F1 – Come ormai ufficializzato da tempo, Frederic Vasseur ha preso il posto di team principal in casa Ferrari sostituendo Mattia Binotto alla guida della scuderia più antica di Formula 1.

Quello che lascia sbigottiti, però, è che i due possiedono background diversi: se da una parte Binotto era anche amministratore delegato della divisione sportiva per Ferrari; l’elemento aggiuntivo di Vasseur è il titolo di direttore generale.

Quanta importanza ha?

La sensazione è che ne abbia. Di per sé non si tratta di una cosa negativa ma a spaventare è il fatto che potrebbe essere un segnale, per Vasseur,  di un mandato più limitato e “influenzato” rispetto a Binotto. Sarà più a rischio di interferenze dall’alto, uno scenario che storicamente ha fatto più male che bene alla Ferrari in termini di F1.

“La differenza di mansioni è una di quelle differenze sottili ma potenzialmente molto importanti” ha detto Scott Mitchell-Malm.

“È difficile dire cosa questa scelta (consapevole) suggerisca esattamente. La mia ipotesi è che qualcuno come Benedetto Vigna, ora CEO della Ferrari, verrà coinvolto di più, proprio come è stato per il suo predecessore Louis Camilleri, ad esempio, quando lavorava con Mattia Binotto. E ovviamente come Sergio Marchionne, che all’interno della Ferrari sembrava essere tutto per tutti dimostrando di voler essere il più attivo possibile.

Mentre Binotto era amministratore delegato della divisione sportiva, oltre che team principal, “direttore generale” suona un po’ generico. Si deve presumere che il cambio di titolo, a parità di posizione lavorativa, sia stato fatto per un motivo.

“Capisco perfettamente perché, se si assume una persona come Frederic, non ci si aspetta che sia un peso massimo della politica; l’obiettivo è che si occupi solo della gestione della squadra, che si assicuri di ottenere il meglio dalle persone coinvolte e che lasci un po’ di cose all’amministratore delegato della società”.

“Detto questo, non sono affatto convinto che sia quello di cui la Ferrari ha bisogno”

FERRARI F1 GP USA
FERRARI F1 GP USA SABATO 22/10/2022 credit @Scuderia Ferrari Press Office

A dargli ragione anche Edd Straw, che si è dimostrato concorde con quanto dichiarato da Mitchell-Malm.

“Semmai avevano bisogno di un “boss” più potente per gestire tutto, sembra che abbiano preso la strada sbagliata”, ha detto.

“Non è mai incoraggiante quando chi si trova a un livello aziendale superiore cerca di essere coinvolto più direttamente. Ed è raro che questo funzioni specialmente in F1, perché si tratta di un ambiente estremamente (per usare un eufemismo) specializzato”.

“Frederic Vasseur è molto bravo a gestire una squadra da corsa; il problema è da cercare nei piani più alti di casa Ferrari”.

I più grandi successi della Ferrari nell’era moderna sono arrivati sotto la guida di Jean Todt che ha permesso all’asse Ross Brawn, Rory Byrne e Michael Schumacher di riportare la squadra ai vertici della F1 con un’interferenza minima da parte della più ampia struttura aziendale che governa Ferrari.

Mitchell-Malm si chiede se la soluzione non sia quella di assumere qualcun altro come tramite tra Vasseur e Vigna, che assuma il ruolo di Todt per lasciare che Vasseur agisca come Brawn.

“Penso che abbiano bisogno di qualcuno a livello di CEO, che funga fondamentalmente da responsabile della gestione della divisione corse o specificamente della divisione F1”, ha suggerito “E sotto di lui potrebbe esserci il team principal Vasseur esclusivamente come capo squadra, a gestire il lavoro quotidiano.

Al contempo serve qualcuno che protegga la squadra dalle questioni del consiglio di amministrazione e che quindi abbia voce in capitolo nelle questioni concettuali di più ampio respiro, pur tenendo a mente di cosa ha bisogno una squadra di F1 e Vigna, in qualità di amministratore delegato della Ferrari, potrebbe essere quella persona, ma questo solo il tempo potrà confermarlo. Io non sono particolarmente fiducioso o convinto che ciò accadrà”.

“Penso che il passaggio del testimone da Binotto a Vasseur sia indicativo di qualcosa che potrebbe rivelarsi più facilmente negativo piuttosto che positivo.”

Anche la storia di Vasseur desta preoccupazione su questo fronte. Il suo primo ruolo in F1, alla Renault nel 2016, è durato meno di un anno prima che gli attriti con l’amministratore delegato Cyril Abiteboul lo portassero a lasciare la posizione di team principal.

“Ci sono alcune somiglianze e alcune differenze: la differenza principale è che quello era il primo anno di Frederic in F1 dopo la sua (stellare) carriera nelle monoposto junior, in termini di gestione di squadre da corsa. Ora ha molta più esperienza e questo è sicuramente un fattore di rilievo”.

“C’è un parallelismo da fare: in Renault (Vasseur) era lì solo per gestire la squadra corse, ma ha subito troppe interferenze da parte di chi era sopra di lui. C’è il rischio che alla Ferrari la storia si ripeta”.

“La differenza fondamentale è che le persone al di sopra di Fred alla Ferrari si trovano in una posizione leggermente diversa rispetto a quanto non fosse Cyril Abiteboul in Renault.

“Nel ruolo di direttore esecutivo Cyril era la persona che avrebbe dovuto proteggere la squadra corse da tutte le assurdità provenienti dagli uffici della dirigenza, e non proiettare il carico di assurdità sulla squadra com’è stato nella realtà dei fatti”.

“Credo che alla Renault il problema sia stato più che altro quello delle persone che circondavano Vasseur e del modo in cui era impostata l’organizzazione.”

“La Ferrari ha tutto il potenziale per fare la stessa fine, speriamo la storia non si ripeta”.

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