Vettel / Leclerc aria tesa in casa Ferrari, dopo il GP di Russia, per le discussioni tra i piloti sulla gestione del via e delle seguenti fasi di gara.

Che esisteva un accordo,  fra Vettel e Leclerc per la partenza in Ferrari, era chiaro, cosa prevedesse non lo è altrettanto.

Esisteva un accordo per gestire lo start, tra i piloti Ferrari, in modo da arrivare con le macchine in prima e seconda posizione alla prima staccata.

Non è chiaro cosa prevedesse, ma molto probabilmente era stato stabilito un gioco di scie allo start, con congelamento delle posizioni.

Cosa che però non è accaduta, con Sebastian Vettel che, alla prima curva ha sopravanzato Leclecrc iniziando una fuga strepitosa a suo di giri veloci.

Una fuga che avrebbe permesso a Seb di vincere, ma il team, forte degli accordi precedenti, ha ripetutamente chiesto a Vettel di far passare Charles.

Cosa che Seb, forte del suo ritmo maggiore non ha fatto, causando anche l’ira del giovane, ma irrispettoso team mate.

A quel punto è intervenuto il muretto che con una strategia diversa tra i due piloti ha ristabilito l’ordine iniziale dopo il pit stop.

A fine gara, però, Sebastian Vettel (ritirato per un guasto alla parte ibrida della sua PU) non ha condiviso le decisioni del team.

 

 

“Non so esattamente cosa sia successo -ha esordito il tedesco- essere onesti. Penso che avevamo un accordo, ho parlato in particolare con Charles prima della partenza, penso che fosse abbastanza chiaro”.

Ognuno sembra avere un proprio punto di vista, poiché alla fine sia Seb sia Charles si dicono convinti delle loro azioni in virtù dei patti prima del via.

Cosa prevedevano questi accordi, probabilmente, non si saprà mai, ma l’unica cosa che emerge è che il box Ferrari, ad oggi, non è in grado di gestire in modo chiaro i rapporti tra i due piloti.

Patti, a detta di Seb, chiari ma poi modificati in corsa, e per rimarcare questo concetto, il quattro volte campione del mondo ha rimarcato la dose.

“Non lo so, -ha incalzato il Ferrarista- forse mi sono perso qualcosa. Sono sicuro che ne parleremo. Ovviamente è amaro oggi perché volevamo un uno e due”.

A questo punto, al pilota numero 5 di Maranello, è stato chiesto di rivelare, almeno in parte cosa prevedessero questi accordi.

Il Ferrarista, grande team player come sempre, non ha divulgato queste informazioni, ma ha lasciato chiaramente intendere che qualche accordo non è stato rispettato.

vettel

“Per essere onesti, non è qualcosa che voglio condividere. Non voglio mettere la squadra in una brutta posizione perché qualcuno ha detto qualcosa qui o là. So che non è giusto perché penso che le persone meritino di saperlo. Non è un grosso problema”.

Per finire, Vettel ha voluto analizzare un’ultima volta lo start, con i possibili scenari connessi:

“Ovviamente ero terzo, Charles era primo e stavamo parlando di una strategia per passare Lewis.
Ho avuto un’ottima partenza, quindi sul tavolo c’erano un paio di opzioni.  Mi dispiace ma preferisco davvero non parlare di questo”.

Primo e terzo al via, primo e secondo alla prima curva.

A quel punto, si potevano congelare le posizioni, oppure far esprimere ai piloti il loro passo, per decretare in pista il leader della gara.

Da ciò che è stato fatto, sembra si sia scelta la seconda ipotesi, perché altrimenti Charles avrebbe potuto dar la scia a Seb, ma spostandosi all’interno, passando primo alla prima curva.

Ma, in caso della seconda opzione, non si spiega il perché del team order, visto che in pista Vettel ha nettamente dimostrato di avere un passo migliore del compagno.

Si profilano, all’orizzonte, meeting difficili in casa Ferrari, e per tranquillizzare i due piloti, e per stabilire in modo chiaro i patti tra i due in ottica futura.

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