Stefano Domenicali, nuovo AD della Formula 1 favorevole a gare sprint, idea di innovare il circus della Formula 1 chiedendo ai piloti di essere icone oltre che professionisti

L’esperienza accumulata nel 2020 ha reso la F1 più pronta nella risoluzione dei problemi. Ha creato una base per affrontare il Mondiale 2021, ben più complesso. Per fortuna questo è un ambiente che conosco da tempo, altrimenti lavorando a distanza, comprendere le sinergie, le persone, sarebbe stato ben più arduo“. Stefano Domenicali viaggia a ritmi serrati. È a capo della F1 da poco più di un mese, ha già trovato il passo per tradurre la propria credibilità in proposte accolte da una famiglia votata alle divisioni. Con l’idea di produrre un vero salto di qualità.

Intervistato dal Corriere, Domenicali identifica come indispensabile per il futuro i piloti eroi. “Il tema automobili oggi suscita sentimenti contrastanti. Oggetti del desiderio ma anche elementi di disturbo. La F1 dovrebbe superare tutto questo, offrire una bellissima sfida tecnologica dominata da piloti-eroi“, ha dichiarato. “Pensando a loro immagino figure che appartengono all’agonismo e che, nel contempo, sanno rappresentare valori universali, in modo da rendere più appetibile la nostra piattaforma a partner presenti e futuri. Qualcosa che faccia innamorare chiunque. Quando affermiamo “We race as one” lanciamo un messaggio al quale credo molto, fa capire ai giovani che le corse non stanno in un mondo a parte ma sono parte anche del loro mondo

Gare Sprint: “Non cambiano il DNA della F1”

Il nuovo AD ha parlato anche della possibilità di disputare gare sprint al sabato per definire la griglia dei GP. “Aumentare l’attenzione del pubblico e migliorare il livello commerciale della nostra offerta: i correttivi al format arrivano da qui. Televisioni, organizzatori, tifosi chiedono di innovare. Ci proviamo. Potremmo sperimentare le sprint race in tre occasioni spettacolarizzando il weekend. Il dna della F1 non cambia ma è giusto corrispondere un’aspettativa”.

Trascorso di 23 anni per Stefano Domenicali in Ferrari. Quando si pensa al Cavallino non possono che emergere bei ricordi. “Stiamo parlando di una parte fondamentale della mia vita. Vedo un’azienda alla ricerca di stabilità che possa garantire competitività. Non ho nulla da consigliare al mio amico Mattia Binotto. In Ferrari si tratta di rimanere concentrati sulle priorità senza farsi distrarre dall’enorme pressione che ti circonda“.

Emozioni che nascono anche dall’approdo in F1 di un figlio d’arte dal cognome Schumacher. “Lo conosco da quando è nato, il mio coinvolgimento personale è molto rilevante. Mick ha scelto di seguire le orme di un padre molto «pesante». La sua forza mentale è straordinaria. Però adesso diamogli tempo.

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A proposito dell'autore

Cresciuto nel mito di Schumacher e della "rossa", appassionato di F1 e di motori, Copywriter e Marketer. Follow me: Linkedin: @Michele Cozzola

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