Il Kaiser di Kerpen compie oggi 51 anni mentre prosegue la sua battaglia dopo l’incidente sugli sci. Storia della più grande leggenda di tutti i tempi.

Ci sono delle storie le quali sono impossibili da riassumere in un semplice articolo. Esistono delle leggende che non possono neanche essere immaginate, ma in giorni come questo bisogna almeno provarci. Da anni il 3 gennaio è ormai diventato un giorno sacro, da quando Michael Schumacher non può più spegnere quelle candeline a causa del terribile incidente sulle nevi di Meribel, avvenuto il 29 dicembre 2013. Quello che il Kaiser di Kerpen ha dato al motorsport sarà difficilmente ripetibile, anche se qualcuno dovesse riuscirne a migliorare il palmarès. La leggenda di Michael nasce ad Hurth nel pieno inverno del 1969, debuttando quattro anni dopo su un kart nel tracciato gestito dalla sua famiglia. Nelle categorie minori il giovane Schumi fa incetta di vittorie, portando a casa il celebre Gran Premio di Macao nel 1990 di Formula 3. La Mercedes lo nota e lo fa partecipare alla 24 ore di Le Mans l’anno successivo, con il tedesco che ottiene il giro più veloce della gara. Sempre nel 1991 arriva la grande occasione: Schumacher viene preso da Eddie Jordan che lo fa esordire in Formula 1 al Gran Premio del Belgio, per sostituire l’arrestato Bertrand Gachot, reo di aver picchiato un tassista.

Il giovane si rivela un fenomeno ed ottiene il settimo tempo in qualifica, ma in gara si ritira subito per la rottura della frizione. Il tedesco colpisce Flavio Briatore, che lo porta in Benetton già dalla gara successiva a Monza. Il talento è evidente e sempre a Spa, l’anno successivo, arriva la prima vittoria in carriera con una prova magistrale. Il secondo successo arriva nel 1993 in Portogallo, mentre è nel ’94 che la stella del teutonico esplode definitivamente.

Il Kaiser batte la Williams di Ayrton Senna nelle prime due prove del campionato, in Brasile e ad Aida. Il tragico week-end di Imola vede la scomparsa del grande pilota di San Paolo, così il team britannico è costretto a puntare su Damon Hill per il resto del campionato. Il tutto si decide ad Adelaide, dove un discusso contatto tra i due contendenti al mondiale incoronano Schumacher il nuovo iridato, per la prima volta in carriera.

Il 1995 vede un dominio netto di Schumi e della Benetton, con la squadra di Briatore che porta a casa anche il titolo costruttori per la prima ed unica volta nella sua storia. A questo punto ci vuole una nuova sfida per il Re del circus, ci vuole il passaggio alla Ferrari. Nel 1996 Michael viene ingaggiato a Maranello, dove un iride piloti manca dal 1979 con Jody Scheckter. Nonostante una monoposto non all’altezza, il tedesco ottiene tre vittorie magistrali in Spagna, Belgio ed Italia. I tempi per dare l’assalto al titolo sono maturi.

Il triennio successivo si rivela tuttavia avaro di soddisfazioni: nel 1997 e nel 1998 arrivano due sconfitte all’ultima gara contro Jacques Villeneuve e Mika Hakkinen. Peggio ancora nel 1999, dove l’incidente di Silverstone costringe l’asso di Kerpen a rinunciare al titolo a causa della frattura di tibia e perone. La Ferrari vince il mondiale costruttori grazie ad una splendida annata di Eddie Irvine. Il 2000 sembra dunque essere l’ultima occasione e la rossa la coglie alla perfezione. Schumacher domina l’inizio di stagione, ma diversi passaggi a vuoto nel corso dell’estate riportano Hakkinen al comando della classifica.

A Monza arriva la svolta, con le lacrime di Schumi in conferenza stampa che sanno di vendetta. Ad Indianapolis il tedesco è perfetto ed il ritiro del finlandese consegna il sorpasso in testa al mondiale. L’emozionante e leggendaria corsa di Suzuka riporta il titolo a Maranello, con Michael che si porta a casa la terza corona iridata. Una nuova epoca è ormai iniziata ed infatti gli anni successivi costituiscono un’abbuffata di vittorie sino al termine del 2004. I 7 titoli mondiali rappresentano la grandezza di questo campione, che dopo il primo ritiro di fine 2006 accetta il ritorno con la Mercedes nel 2010.

Le ultime tre stagioni in Formula 1 sono ricche di delusioni, ma arriva il ritorno sul podio con un terzo posto a Valencia. Nella giornata odierna vogliamo porgere i nostri auguri alla leggenda tedesca, nella speranza che la sua battaglia prosegua e che si risolva nel migliore dei modi, per ottenere la novantaduesima vittoria. La più importante e la più agognata di questa leggenda da tutti i suoi milioni di fan.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: