Charles Leclerc ha esordito con la Ferrari nel 2019 dopo un solo anno in Alfa Romeo. Il giovane monegasco ha da subito conquistato i cuori non solo dei tifosi ma dell’intero team alla sua prima stagione a Maranello affiancando il 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel. Le sue prestazioni, poi, sono state premiate con un contratto a lungo termine che durerà fino alla fine della stagione 2024.

Nel mondiale corrente, con nuove regole e nuove monoposto, il monegasco è impegnato in una lotta intensissima per il titolo.

Fino ad ora, dopo sette gare, ha conquistato due vittorie e messo a segno cinque pole position. Attualmente segue Max Verstappen della Red Bull di nove punti in testa alla classifica. Nell’ambito di un evento a Fiorano, per celebrare i 40 anni dalla morte di Villeneuve nelle qualifiche per il Gran Premio del Belgio del 1982 a Zolder, Leclerc ha avuto l’opportunità di guidare la Ferrari 312T canadese del 1979.

Interrogato da Autosport sulle somiglianze tra Leclerc e Villeneuve, il boss della Ferrari F1 Binotto ha notato il modo in cui entrambi sono stati accolti dai fan e hanno contribuito a migliorare la storia della Ferrari nei Gran Premi.

“Se guardo Charles, vedo il modo in cui guida, il suo talento e, soprattutto, la passione”, ha detto Binotto. “Essere parte di Ferrari è in qualche modo cercare di esaltare il mito del cavallino. Ci sono solo pochi piloti in grado di farlo, e penso che Charles sia uno di questi, così come Gilles, che è stato fantastico. Gilles ha vinto solo sei gare, ma il suo modo di guidare e di comportarsi, la passione, hanno fatto sì che entrasse nella storia. E penso che Charles ce l’abbia, ed è qualcosa di fantastico. Siamo appassionati anche noi stessi e speriamo che vinca più di sei gare”.

Villeneuve ha corso per la Ferrari dal 1977 fino alla sua morte e si è classificato secondo al compagno di squadra Jody Scheckter nel campionato 1979.

Leclerc ha notato dopo aver guidato l’auto di Villeneuve quanto fossero basilari gli standard di sicurezza negli anni ’70 rispetto ad oggi, grazie ai progressi fatti dalla FIA nel corso degli anni.

“Le macchine che avevano erano così pericolose”, ha aggiunto Binotto. “Oggi le vetture sono molto, molto sicure, direi, rispetto a come erano, e questo grazie a tutto lo sforzo che FIA, F1 e i team ci hanno messo. I piloti erano davvero matti, per la quantità di rischio che stavano semplicemente accettando, e penso che oggi sia sicuramente più sicuro”.

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