In una intervista alla BBC Ross Brawn, responsabile sportivo di Liberty Media, ha dichiarato “i motori attuali non sono adatti alle corse”. Ora bisogna fare delle opportune considerazioni riguardo alle attuali Power Unit; considerazioni che già su queste pagine avevamo pubblicato negli anni passati e che, per coerenza, riportiamo oggi. Gli appassionati dei motori e delle corse in generale sono fondamentalmente di due tipi, coloro che amano il rombo dei propulsori e che sono in un certo senso dei ‘puristi’, pochi compromessi, motori plurifrazionati, sound e potenza; poi ci sono i secondi, coloro che amano la ipertecnologia dell’era moderna, a questi ultimi garbano molto le vetture attuali perché rappresentano il massimo sforzo tecnologico del nostro tempo. Di fatto propulsori a combustione interna che si avvicinano al 50% di efficienza termica costituiscono un passo avanti incredibile e se queste innovazioni si potessero installare sulle vetture di serie avremmo una mobilità con un basso impatto sull’ambiente e con consumi di percorrenza veramente appetibili. Tuttavia la realtà è ben altra; difficilmente vedremo prima di 10 anni delle vetture con i dispositivi delle power unit di F1, ovvero montate su macchine con un prezzo che sia accessibile; di fatto fino ad oggi alcuni dispositivi sono stati montati solo su vetture di alta gamma e dal prezzo molto elevato. Inoltre c’è da considerare che già molte case automobilistiche stanno puntando sull’elettrico piuttosto che sull’ibrido e la funzione di quest’ultimo nel traghettare il mondo verso una nuova era della mobilità sembra stia sfumando clamorosamente. Queste le riflessioni scaturite nei primi anni dell’era ibrida in F1; chi scrive ha più volte criticato la scelta di correre con propulsori del genere nella massima formula, adesso però Brawn sembra tornare indietro.

ROSS, L’ASTUTO

Lo possiamo affermare con certezza e tranquillità in quanto oramai è storia; Brawn ha scritto il regolamento di F1 adottato nel 2014 e lo ha fatto come dipendente di Mercedes, non è un segreto che i Tedeschi avevano già pronto non solo il progetto prima degli altri ma addirittura dei motori che giravano al banco da più di un anno. Improvvisamente dopo che Mercedes ha fatto incetta di titoli, Ferrari ha speso cifre da capogiro per recuperare, Honda ha fallito per anni e Renault le ha provate tutte; spuntano le parole del ‘volpone’ Ross il quale innesta una clamorosa marcia indietro e lo fa soprattutto per favorire l’entrata del gruppo Volkswagen e magari avere un fornitore dal nome glorioso quale Cosworth, facendo gettare dalla finestra una montagna di denaro dalle Scuderie che tanto hanno speso, soprattutto Mercedes e Ferrari.

COMPONENTI STANDARD 

Già solo la parola ‘standard’ fa arricciare il naso agli appassionati di F1, Liberty Media propone infatti ci siano degli apparati standardizzati nella massima formula, in particolare si parla della MGU-H e della MGU-K, la prima il componente più costoso e su cui Honda ha trovato i maggiori problemi. Ma la F1 può avere dei dispositivi ad alta tecnologia importantissimi per le prestazioni uguali per tutti? Livellare le prestazioni, questo si vuole, quindi introdurre una sorta di BOP anche in F1, qualcosa di delirante…

SOLO 3 UNITA’ P.U. PER LA STAGIONE 2018

Nella assurda corsa al risparmio si dovranno disputare 21 GP con solo 3 propulsori, i Team per arrivare ad un grado di prestazioni elevate e conservare l’affidabilità stanno di fatto spendendo il triplo, centinaia sono le Power Unit che sono testate al banco con un dispendio di denaro altissimo qualcosa che va proprio contro il principio con cui è stata pensata una regola che non ha alcun senso; questi motori saranno quindi più costosi dei vecchi in tutti i loro componenti e le squadre clienti avranno molte più spese.

Incoerenza è la parola che può descrivere la F1 attuale e quella che si vuole nel prossimo futuro, ma tutto è iniziato nel 2014 per mano di Ross Brawn e della Mercedes, palesando così che tali norme non vennero certo adottate perché l’umanità disponesse di propulsori a basso impatto ambientale, ciò che ci hanno raccontato per anni…

Marco Asfalto