Analizziamo il week-end della Ferrari mettendo a nudo le parti salienti. Vettel aveva davvero una marcia in più rispetto a Leclerc?

Il Gran Premio di Russia è andato in archivio con il ritorno al successo della Mercedes e di Lewis Hamilton dopo quasi due mesi di astinenza, un periodo di tempo tanto lungo quanto mai verificatosi per le frecce d’argento nell’era turbo-ibrida. A servire sul piatto d’argento la vittoria al quasi sei volte campione del mondo ed al team di Brackley ci ha pensato però la Ferrari, che nonostante la macchina più veloce ha gettato al vento il poker di trionfi tra errori di strategia, problemi di affidabilità ed una gestione dei piloti a dir poco confusionaria.

Il tutto è iniziato al sabato, quando durante la Q2 il Cavallino ha deciso di qualificarsi con le gomme Soft contro le medie della Mercedes: tale mossa ha portato la squadra anglo-tedesca ad approfittare della virtual safety car andandosi a prendere la prima posizione, eventualità che è stata forse presa poco in considerazione dal team di Maranello. Passando poi alla domenica si arriva al fattaccio tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc, con una frattura che tra i due è destinata a crearsi presto ( se non che potrebbe essersi già spaccata tra Russia e Singapore).

Come dichiarato dal team principal Mattia Binotto, la strategia era chiara e semplice: Leclerc doveva concedere la scia al via a Vettel e farlo andare al comando, ottenendo indietro il favore nei giri seguenti. Seb si è però rifiutato tirando dritto, mantenendo un secondo di vantaggio sul compagno di squadra fino all’ottavo passaggio. Dopo lunghe conversazioni radio, il muretto ha detto a Charles che la posizione gli sarebbe stata restituita in seguito, per cui il monegasco si è messo in totale gestione dei consumi e delle gomme concedendo al tedesco di allungare in testa.

Sfruttando l’aria pulita e mettendo alla frusta la sua vettura, Seb ha scavato un margine di quattro secondi che ha mantenuto sino alla sosta anticipata del #16. Si capisce dunque che la tanto acclamata superiorità di Vettel nel primo stint è da ricercarsi in un Leclerc in gestione piuttosto che in un’effettiva maggiore velocità del quattro volte campione del mondo. Il falso mito sta prendendo il largo sui social, dove ora Leclerc sta passando per il ”bambino sopravvalutato e viziato” che dovrebbe mettersi al servizio di un pluri-iridato.

Nulla da togliere ad un pilota che in carriera ha vinto tanto, ma analizzando la stagione il confronto a favore del baby fenomeno è schiacciante. Sei pole position contro una, con un ruolino di marcia impressionante dalla Francia in poi. L’affidabilità ha poi fatto il resto, con la virtual safety car che ha spedito in vetta Hamilton. La Ferrari ora si trova di fronte ad una scelta: continuare a puntare su entrambi rischiando di cadere in questi errori o optare per una scelta diversa in futuro? Tutto è in divenire ma per il 2020 la coppia sembrerebbe quasi confermata, ma la gestione dei due sta diventando bollente ed ulteriori scontri non sono esclusi nelle prossime gare.

 

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