Quella di Hamilton non è per nulla una storia facile, fatta di difficoltà, pregiudizi e critiche. Tutto questo, però, non ha mai fermato la sua voglia di vincere e di essere esempio per tutti.

Lewis oggi può guardare al passato sorridendo: il passaggio alla Mercedes nel 2012 fu visto da molti come un grande errore di considerazione da parte del britannico. Sicuramente al suo approdo il team di Woking non era quello che conosciamo oggi, ma ora la storia è cambiata. Del tutto. In pochi si sarebbero aspettati di vedere Hamilton il pilota che vediamo oggi.

In un’intervista con un piccolo numero di giornalisti l’iridato ha raccontato del suo lavoro fuori dalla pista per contribuire allo sviluppo della vettura. Sappiamo benissimo quanto Re Lewis sia dominante in pista , ma il lavoro al di fuori di essa non va di certo sottovalutato.

Il campione cerca di tenersi sempre in contatto con il suo team ogni settimana tramite videocall. Il contatto con il team è fondamentale a sua detta: proprio per questo vorrebbe integrare sempre più persone.

E a chi afferma che i suoi successi derivano solo dalla macchina che guida, Hamilton risponde così:

Lewis Hamilton su Twitter: “My dad and I aren’t great at tennis but we are trying to get better. I always use a slice to beat him and he always falls for it. He’s finally got me today🤣 People ask me, how will you celebrate? We’ve got life to celebrate and spending time with family is how I am celebrating. https://t.co/VOthGkIkok” / Twitter

“Nemmeno io capivo quanto fondamentale fosse il ruolo di un pilota nello sviluppo di una vettura, ma l’ho compreso solo dopo aver sostituito Schumacher nel team. Sono molto fiero di come sviluppiamo la macchina in base alle caratteristiche del pilota, e purtroppo non tutti sono a conoscenza del lavoro che c’è dietro.”

Il britannico sembra apprezzare molto questo aspetto della sua squadra, e non manca il paragone con le esperienze passate:

“Non tutte le squadre permettono ciò. In McLaren sembrava che gli ingegneri ne sapessero sempre più del pilota.”

Vedendo quanto dominante sia stata la W11 nel corso della stagione attuale, è facile immaginare quanto sia importante il contributo da parte di un pilota esperto nel corso dello sviluppo. Un dato impressionante è sicuramente quello in qualifica: le frecce d’argento hanno conquistato la Pole Position in 13 occasioni su 14. Un grande lavoro è stato fatto sullo studio degli pneumatici:

“Lo scorso anno la vettura era ottima in gara, ma meno in qualifica. Quest’anno, anche a causa del Covid, abbiamo avuto più tempo per dedicarci ai punti deboli della vettura, e ho fatto il possibile per dare il mio contributo. Non mi aspettavo, però, che migliorando in qualifica saremmo migliorati anche in gara.”

I piloti mercedes lamentavano lo scorso anno un anteriore poco preciso. Complice anche il mantenimento delle mescole 2019, il Team di Woking ha lavorato sui flussi aerodinamici in modo ottimo. Anche questo aspetto ha contribuito secondo Hamilton al dominio in gara e qualifica della W11.

Ancor di più dopo il raggiungimento del settimo titolo mondiale, possiamo parlare di Hamilton come un pilota assolutamente completo. La sua capacità di migliorare il team sia in pista che fuori è una dote che non tutti i piloti posseggono. E pensare, che a sua detta, ha ancora molto da dare. Campione.

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