Trionfo di Lewis ormai ad un passo dal mondiale. Cede la vettura di Vettel che causa una virtual safety car agevolando le frecce d’argento

Un vero e proprio suicidio sportivo quello a cui si è assistio durante il Gran Premio di Russia. Le Ferrari hanno dominato il week-end di Sochi, ma la gestione gara è stata nuovamente rivedibile e l’affidabilità ha fatto il resto. Lewis Hamilton ha vinto per la quarta volta sulle rive del Mar Nero, puntellando il suo sesto alloro iridato. La Mercedes torna così a vincere con l’ennesimo colpo di fortuna, con Valtteri Bottas secondo e perfetto nel proteggere il compagno di squadra.

Il Cavallino ha condotto la prima parte di gara, ma il colpo di scena è avvenuto dopo la sosta di Sebastian Vettel. Il tedesco ha accusato un guasto alla parte ibrida, fermandosi nell’ultimo settore e causando incredibilmente una virtual safety car. Le frecce d’argento ne hanno approfittato per la propria sosta e trovandosi davanti a Leclerc. Una guerra fratricida quella in casa Ferrari che inizia a causare non pochi problemi, con l’affidabilità che torna nettamente a sfavore di una vettura che attualmente è la migliore. Quarto posto in rimonta per Max Verstappen, al volante della Red Bull targata Honda. Alle sua spalle un positivo Alexander Albon che era scattato dai box. Bene le McLaren con Carlos Sainz sesto e Lando Norris nono. In mezzo la Racing Point di Sergio Perez e la Haas di Kevin Magnussen. Chiude la zona punti la Renault con Nico Hulkenberg. Male Antonio Giovinazzi che chiude ultimo in quindicesima posizione.

Al via le Ferrari impongono subito la loro legge con Vettel che svernicia Hamilton ed approfitta della scia di Leclerc per sverniciarlo alla prima curva. Eccellente il via delle McLaren con Sainz che si infila tra le Mercedes. Nelle retrovie si assiste ad un contatto tra Giovinazzi, Ricciardo e Romain Grosjean con il pilota francese che termina la propria corsa contro le barriere. Entra in pista la safety car. Si riparte con le rosse che impongono subito un gran ritmo con le gomme Soft che garantiscono più grip rispetto alle medie di Hamilton.

Tra Leclerc ed il muretto inizia un duro battibecco: il monegasco ha evidentemente concesso il primo posto al compagno di squadra al via in maniera strategia, pretendendo che la leadership gli venga giustamente restituita. Vettel ha però un gran ritmo e vola via, mentre dopo qualche giro anche Lewis si mette sui tempi Ferrari restando a sette secondi di distacco dopo il primo terzo di gara. Bottas riesce a liberarsi di Sainz, attaccato in seguito anche da un Verstappen in difficoltà nella sua rimonta dal nono posto. Il primo a fermarsi ai box è Hulkenberg che punta su un set di gomme gialle.

Charles si ferma per primo e con dei giri record scavalca Vettel, con le frecce d’argento che volano al comando. Il disastro arriva proprio dopo la sosta di Seb: il tedesco accusa un problema alla parte ibrida e si ferma, causando una virtual safety car che regala la prima posizione ad Hamilton che ha montato le gomme più morbide. Russell va a muro subito dopo la ripartenza causando una safety, con Leclerc che rientra nuovamente per montare le Soft. La strategia è abbastanza incomprensibile in quanto viene persa la posizione anche su Bottas.

Alla ripartenza Leclerc prova diverse volte ad impensierire Bottas, ma la sua macchina non ha il giusto grip nell’ultimo settore ed il tutto diventa impossibile. La Ferrari si è suicidata e la Mercedes ne ha approfittato, dimostrando perchè è il team più forte anche quando non ha l’auto migliore. La rossa è cresciuta tantissimo ma le piccole cose sono quelle che continuano a fare la differenza, facendo capire che c’è ancora tanto da fare per arrivare ai livelli di Brackley.

Il comportamento odierno di Vettel è stato al limite dell’antisportivo per quanto riguarda i rapporti tra compagni di squadra, un qualcosa che non può passare inosservato e non mettere in discussione il proprio futuro in rosso. Nel frattempo Hamilton sfrutta un altro clamoroso colpo di fortuna ed accarezza l’alloro iridato. Prossimo appuntamento tra due settimane in Giappone sul tracciato di Suzuka.

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