La pole di Gasly e la seconda fila Ferrari raccontano solo una parte del sabato di Monza. Le parole di Frédéric Vasseur, il comportamento della SF-26 nelle qualifiche e soprattutto la gestione dell’energia della nuova Power Unit ADUO 2 aprono uno scenario diverso in vista della gara. Ecco perché la domenica potrebbe essere molto meno scontata.
- Vasseur aveva già lanciato un messaggio prima delle qualifiche
- L’ADUO 2 non sembra nata per avere più cavalli
- Ferrari e Mercedes hanno scelto due filosofie diverse sull’elettrico
- L’effetto elastico potrebbe aiutare Ferrari in gara
- Leclerc, però, ha lanciato un segnale preoccupante
- Gasly ha mostrato un’altra strada
- Le FP2 restano il dato più incoraggiante per Ferrari
- A Monza si sorpassa, e questo cambia tutto
- Analisi NEWSF1
Il sabato di Monza ha lasciato i tifosi Ferrari divisi tra delusione e speranza. Da una parte una qualifica che, al netto della penalità di Oscar Piastri, non ha mostrato una SF-26 dominante. Dall’altra un passo gara visto nelle FP2 che continua a lasciare aperta la porta a una rimonta.
La sensazione è che Ferrari abbia accettato fin dall’inizio di sacrificare qualcosa sul giro secco per cercare una monoposto più efficace sulla distanza. Se così fosse, il Gran Premio d’Italia potrebbe raccontare una storia diversa rispetto alle qualifiche.

Vasseur aveva già lanciato un messaggio prima delle qualifiche
C’è un dettaglio che oggi assume un significato diverso.
Frédéric Vasseur aveva spiegato che, con George Russell in grado di sfruttare la scia di Kimi Antonelli, Ferrari difficilmente avrebbe potuto giocarsi la pole position.
Una dichiarazione che sembra quasi anticipare la strategia del weekend.
Ferrari, almeno a parole, non ha mai dato l’impressione di considerare la qualifica il proprio terreno di caccia principale. L’obiettivo sembrava piuttosto limitare i danni e costruire una gara competitiva.
Il problema è che la seconda fila è arrivata anche grazie alla penalità di Piastri e dopo una Q2 vissuta sul filo del rasoio.
L’ADUO 2 non sembra nata per avere più cavalli
La vera novità del weekend è la nuova Power Unit Ferrari ADUO 2.
Ma quello che si è visto a Monza suggerisce una lettura diversa rispetto a quella attesa da molti.
Più che aumentare sensibilmente la potenza massima, la nuova unità sembra essere stata progettata per migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
In altre parole, Ferrari potrebbe aver cercato di recuperare terreno nella gestione dell’energia e nella continuità della prestazione lungo tutto il giro, più che nella velocità assoluta sui rettilinei.
È una differenza importante.
Ferrari e Mercedes hanno scelto due filosofie diverse sull’elettrico
Qui nasce forse l’aspetto tecnico più interessante della gara.
L’impressione, osservando il comportamento delle monoposto durante il venerdì, è che Ferrari e Mercedes utilizzino il contributo elettrico in momenti diversi del giro.
Mercedes sembra scaricare gran parte dell’energia già nei primi rettilinei, massimizzando la velocità nelle accelerazioni iniziali e premiando il giro secco.
Ferrari, invece, sembra distribuire il deployment in una fase più avanzata del circuito.
Questa non è una certezza ufficiale, ma è un’interpretazione coerente con quanto visto in pista.
L’effetto elastico potrebbe aiutare Ferrari in gara
Se questa lettura è corretta, Ferrari potrebbe creare una sorta di “effetto elastico”.
La SF-26 perderebbe qualcosa nella prima parte dei rettilinei, ma recupererebbe velocità nella seconda parte grazie a un utilizzo differente dell’energia elettrica.
Questo spiegherebbe anche un’altra osservazione emersa nelle prove libere.
Nei punti in cui Ferrari iniziava a utilizzare maggiormente il motore elettrico, il distacco dalle Mercedes tendeva a ridursi sensibilmente.
Una gestione pensata non solo per la velocità, ma anche per preservare pneumatici e bilanciamento.

Leclerc, però, ha lanciato un segnale preoccupante
C’è una frase di Charles Leclerc che pesa più della seconda fila.
Il monegasco ha spiegato che nei rettilinei Ferrari è costretta a utilizzare una modalità difensiva per cercare di limitare il distacco dagli avversari.
Tradotta tecnicamente, significa che la SF-26 continua a non avere la stessa velocità massima di Mercedes e McLaren nelle fasi decisive del rettilineo.
Ed è inevitabile porsi una domanda.
Se Monza è il circuito dei rettilinei, quanto può essere efficace una strategia che privilegia altre zone del giro?
Gasly ha mostrato un’altra strada
La pole position di Pierre Gasly insegna qualcosa.
Alpine ha scelto una configurazione estremamente scarica e ha ottenuto il massimo dalla qualifica.
È difficile sapere quanta potenza sia stata utilizzata e quanto margine rimanga sulla distanza, ma il sospetto è che quella prestazione rappresenti il limite assoluto del pacchetto Alpine.
La gara potrebbe essere molto diversa.
Le FP2 restano il dato più incoraggiante per Ferrari
Se c’è un motivo per credere nella SF-26, arriva dai long run del venerdì.
Con gomme Soft Ferrari ha mostrato tempi molto competitivi e una buona costanza sul ritmo.
Mercedes ha girato su una mescola più dura mantenendo prestazioni simili, rendendo difficile un confronto diretto.
Ma un dettaglio è rimasto evidente: la Ferrari migliorava progressivamente durante lo stint, segnale di un bilanciamento che sembra funzionare bene quando il carburante diminuisce.
È probabilmente questo il dato più positivo dell’intero weekend.
A Monza si sorpassa, e questo cambia tutto
Monza non è Monaco.
La seconda fila non condanna Ferrari, così come la pole non garantisce la vittoria a Gasly.
Il Tempio della Velocità offre diverse opportunità di sorpasso e strategie differenti possono ribaltare completamente la corsa.
Se davvero Ferrari ha sacrificato qualcosa in qualifica per avere una monoposto più stabile sul passo gara e nella gestione delle gomme, allora domenica potrebbe diventare molto più interessante di quanto racconti la griglia.
Analisi NEWSF1
La speranza Ferrari esiste, ma nasce più dal venerdì che dal sabato.
Le qualifiche hanno mostrato una SF-26 ancora fragile nella gestione del giro secco e un muretto box che continua a lasciare dubbi sulle scelte strategiche. La seconda fila è un buon risultato, ma non rappresenta il vero valore espresso in qualifica.
Il punto da osservare in gara sarà soprattutto la gestione dell’energia della Power Unit ADUO 2. Se Ferrari ha davvero scelto un deployment diverso rispetto a Mercedes, potremmo vedere una SF-26 crescere con il passare dei giri, soprattutto nelle fasi di degrado gomme.
Russell resta il favorito, McLaren rimane una minaccia concreta, mentre Gasly dovrà dimostrare che la pole non è stata solo il risultato di una configurazione estrema da qualifica.
A Monza la gara spesso smentisce il sabato. Ed è forse questa la migliore notizia per Ferrari.
Iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/


