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Ferrari arriva al Gran Premio d’Italia con una SF-26 configurata esclusivamente per Monza. L’unica vera novità tecnica è la nuova specifica FTM della Power Unit, mentre il resto del lavoro si concentra su un obiettivo preciso: ridurre il drag e massimizzare l’efficienza aerodinamica sul circuito più veloce del Mondiale.
- Perché Monza richiede una Ferrari completamente diversa
- Ferrari riduce il drag: la chiave del setup di Monza
- L’ala posteriore della SF-26 non è una nuova ala Ferrari
- Fondo Ferrari: paratie più semplici per ridurre la resistenza
- Lo scarico continua ad alimentare il lavoro dell’ala posteriore
- I sensori di temperatura raccontano il lavoro sui materiali compositi
- Il nuovo FTM è l’unica vera novità della Power Unit Ferrari
- Monza sarà il banco di prova perfetto per la nuova Power Unit
- Clipping: il tema tecnico che potrebbe decidere il GP d’Italia
- Ferrari punta tutto sull’efficienza della SF-26
- Analisi NEWSF1
- Guarda la puntata completa di Effe1 GARAGE
Monza rappresenta un caso unico nel calendario della Formula 1. Nessun altro circuito richiede una configurazione così estrema dal punto di vista aerodinamico e della gestione della Power Unit.
Nella nuova puntata di F1 Garage su NEWSF1, Werner Cuevedo, ingegnere meccanico specializzato in materiali compositi, analizza tutte le modifiche visibili sulla Ferrari SF-26 e spiega perché il Gran Premio d’Italia è il banco di prova ideale per valutare la nuova specifica della Power Unit.
Il lavoro di Ferrari non introduce una monoposto completamente diversa, ma una configurazione costruita attorno alle esigenze del Tempio della Velocità.
Perché Monza richiede una Ferrari completamente diversa
Monza è il circuito con la percentuale più elevata di percorrenza a pieno gas dell’intera stagione.
Questo cambia completamente le priorità progettuali della vettura. Se su piste come Monaco o Budapest la ricerca della deportanza è fondamentale, a Monza il parametro dominante diventa la resistenza aerodinamica.
L’obiettivo è ridurre il più possibile il drag senza compromettere la stabilità della monoposto nelle poche curve ad alta velocità presenti sul tracciato.
Per questo Ferrari adotta una configurazione specifica che riguarda ala posteriore, fondo, gestione dei flussi e Power Unit.
Ferrari riduce il drag: la chiave del setup di Monza
Secondo Werner Cuevedo, tutta la configurazione della SF-26 ruota attorno a un concetto molto semplice: ottenere la massima efficienza aerodinamica possibile.
Ridurre il drag significa permettere alla vettura di raggiungere velocità più elevate sui lunghi rettilinei di Monza e consumare meno energia per vincere la resistenza dell’aria.
È un compromesso inevitabile: Ferrari rinuncia volontariamente a parte del carico aerodinamico perché il guadagno ottenuto in velocità massima compensa la perdita nelle curve del circuito brianzolo.
Non è una nuova filosofia progettuale, ma un adattamento estremo della SF-26 a una pista con caratteristiche uniche.
L’ala posteriore della SF-26 non è una nuova ala Ferrari
Uno dei temi affrontati nella puntata riguarda un equivoco nato nelle immagini provenienti dal paddock.
Ferrari non porta una nuova ala posteriore progettata esclusivamente per Monza. La Scuderia utilizza una configurazione a basso carico specifica per questo circuito.
L’ala viene scaricata il più possibile per diminuire la resistenza all’avanzamento, mantenendo comunque il livello minimo di stabilità necessario nelle frenate e nelle curve veloci.
L’obiettivo non è aumentare la deportanza, ma massimizzare il rapporto tra carico aerodinamico e drag.
È una soluzione che ogni squadra sviluppa in modo specifico per Monza, adattando il proprio pacchetto aerodinamico alle esigenze del circuito.
Fondo Ferrari: paratie più semplici per ridurre la resistenza
Tra le modifiche più interessanti analizzate da Werner Cuevedo ci sono le paratie laterali del fondo, posizionate nella zona posteriore delle ruote anteriori.
Sui circuiti tradizionali queste paratie presentano geometrie molto elaborate, con più elementi e aperture che aiutano a guidare i flussi verso il fondo della monoposto.
A Monza Ferrari sceglie invece una configurazione molto più semplice.
Le paratie diventano praticamente monoplana, riducendo la superficie esposta al flusso e quindi la resistenza aerodinamica generata da questi elementi.
È una scelta coerente con la filosofia di basso drag adottata per il Gran Premio d’Italia.

Lo scarico continua ad alimentare il lavoro dell’ala posteriore
Anche con una configurazione estremamente scarica, Ferrari continua a sfruttare il contributo aerodinamico dei gas di scarico.
