Un venerdì “inutile” per le squadre, quello sul circuito di Sochi, contrassegnato dalla pioggia in entrambe le sessioni di libere, con giusto uno sprazzo di 15 minuti di “quasi asciutto” nelle FP1, che han visto primeggiare (seppur con tempi solo vagamente indicativi) il “terzetto tedesco” Hulkenberg-Rosberg-Vettel.
Prima sessione in cui sono andati oltretutto persi i primi 30 minuti (e con essi la possibilità di sfruttare il treno extra di gomme Pirelli “sperimentali”) per via della pista imbrattata dal gasolio perso da un mezzo di servizio, pulita (non senza imperizia) con acqua e ramazze dai zelanti steward del circuito russo.
Nella seconda sessione è stata sempre la pioggia, ancora più intensa, a farla da padrone, con soltanto 8 piloti a far segnare almeno un giro cronometrato: a mettersi davanti a tutti ci ha pensato, nell’ultimo tentativo utile, Felipe Massa (un pilota che, in carriera, non ha mai amato particolarmente le condizioni di bagnato estremo), che ha preceduto Vettel (autore di un terzo settore davvero notevole, dopo i primi due intertempi non particolarmente significativi) ed il compagno di squadra Valtteri Bottas.
Ma a fare i “numeri” su una pista che, visto lo scarso grip, ben si prestava ad una guida “di traverso”, è stato il giovane “neopatentato” della Toro Rosso Max Verstappen, che ha concluso quarto a poco più di 3 decimi dal brasiliano della Williams, e che soprattutto, a parità di condizioni, ha rifilato al talentuoso compagno di team Carlos Sainz Jr ben 2 secondi.
Ennesimo segnale, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che fa presagire per il pilota belga-olandese figlio di Jos la concreta possibilità di un futuro da assoluto protagonista della Formula Uno, anche nelle graduatorie statistiche di tutti i tempi.
Oltre ai fatti di pista, il fulcro principale di questo venerdì di Russia sono stati i rumors relativi alla fornitura delle Power-Unit Ferrari (specifica fine-2015) alla sola Toro Rosso, tagliando di fatto fuori dai giochi la Red Bull, che richiede invece gli stessi propulsori utilizzati dalle monoposto “made in Maranello”.
Bernie Ecclestone ha comunque precisato che la squadra di Mateschitz sarà della partita anche nella stagione 2016, ma saranno necessari comunque dei compromessi: o la Red Bull accetta, come Toro Rosso, la stessa specifica 2015 del propulsore del Cavallino, comunque “congelata” negli sviluppi in-season da un regolamento tecnico che, al momento attuale, non consente gli aggiornamenti stagionali grazie ai “gettoni” (come avvenuto in questo 2015), oppure la Federazione Sportiva dovrà approntare a breve delle modifiche regolamentari in modo da permettere ciò anche per il prossimo campionato. Ma poi gli altri team saranno dell’avviso di dare una mano ad un diretto (e temibile) concorrente?
Il futuro della categoria sembra sempre più nebuloso, e la prospettiva dell’utilizzo della terza vettura per i team di vertice non sembra poter restituire alla Formula 1 quella “vivacità e pluralità” in pista dei bei tempi che furono.
Di Giuseppe Saba




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