Nonostante la Mercedes abbia deciso di non presentare appello, Toto Wolff ha rilasciato dichiarazioni durissime sugli eventi di Abu Dhabi.

Dopo quattro giorni di attesa, finalmente la Mercedes ha sciolto le riserve ritirando l’appello contro le decisioni dei commissari, i quali hanno ritenuto legale la gestione della Safety Car da parte del Direttore di Gara Michael Masi nei giri finali del GP di Abu Dhabi. I colloqui con i vertici del circus e della FIA e le riflessioni su eventuali conseguenze d’immagine hanno spinto la scuderia di Brackley a rinunciare ad un’azione giudiziaria che difficilmente avrebbe ribaltato gli esiti del campionato, ma avrebbe certamente creato una spaccatura ancor più profonda tra le istituzioni e il team anglo-tedesco. Ciononostante, nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo la bandiera a scacchi, Toto Wolff non ha risparmiato critiche feroci verso quanto accaduto negli ultimi giri di Yas Marina, che saranno oggetto d’indagine da parte di una commissione speciale formata da membri della FIA, esponenti delle scuderie e piloti.

Queste le parole dell’austriaco, citato da The Race: “Ci auguriamo che la commissione intervenga non solo a parole, ma adottando le giuste misure. Dovranno rispondere di queste azioni, perché non possiamo proseguire in uno sport che ha come priorità l’intrattenimento piuttosto che la competizione. Siamo ostaggio di decisioni ad hoc in campo tecnico e sportivo, quindi serve che sin da inizio stagione ci siano regole chiare, in modo tale che ogni pilota, ogni team e gli appassionati capiscano cosa è corretto e cosa non lo è. Crediamo che le basi della nostra azione legale fossero molto solide: se il caso fosse stato giudicato in un comune tribunale, avremmo vinto la causa quasi sicuramente. Il problema è che l’International Court of Appeal è strutturata in modo particolare. La FIA non può giudicare il proprio stesso operato, e c’è differenza tra avere ragione e ottenere giustizia. Come possiamo essere sicuri che, in futuro, in situazioni come queste siano prese le decisioni giuste? Questa è la lezione da imparare”.

“Non credo che se l’appello avesse avuto successo l’esito del campionato sarebbe cambiato.” – ha proseguito Wolff – “Probabilmente questa possibilità non esiste nemmeno per il sistema di governance della FIA. Né io né Lewis vogliamo vincere il mondiale in un tribunale, ma domenica abbiamo subito un grave torto. E non si è trattato di un semplice errore: c’è stata un’interpretazione fantasiosa dei regolamenti, che ha impedito a Lewis di difendersi. Per lui e per noi è stato difficilissimo ritirare l’appello, perché siamo stati trattati ingiustamente. Crediamo molto che in F1, la categoria regina del motorsport e uno degli sport più importanti al mondo, si stia facendo giustizia. Penso dal profondo del cuore che questo caso avrebbe meritato un giudizio corretto e che un’azione legale ci avrebbe dato ragione. Ma, come ho già detto, c’è differenza tra aver ragione ed ottenere giustizia”.

Secondo il CEO della Mercedes, l’interpretazione discutibile dei regolamenti da parte del Direttore di Gara e dei commissari rappresenta un problema che va oltre il singolo episodio di Abu Dhabi: “E’ una questione più ampia. Quest’anno, se valutiamo i tanti episodi controversi, c’è stata molta incoerenza nelle decisioni e nell’applicazione dei regolamenti durante le gare. Vedere team e piloti che combattono duramente in pista e che hanno punti di vista differenti riguardo alle varie situazioni fa parte del gioco, ma decisioni incoerenti come quelle di quest’anno provocano controversie e aumentano la polarizzazione“.

“Non sono interessato a confrontarmi con Michael Masi.” – ha concluso duramente Wolff, citato da Motorsport.com“Le decisioni prese negli ultimi quattro minuti della gara non hanno permesso a Lewis di conquistare un meritato titolo mondiale. Nelle ultime quattro gare ha guidato in maniera impeccabile e domenica ha mantenuto un vantaggio confortevole sin dalla partenza, senza mai mollare la vetta del Gran Premio. E’ inaccettabile derubarlo all’ultimo giro. Perciò, da un punto di vista personale e professionale, io non posso accettare tutto questo. I miei valori e la mia integrità non sono compatibili con le decisioni prese domenica. Quindi, è compito della FIA decidere come questi errori e queste situazioni possono essere evitati in futuro”.

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