Il team principal comunica che viste le caratteristiche delle gomme 2019 avrebbe progettato in maniera differente la monoposto

La prima stagione da team principal per Mattia Binotto non è di certo stata delle più eccelse per la Ferrari. La SF90 era partita con grandi aspettative dopo le ottime cose messe in mostra nei test invernali, ma da Melbourne in poi la pista ha smentito il tutto relegando il Cavallino al ruolo dell’inseguitore. Come se non bastasse le cose non sono migliorate nel corso della stagione, con la Red Bull targata Honda che grazie ad un super Max Verstappen attualmente è la seconda forza del campionato.

La Mercedes è irraggiungibile in testa alle classifiche del mondiale, mentre per la Ferrari non sarà facile mantenere il secondo posto nei costruttori soprattutto se il nuovo arrivato Alexander Albon avrà un rendimento migliore rispetto a Pierre Gasly. A parlare di questa situazione non certo rosea è lo stesso Binotto, che pone al centro del discorso il tema gomme.

Le Pirelli hanno certamente condizionato l’andamento di questo campionato, mettendo in netta difficoltà Sebastian Vettel e Charles Leclerc:

Devo dire che durante la prima sessione dei test invernali siamo sembrati molto competitivi, ma se ricordate bene nell’ultima giornata del secondo test Hamilton era stato più veloce di noi. Sulla base di quei riscontri siamo partiti per l’Australia consapevoli che la Mercedes sarebbe stata competitiva, ma a Melbourne non siamo stati sorpresi dalla loro velocità quanto dalle nostre scarse prestazioni. Non siamo arrivati in Australia pensando di essere in vantaggio, ma credevamo di essere li a giocarcela, ed invece non è stato così. A distanza di due settimane in Bahrein è andata meglio, e questo è un aspetto importante se valutiamo la prima metà di stagione nel suo complesso. Abbiamo visto un’altalena di prestazioni che ha coinvolto diverse monoposto, ed anche la vettura che è stata indubbiamente la migliore (la Mercedes) su alcune piste non si è confermata la più veloce. Questa fluttuazione delle prestazioni ha coinvolto tutte le monoposto, e per avere un’idea sul reale potenziale bisogna guardare la media”.

Anche nei test invernali c’è stato chi ha ‘sovraperformato’ o ‘sottoperformato’, per diversi motivi, e questo andamento ha proposto una situazione diversa da pista a pista, cambiando le gerarchie al variare di tipologia di circuito, condizioni meteorologiche, pneumatici… ma in media, la Mercedes finora è stata la più performante, penso che questo sia molto chiaro. La nostra monoposto non è ancora abbastanza veloce, e ci saranno ancora circuiti su cui soffriremo più di altri, ma è indubbio che come performance media abbiamo bisogno di migliorare il nostro ritmo”.

In Bahrain siamo stati i più veloci, a Shanghai la performance generale non era poi così male e a Baku siamo stati chiaramente competitivi, quindi non credo che in Spagna ci aspettassimo gli esiti che poi ci sono stati. Sapevamo che gli avversari avrebbero portato in pista degli sviluppi, ma ad di là di questo aspetto la nostra performance è stata deludente ed inattesa, e in un certo senso scoraggiante, perché quando ci si trova in una situazione del genere si capisce che il recupero sarà una strada lunga. Ma ancora una volta, anche in un momento sconfortante la squadra è rimasta molto unita e concentrata, e questo è un aspetto che ritengo fondamentale guardando al futuro, perché vedo una squadra che sta davvero lavorando, concentrata, unita, persino affamata”.

In merito alle gomme, non penso sia una questione di accontentare tutti, ma credo che l’attuale processo sia sbagliato. Oggi per modificare le specifiche delle gomme è necessario che il 70% delle squadre approvino il cambiamento. Credo che sia processo ad essere sbagliato, potrei capirlo se prima di ogni stagione fosse possibile definire le specifiche degli pneumatici con la stessa maggioranza, ma non possiamo far nulla in questo senso. E ribadisco che questo non ha nulla a che fare con Pirelli che da parte sua sta cercando di fare del suo meglio. Abbiamo deciso di lavorare su una lettera d’intenti grazie alla quale stiamo cercando di chiarire quale dovrebbe essere la specifica degli pneumatici per la prossima stagione, e questa è una procedura che non esisteva anni fa. Credo sia doveroso lavorare per migliorare sempre l’approccio alle tematiche tecniche, la lettera d’intenti è un tentativo mirato ad indicare quali dovrebbero essere i valori di degrado delle gomme e quali dovrebbero essere i delta di differenza tra le mescole, ma non specifica quale dovrebbe essere il working-range o altri parametri. E anche in questo caso non possiamo incolpare Pirelli, perché non ha fatto nulla di sbagliato.

Certamente oggi abbiamo gomme difficili da portare in temperatura e con una finestra di utilizzo molto ridotta, e quando si surriscaldano cala l’aderenza e si accentua lo scivolamento, che diventa molto evidente soprattutto quando si è dietro un’altra monoposto. Volgiamo provare a gestire diversamente questi aspetti in futuro? Credo di si, e ancora una volta sottolineo che non è nei compiti della Pirelli aiutare o supportare una singola squadra, il loro compito è fornire il miglior prodotto per la Formula 1 in generale, ma dovremmo anche capire qual è il processo migliore per assicurarci di non ritrovarci nuovamente in una situazione come quella che stiamo vedendo in questa stagione”.

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