Il celebre designer italiano ha praticamente legato il suo nome a quello della  Mercedes, facendo nascere vetture iconiche

Alzi la mano chi almeno una volta quando si discute di automobili, non abbia mai sentito dire ” non fai in tempo a comprarti un’auto che già dopo qualche anno esce il modello nuovo e la tua improvvisamente diventa già vecchia” Beh in effetti tra restyling e model year, la vita media di un modello rispetto al passato si è accorciata notevolmente 

 

 Già perchè secondo me ha creato delle automobili ( in serie intendo e quindi niente supercar dove il discorso è diverso) che nonostante siano considerate “vecchie” ma che conservano un fascino che poche altre vetture possano vantare, con quel giusto mix tra eleganza e pulizia delle linee che hanno fatto scuola merito appunto dell’ impeccabile lavoro svolto dal designer italiano.

GLI INIZI:

Ma procediamo con ordine, Bruno Sacco nasce a Udine nel 1933 e si appassiona ben presto alle automobili, logico quindi che i suoi studi si basano sul mondo automotive, infatti si laurea in ingegneria meccanica , ma la sua passione è sempre stata quella del design.  Dopo alcune esperienze con Pininfarina, alla fine degli anni “50 si trasferisce in Germania dove comincia a lavorare per la Mercedes. Da lì in poi si creò un sodalizio come pochi altri, infatti da un lato c’era l’estro, il design e la creatività italiana, unito al rigore teutonico tipico delle vetture Mercedes.

Una vita piena di successi:

Tra i tanti lavori che mi vengono in mente ci sono : l’ammiraglia s600 o la mitica sl, passando per la slk ma indubbiamente il suo lavoro più conosciuto è la 190. Il suo lavoro è stato premiato con i più svariati riconoscimenti internazionali in campo auto ma sicuramente il più prestigioso è l’inserimento del suo nome nella Automotive hall of fame

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