Ferrari ha dominato il Gran Premio del Bahrain: macchina, strategia, pit stop, gestione gomme. Tutto ha funzionato in maniera perfetta, frutto del grande lavoro svolto dagli uomini di Maranello in questi mesi di preparazione.
E così, la sontuosa vittoria di Charles Leclerc ha catalizzato di fatto quasi tutte le attenzioni, lasciando passare sotto traccia un episodio abbastanza curioso.
Dopo il primo pit stop, abbiamo assistito ad una bagarre spettacolare tra il ferrarista e Max Verstappen, fermatosi un giro prima e sopraggiunto nel frattempo alle spalle del monegasco avendo sfruttato un potentissimo under cut. Al giro seguente Max tenta l’attacco in curva 1, recuperando la bellezza di sette decimi nel solo rettilineo principale e sverniciando di netto la F1-75. Una scena che in pochi si sarebbero immaginati fino a qualche secondo prima, data l’enorme potenza che il nuovo motore Ferrari ha dimostrato in questo primo appuntamento mondiale.



Analizzando gli on board di Leclerc durante questa fase di gara, però, emerge un dettaglio interessante e che spiega quanto accaduto in quei tre giri spettacolari.
Attraverso la nuovissima Helmet Cam, posizionata all’interno del casco dei piloti, abbiamo infatti la possibilità di osservare da vicino i dati presenti sul volante.
Nel giro out di Leclerc, notiamo come il sistema di recupero dell’energia vada incontro ad un piccolo guasto, non permettendo al monegasco di recuperare l’energia necessaria per rispondere all’attacco di Verstappen. L’ingegnere di pista di Charles, Xavier Marcos, chiede infatti al pilota di impostare la SOC8 prima e la SOC9 poi (SOC sta per State of Charge, ed è un settaggio che si imposta tramite il volante e che determina la quantità di energia che verrà spesa e recuperata durante il giro). Leclerc è quindi costretto a tenere una modalità di recupero energia piuttosto alta, perdendo gran parte della sua velocità di punta nel rettilineo principale. Questo, oltre naturalmente al DRS e all’effetto scia, facilita il momentaneo sorpasso di Verstappen. Il ferrarista è poi bravissimo a contrattaccare immediatamente l’olandese, rispedendo l’attacco al mittente.
Charles ripeterà questa manovra per ben tre giri, prima di vedere finalmente risolto il problema al sistema di recupero dell’energia.
Ciò che possiamo cogliere da questo episodio passato del tutto inosservato è l’estrema bontà della monoposto italiana, capace di rispondere agli attacchi della RB18 nonostante il problema riscontrato. E naturalmente, tale avvenimento rende ancor più onore alla performance di Leclerc, il cui talento non scopriamo certo adesso.

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