature alte, tuttavia il divario dovrebbe attestarsi a quanto visto in Giappone e forse migliorare di 1 decimo; insomma la rincorsa sta cominciando a dare i suoi frutti…

Marco Asfalto

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