Intervistato da Autosport, il Direttore Tecnico della McLaren ha parlato dell’impatto che la Qualifica Sprint avrà sul lavoro dei team durante il weekend.

Dopo mesi di trattative, finalmente lo scorso 26 aprile è stata approvata la proposta del format sperimentale che prevede la Qualifica Sprint. La nuova struttura del weekend di gara, che sarà testata a Silverstone, Monza e probabilmente Interlagos, rivoluzionerà il programma di lavoro dei team, che da anni ormai sono abituati alla routine FP1FP2FP3QualificaGara. Oltre a permettere una maggior varietà di scelta per quanto riguarda gli pneumatici (sarà eliminata la regola che obbliga il pilota a partire con la gomma con cui si è qualificato per il Q3), il nuovo format scompiglierà l’ordine delle sessioni: il venerdì, dopo le FP1, si passerà immediatamente alla classica qualifica ad eliminazione, che determinerà la griglia della Qualifica Sprint di sabato; questa nuova sessione, che consiste in una breve gara di 100 km, sarà preceduta da una FP2, e stabilirà la griglia del Gran Premio di domenica.

Inevitabilmente questa rivoluzione obbligherà le squadre a modificare la propria routine nei tre weekend, perciò i preparativi sono già iniziati. Raggiunto da Autosport, James Key (Direttore Tecnico della McLaren) ha svelato quali sono le criticità legate al nuovo programma del weekend: […] Chiaramente per noi, parlando della vettura, non cambia nulla, se non il fatto che dobbiamo pensare a come adattarci velocemente al nuovo format. Dal punto di vista tecnico penso che proprio la struttura del weekend e il tempo a disposizione saranno le differenze più grandi. Perciò dovremo provare ad utilizzare questi eventi particolari in maniera diversa. Sarà molto difficile portare novità aerodinamiche in quei fine settimana, come invece abbiamo fatto a Barcellona, perché in sostanza non ci sarà abbastanza tempo. […] Ci sarà più lavoro di set-up e sicuramente ci saranno più simulazioni per capire i possibili scenari della Qualifica Sprint”.

“Penso che i team…” – ha proseguito Key, parlando della sfida di trovare il set-up ideale in un circuito particolare come quello di Monza con il nuovo format – “…conoscano bene e sappiano cosa aspettarsi dal pacchetto utilizzato a Monza. Con ali meno cariche possono presentarsi alcune situazioni inaspettate, come delle fragilità del diffusore, e spesso il venerdì è utile per scoprirle. Quindi penso che per casi specifici come Monza la chiave sarà ottimizzare la preparazione ed organizzare bene il programma di lavoro dei due piloti. Ad esempio, uno potrebbe lavorare sul set-up e l’altro potrebbe concentrarsi sui long run. Ovviamente poi si entra in qualifica con una preparazione molto limitata, di solo un’ora. […] Sarà quindi una questione di preparazione, simulazione e intelligenza nello sfruttare il tempo a disposizione. Queste cose dovremo impararle tutti, ma saremo pronti”.

Per quanto riguarda il capitolo gomme, Autosport ha raccolto le opinioni di Mario Isola, che ancora si dice incerto sulle scelte strategiche dei team nella Qualifica Sprint: “Ancora non sappiamo se saranno conservativi o sceglieranno di spingere dal primo all’ultimo giro. Dovremmo effettuare delle simulazioni per capire quale potrebbe essere il loro approccio. A Monza porteremo le C2, C3 e C4. Sappiamo che non è un circuito severo sulle gomme e in più i team avranno un set-up a basso carico, quindi mi aspetto che la situazione sarà molto diversa rispetto a Silverstone. Lì sarebbe una scelta aggressiva voler fare tutta la Qualifica Sprint con una C3: bisogna considerare che anche nella gara più corta ci sarà degrado. A Monza invece sarà probabilmente molto diverso, viste le caratteristiche e la minor severità del circuito”.

“La Qualifica Sprint…” – prosegue Isola – “…è una novità anche per gli ingegneri e gli strateghi. Chiaramente se si sceglie una gomma più morbida bisogna considerare che ci sarà del degrado, e magari questa scelta permetterà a chi parte sulla media di superare a fine corsa. C’è anche la possibilità d’ingresso di una Safety Car in una gara di 100 km, ma se ciò non avviene e si è troppo aggressivi con la scelta della gomma, si rovinerà la gara”.

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