L’aggiornamento ADUO2 della Power Unit Ferrari ! era uno dei temi più attesi del Gran Premio d’Italia a Monza. Dopo settimane di lavoro e il via libera della FIA, Maranello ha introdotto una nuova evoluzione del propulsore con l’obiettivo di ridurre il gap nei confronti della Mercedes, soprattutto sul circuito più severo dell’intero Mondiale per quanto riguarda la potenza e l’efficienza del sistema ibrido.
- Ferrari ADUO2: Monza era il banco di prova più difficile
- Quanto vale davvero l’aggiornamento ADUO2 Ferrari?
- Ferrari ha recuperato potenza, ma Mercedes resta il riferimento
- Il vero limite Ferrari è l’efficienza del sistema ibrido
- Perché Mercedes “svernicia” Ferrari sui rettilinei
- Hamilton e Leclerc hanno pagato il deficit della Power Unit
- ADUO2 ha limitato i danni della Ferrari a Monza
- Madrid sarà il primo vero esame della Ferrari ADUO2
La domanda è una sola: quanto ha recuperato davvero la Ferrari?
L’analisi tecnica di Undercut #146, realizzata insieme all’ingegnere Marco Coricelli, offre i primi elementi concreti per valutare l’impatto dell’aggiornamento ADUO2 sulla SF-26.

Ferrari ADUO2: Monza era il banco di prova più difficile
Monza è la pista che più di ogni altra mette sotto pressione la Power Unit. Lunghi rettilinei, pochissime curve ad alto carico e oltre il 75% del giro percorso con l’acceleratore completamente aperto rendono immediatamente visibili le differenze tra un motore e l’altro.
Per questo motivo il Gran Premio d’Italia rappresentava il test perfetto per capire se Ferrari avesse davvero ridotto il distacco dalla Mercedes.
L’impressione è chiara: ADUO2 ha migliorato la situazione, ma non ha ancora eliminato il deficit della Power Unit Ferrari.
Quanto vale davvero l’aggiornamento ADUO2 Ferrari?
Il dato più interessante arriva dal confronto interno alla Haas.
Oliver Bearman ha utilizzato la Power Unit Ferrari aggiornata con ADUO2, mentre Esteban Ocon ha corso con la versione precedente del propulsore. Analizzando le velocità registrate nei vari settori di Monza emerge una differenza significativa.
Il confronto Bearman-Ocon
- Bearman raggiunge circa 5-6 km/h in più nel rettilineo successivo alla Ascari.
- La differenza compare soprattutto nella fase di accelerazione e nella parte finale del rettilineo.
- Nel resto del giro le prestazioni restano molto simili, segno che il vantaggio è concentrato nella nuova gestione della Power Unit.
L’analisi tecnica stima un guadagno di circa 10 kW nelle condizioni osservate a Monza. Si tratta di una valutazione ottenuta confrontando due vetture molto simili, pur considerando le inevitabili differenze di setup e deployment.
Ferrari ha recuperato potenza, ma Mercedes resta il riferimento
Il miglioramento introdotto da ADUO2 non basta ancora per raggiungere la Mercedes.
Durante il GP di Monza è emerso con evidenza che la W17 dispone di una gestione dell’energia elettrica superiore. Il caso più evidente è stato quello di Kimi Antonelli, capace di superare gli avversari con una facilità impressionante nei rettilinei utilizzando l’Overtake Mode.
Ferrari, invece, riesce a mantenere il passo soltanto in alcuni tratti del giro, mentre perde progressivamente accelerazione quando il deployment della batteria si riduce.
Il vero limite Ferrari è l’efficienza del sistema ibrido
L’analisi evidenzia un aspetto spesso sottovalutato.
Nel regolamento 2026 la potenza dell’MGU-K è identica per tutti:
| Parametro regolamentare | Valore |
| Potenza MGU-K | 350 kW |
| Energia disponibile in gara | 8 MJ per giro |
| Energia disponibile in qualifica | 5 MJ per giro |
La differenza non nasce quindi dalla potenza massima dichiarata, ma da quanta energia riesce realmente ad arrivare alle ruote.
Entrano in gioco diversi fattori:
- efficienza del motore elettrico;
- power electronics;
- conversione dell’energia della batteria;
- strategia di deployment lungo il giro.
È proprio qui che Mercedes sembra avere oggi un vantaggio importante.
Perché Mercedes “svernicia” Ferrari sui rettilinei
A Monza il fenomeno è stato evidente soprattutto dopo la Parabolica.
Le Mercedes continuavano ad accelerare anche nella seconda parte dei rettilinei, mentre Ferrari sembrava perdere progressivamente spinta elettrica.
Questo comportamento suggerisce una gestione dell’energia più efficiente, capace di mantenere disponibile potenza elettrica per un tempo maggiore durante il giro.
Non è soltanto una questione di cavalli del motore termico: è l’intero sistema ibrido a fare la differenza.

Hamilton e Leclerc hanno pagato il deficit della Power Unit
Lewis Hamilton, soprattutto nel primo stint, aveva un passo molto vicino alle McLaren. Tuttavia non riusciva mai a liberarsi definitivamente di Oscar Piastri.
Ogni sorpasso arrivava alla Prima Variante, ma nei rettilinei successivi la McLaren tornava immediatamente sotto grazie alla gestione dell’energia.
Anche Charles Leclerc ha evidenziato problemi di deployment prima dell’incidente che ha compromesso definitivamente la sua gara.
ADUO2 ha limitato i danni della Ferrari a Monza
La conclusione dell’analisi è abbastanza chiara.
L’aggiornamento ADUO2 rappresenta un passo avanti reale per la Power Unit Ferrari. Monza, probabilmente il circuito più sfavorevole della stagione per le caratteristiche della SF-26, ha mostrato un miglioramento nelle prestazioni del propulsore.
Tuttavia il divario con Mercedes resta evidente, soprattutto nell’efficienza del sistema elettrico e nella gestione del deployment.
Madrid sarà il primo vero esame della Ferrari ADUO2
Il nuovo circuito del Madring offrirà condizioni completamente diverse rispetto a Monza. Frenate importanti, curve lente e lunghi tratti in trazione permetteranno di capire se l’aggiornamento ADUO2 rappresenta davvero un cambio di passo per la Ferrari oppure se il recupero visto a Monza è stato soltanto un primo passo verso una Power Unit ancora da completare.
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