Werner Cuevedo spiega come il flusso caldo proveniente dallo scarico venga indirizzato verso la parte inferiore dell’ala posteriore, contribuendo ad energizzare il flusso in una zona particolarmente delicata.
Su una pista dove l’ala lavora con incidenze molto ridotte, ogni dettaglio che aiuta a mantenere efficiente il flusso diventa ancora più importante.
Non si tratta di una novità introdotta a Monza, ma di un adattamento della configurazione già utilizzata durante la stagione.
I sensori di temperatura raccontano il lavoro sui materiali compositi
Un dettaglio quasi invisibile nelle fotografie della SF-26 riguarda alcuni piccoli indicatori applicati nella zona dello scarico.
Werner Cuevedo spiega che si tratta di sensori utilizzati per monitorare la temperatura raggiunta dai materiali compositi e dagli adesivi strutturali.
È un controllo fondamentale perché quella zona della vettura è sottoposta a sollecitazioni termiche estremamente elevate.
Questi indicatori permettono agli ingegneri di verificare se i materiali stanno lavorando all’interno della finestra di temperatura prevista dal progetto.
È uno di quei dettagli che raramente attirano l’attenzione, ma che raccontano quanto sia complessa la gestione termica di una Formula 1 moderna.
Il nuovo FTM è l’unica vera novità della Power Unit Ferrari
La novità più importante della SF-26 a Monza riguarda la nuova specifica FTM della Power Unit.
Durante F1 Garage viene chiarito che Ferrari introduce una nuova evoluzione del motore proprio in occasione del Gran Premio d’Italia.
La Scuderia non ha comunicato ufficialmente i dettagli delle modifiche interne e, proprio per questo, è importante distinguere le informazioni confermate dalle indiscrezioni circolate nel paddock.
L’FTM rappresenta una nuova specifica della Power Unit, non un motore completamente riprogettato.
Il suo debutto a Monza permetterà di raccogliere dati preziosi su uno dei circuiti più severi per il motore.
Monza sarà il banco di prova perfetto per la nuova Power Unit
Il circuito brianzolo è ideale per valutare qualsiasi evoluzione della Power Unit.
Qui sarà possibile osservare con maggiore precisione:
- la velocità massima della SF-26;
- la capacità di accelerazione sui lunghi rettilinei;
- la gestione dell’energia elettrica;
- l’efficienza del deployment durante il giro.
Proprio perché Monza mette la Power Unit sotto stress per gran parte della gara, Ferrari ha scelto questo appuntamento per introdurre la nuova specifica.
Il cronometro dirà quanto l’FTM riuscirà a migliorare la prestazione complessiva della monoposto.
Clipping: il tema tecnico che potrebbe decidere il GP d’Italia
Uno degli argomenti più interessanti affrontati nella puntata è il clipping, cioè la situazione in cui la batteria esaurisce l’energia disponibile prima della fine del rettilineo.
Quando questo accade, il pilota deve modificare il proprio stile di guida per consentire il recupero energetico nelle fasi successive del giro.
Werner Cuevedo spiega che Monza è probabilmente il circuito dove questo fenomeno sarà più evidente.
Per limitare il clipping diventano fondamentali:
- la gestione del deployment;
- il lift and coast;
- il recupero di energia nelle frenate;
- l’efficienza complessiva della Power Unit.
È uno degli aspetti tecnici che potrebbe influenzare maggiormente la gara.
Ferrari punta tutto sull’efficienza della SF-26
La configurazione scelta da Ferrari per Monza racconta una filosofia molto chiara.
La SF-26 non viene rivoluzionata, ma adattata in ogni dettaglio alle caratteristiche del circuito italiano.
Le modifiche principali riguardano:
- configurazione aerodinamica a basso drag;
- ala posteriore scarica;
- paratie del fondo semplificate;
- ottimizzazione dei flussi nella zona dello scarico;
- debutto della nuova specifica FTM della Power Unit.
È una Ferrari costruita per essere il più efficiente possibile sul circuito più veloce del Mondiale, dove ogni chilometro orario può fare la differenza tra pole position e seconda fila.
Analisi NEWSF1
L’analisi di Werner Cuevedo mostra come Monza rappresenti uno degli esercizi di compromesso più estremi della Formula 1 moderna. La SF-26 sacrifica deliberatamente parte del carico aerodinamico per ridurre il drag e sfruttare al massimo il potenziale della Power Unit sui lunghi rettilinei.
Il debutto dell’FTM rende questo weekend ancora più importante. Sarà il primo vero banco di prova per verificare se Ferrari è riuscita a migliorare efficienza, deployment e velocità massima senza alterare l’equilibrio complessivo della monoposto.
Le prove libere e soprattutto il confronto sui rettilinei di Monza offriranno i primi indizi sulla reale efficacia di questa configurazione.
Guarda la puntata completa di Effe1 GARAGE
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