Le immagini raccontano una gara diversa da quella vista in classifica
Dopo il Gran Premio di Spa, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla splendida vittoria di Andrea Kimi Antonelli e sul secondo posto conquistato da Charles Leclerc. Un risultato importante per la Ferrari, che ha confermato i progressi mostrati nelle ultime gare.
Sotto il nostro video di “A Ruota Libera”, tuttavia, molti appassionati hanno sottolineato come Leclerc sia stato favorito dall’ingresso della Safety Car nel finale. Un’osservazione legittima, ma che rischia di far passare inosservato un altro aspetto della gara Ferrari: la prestazione di Lewis Hamilton.

Una Ferrari danneggiata per quasi tutto il Gran Premio
Il sette volte campione del mondo ha pagato la penalità di cinque secondi per il contatto con George Russell. Una decisione che ha fatto discutere e che lo stesso pilota Mercedes, nel dopogara, ha in parte ridimensionato, definendo l’episodio un normale incidente di gara.
Ma il vero elemento passato quasi inosservato riguarda la monoposto.
Dopo il contatto iniziale, la Ferrari di Hamilton ha perso il bargeboard sinistro e ha riportato un danno all’endplate dell’ala anteriore. Due elementi fondamentali per la gestione dei flussi aerodinamici, soprattutto su un circuito come Spa-Francorchamps, dove efficienza e stabilità rappresentano una parte determinante della prestazione.
La SF-26 ha quindi disputato praticamente l’intera gara con una configurazione asimmetrica: sul lato destro la vettura era integra, mentre sul lato sinistro mancavano componenti aerodinamici essenziali. Una condizione che non comporta soltanto una perdita di carico, ma altera anche il bilanciamento della monoposto e la qualità dei flussi diretti verso il fondo e il diffusore.
Un passo gara sorprendente
Nonostante questa situazione, Hamilton è riuscito a mantenere un ritmo estremamente competitivo.
Anzi, analizzando diverse fasi della gara, il suo passo è apparso addirittura superiore a quello di Leclerc, pur guidando una Ferrari aerodinamicamente compromessa.
È un elemento che merita attenzione perché racconta molto del potenziale della SF-26. Se una monoposto riesce a mantenere prestazioni di questo livello anche dopo aver perso componenti così importanti, significa che la base tecnica è probabilmente più solida di quanto la classifica finale lasci intendere.
Non solo il danno: anche il pit stop ha fatto perdere altro tempo
Alla penalità di cinque secondi si è aggiunto un ulteriore episodio che ha complicato la gara di Hamilton.
Durante il pit stop, infatti, il pilota Ferrari ha perso altro tempo a causa di un contatto con un meccanico nella fase di rilascio della vettura. Un inconveniente che ha ulteriormente compromesso il risultato finale, sommandosi ai danni aerodinamici già presenti sulla SF-26.

Ferrari promossa: il potenziale c’era
Per questo motivo riteniamo che la Ferrari esca promossa dal weekend di Spa.
Il secondo posto di Leclerc rappresenta certamente un risultato importante, ma la gara di Hamilton offre probabilmente indicazioni ancora più interessanti. La SF-26 ha mostrato di poter essere competitiva anche su un circuito tradizionalmente poco favorevole alle caratteristiche della vettura e lo ha fatto nonostante un danno aerodinamico significativo che, sulla carta, avrebbe dovuto incidere molto di più sulla prestazione.
Race Tech: quanto ha perso realmente Hamilton?
La domanda è inevitabile: quanto tempo ha realmente perso Hamilton per la mancanza del bargeboard sinistro e per il danno all’endplate dell’ala anteriore?
Nella prossima puntata di Race Tech analizzeremo nel dettaglio le immagini, i flussi aerodinamici e i dati disponibili per stimare l’effettiva perdita prestazionale della Ferrari n.44 e capire quanto questi danni abbiano inciso sul risultato finale del Gran Premio.
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