Come ogni anno, gli appassionati di automobilismo si riuniscono davanti al televisore per seguire l’appassionante campionato di Formula 1, nel quale gareggiano le auto più veloci e moderne al mondo e si sfidano i migliori piloti del pianeta. La stagione attuale, quella iniziata nel marzo 2018, è praticamente arrivata al giro di boa estivo, dove iniziano a notarsi le principali tendenze e si cominciano ad effettuare calcoli importanti per la parte finale. L’edizione di quest’anno prevede in totale ventuno Gran Premi, ossia uno in più rispetto a quella dell’anno scorso. Nel frattempo la scuderia Mercedes, intenzionata a ripetere il doppio successo della stagione passata, sembra aver messo decisamente la freccia sulla Ferrari anche in questa occasione. Le due vittorie di Lewis Hamilton, campione in carica, negli ultimi due GP di Germania e Ungheria hanno permesso alla squadra tedesca di allungare in classifica. Tuttavia, la sfida tra Hamilton e il suo rivale più acerrimo degli ultimi anni, Sebastian Vettel, continuerà a far parlare.

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La voglia di rivincita di Vettel

Mentre in molti si preoccupano per le condizioni dell’ex pilota Niki Lauda, in questo momento in osservazione con problemi fisici, la bagarre tra Hamilton e Vettel si fa sempre più serrata, nonostante l’inglese stia provando ad effettuare una fuga definitiva. Il pilota della Mercedes, che vuole tornare al trionfo dopo aver già alzato al cielo il titolo dell’anno scorso, ha scavato momentaneamente un solco importante, dato che si trova a 213 punti, mentre il tedesco della Ferrari è fermo a 189, e questo perché è riuscito ad arrivare secondo nella prova dell’Hungaroring. Le scommesse dei bookmaker vedono Hamilton favorito alla vittoria finale con una quota di 2,4 l’8 agosto, una posta leggermente superiore a quella di Vettel, fermo per ora a 2,6. Non soltanto il vantaggio già accumulato in classifica sostiene la candidatura del pilota Mercedes, ma la maggiore affidabilità della sua monoposto e l’abilità dei suoi ingegneri sono altre componenti di questa sua condizione di favorito alla vittoria del titolo piloti.

Vettel, dal canto suo, non intenderà certo arrendersi adesso, anzi sarà ancora più stimolato a far bene dopo aver perso molti punti. Da sempre combattivo e aggressivo, il pilota tedesco ha l’obbligo d’orgoglio di tornare ad essere campione dopo gli anni passati alla grande alla Red Bull, quando praticamente la scuderia austriaca non aveva rivali. Adesso, però, la sfida di dover raccogliere il testimone del suo connazionale Michael Schumacher in quella scuderia così prestigiosa come la Ferrari è probabilmente quanto di più elettrizzante gli sia capitato in carriera. La vittoria al GP di Silverstone è stata una delle sue più spettacolari e lo aveva proiettato molto in alto nella lotta al titolo. Tuttavia, dopo essere “scivolato” nel GP di casa in Germania, Vettel ha dovuto rimboccarsi le maniche. Adesso, con 24 punti di distanza, la situazione si prospetta più complicata, ma la sua voglia di vincere resta intatta. Il pilota tedesco cercherà dunque la rivincita quanto prima, con le corse di Spa Francorshamps e Monza come prossimi obiettivi per ribaltare la situazione. Soprattutto nel GP d’Italia, Vettel sentirà l’obbligo della vittoria davanti al pubblico di casa della scuderia, che da sempre impazzisce per la Rossa di Maranello. Tuttavia, l’impresa è sulla carta piuttosto difficile, soprattutto per l’elevato valore dell’avversario, un Hamilton che non si arrende e che vuole superare Vettel come numero di campionati piloti conquistati, arrivando a cinque, arrivando a soltanto due lunghezze dall’uomo dei record Schumacher.

 

I nervi saldi di Hamilton

In un campionato molto lungo, tuttavia, servono garanzie tecniche e una continuità di risultati che possa permettere di restare in testa per molto tempo. Il lavoro effettuato negli ultimi anni dai meccanici della Mercedes, accompagnati dagli investimenti della scuderia tedesca, sta dando dei risultati molto importanti. Sono quattro anni, infatti, che è la scuderia di Stoccarda ad imporsi sia nel campionato piloti sia in quello costruttori, dopo aver preso il testimone della Red Bull, che aveva fatto strage nel periodo compreso tra il 2010 e il 2013. Al di là delle eccellenti prestazioni del telaio e del motore della Mercedes, Hamilton ha da poco dichiarato che gli errori più piccoli sono i più decisivi, dimostrando dunque una grande sicurezza nei propri mezzi e dando dimostrazione di una solidità mentale importante, forse in questo momento più elevata di quella di Vettel, un tedesco atipico per come si lascia trasportare da eventi e situazioni. Il grave errore di Vettel ad Hockenheim è stato sicuramente un punta di svolta nella stagione attuale, dato che da quel momento Hamilton è tornato a mettersi davanti alla grande corsa annuale, un GP unico fatto di mille curve e diverse situazioni di forza maggiore che vanno gestite con sangue freddo e nervi saldi.

Fino ad ora, tuttavia, la differenza risiede nelle cinque vittorie di Hamilton contro le quattro di Vettel. Entrambi i piloti si sono ritirati in una sola occasione, il tedesco ha terminato ottavo il GP di Cina mentre l’inglese ha terminato in quinta posizione la corsa di Montreal in Canada. Con ancora molte gare da effettuare, l’esito finale non è affatto scontato, e molto potranno fare i compagni di scuderia Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen, rispettivamente quarto e terzo in classifica. Perché alla fine anche la Formula 1 può essere uno sport di squadra e dipenderà da un lavoro in equipe, nonostante ognuno guidi la propria monoposto.

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