“Serve un leader motivatore come Montezemolo, è stato il vero erede del Commendatore, riprendendo la sua tradizione e migliorandola”, ha riassunto la leggenda della Ferrari Arturo Merzario.

Cosa manca a questa Ferrari per tornare a vincere? Oltre una macchina competitiva, ovvio.

Le voci incessanti che riguardano grandi ritorni a Maranello si fanno sempre più nitide. Soprattutto davanti alle notizie che Todt termina il suo mandato da presidente della FIA da una parte e dall’altra è emerso anche di recente che Ross e Pat Symonds sarebbero usciti dal team di gestione della F1 alla fine del 2022. Il silenzio di Brawn, inoltre, dopo il famoso Gran Premio d’Abu Dhabi fa ben che pensare.

Nel frattempo c’è la Ferrari affacciata alla finestra

Ma non solo. La scuderia di Maranello sta costantemente lavorando per il 2022, ma è ovvio che al team della Rossa manchi un leader per dividere le responsabilità con Mattia Binotto o un uomo che si occupi dell’intero spettacolo nello stile di Jean Todt durante l’epoca d’oro di Michael Schumacher, di di cui faceva parte anche Brawn.

Gli ultimi due anni sono stati terribili per la squadra più vincente dello sport senza vittorie dal 2019. Quindi molto dipende dal 2022 da una prospettiva tecnica in cui Binotto è al suo meglio.

Quanto siano terribili le cose nella psiche collettiva dei fan italiani della F1, è stato giustamente riassunto dalla leggenda della Ferrari Arturo Merzario, che ha dichiarato al Corriere dello Sport: “Come Tifoso sono deluso. Le scuse della nuova vettura non resistono più. La Ferrari non vince da anni. Non è accettabile accontentarsi di finire quarto e quinto”.

“Purtroppo, in questi momenti di crisi, ricordo: un anno [Jacky], a quei tempi, paragonabile in classe ad Hamilton e Verstappen, non si qualificava a Silverstone. Ebbene, Enzo Ferrari non l’ha presa per niente bene…

“Serve un leader motivatore come Montezemolo, è stato il vero erede del Commendatore, riprendendo la sua tradizione e migliorandola”, ha affermato Merzario.

Degno di nota è anche il fatto che Jean Todt è ora disponibile

Todt ha terminato il suo mandato da presidente della FIA e tanto bene potrebbe fare in questo momento alla Ferrari, lui che la conosce bene e in cui ha contribuito negli anni d’oro. Potrebbe rientrare come consulente in stile Niki Lauda e preparando il terreno per il ritorno di Brawn per creare un triumvirato di leadership molto potente di cui Binotto e l’intera squadra del resto trarrebbero beneficio.

Merzario continua: “Ho sentito parlare di Todt: il suo ritorno sarebbe buono ma ha bisogno di carta bianca, servono soprattutto ingegneri inglesi come avveniva ai tempi di Ross Brawn e Rory Byrne.

L’opzione Todt-Ferrari è stata spiegata dal Corriere della Sera: “Todt, sempre abile nel progettare il proprio futuro, ha espresso a John Elkann un’idea inaspettata: tornare a Maranello. L’ipotesi è che Todt svolga il ruolo di super consulente capace di accrescere il peso politico e l’esperienza sportiva della squadra, allentando l’impegno del presidente [Elkann] e supportando in questo senso Mattia Binotto, con il quale ha mantenuto un ottimo rapporto. “

“Certi amori non finiscono, fanno grandi svolte e poi tornano”, concludeva l’editoriale.

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