Schumacher come non l’avete mai sentito: Rodi Basso racconta i segreti della Ferrari prima di Monza

Vito Defonseca
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Schumacher Rodi Basso Ferrari

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Intervista esclusiva NewsF1 – A pochi giorni del Gran Premio d’Italia di Monza, la Ferrari si prepara a celebrare Michael Schumacher con una livrea speciale ispirata alla storica F310 del 1996, la monoposto con cui iniziò la ricostruzione del Cavallino che avrebbe portato ai cinque titoli mondiali consecutivi del tedesco. Proprio in questo momento simbolico, NewsF1 ha intervistato Rodi Basso, ex ingegnere Ferrari e Red Bull, protagonista di quell’epoca straordinaria della Scuderia.

Nel corso della conversazione, Basso ha raccontato aneddoti su Michael Schumacher, spiegato le differenze tra Ferrari e Red Bull, analizzato la Ferrari di oggi e commentato il regolamento della Formula 1 2026.

Schumacher era diverso da tutti: «Al primo giro era già al limite»

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda Michael Schumacher. Rodi Basso, che ha lavorato direttamente con il sette volte campione del mondo durante i test Ferrari, descrive una caratteristica che lo distingueva da qualsiasi altro pilota.

Secondo l’ingegnere italiano, Schumacher arrivava in pista e già nei primi giri era vicinissimo al tempo massimo possibile della monoposto. Rubens Barrichello, invece, costruiva progressivamente la prestazione, giro dopo giro.

«Michael aveva una fiducia incredibile nella macchina. Guidava con un livello di sovrasterzo che molti altri piloti avrebbero considerato pericoloso.»

Un dettaglio tecnico che racconta molto dello stile di guida del campione tedesco e del motivo per cui riusciva a sfruttare così bene le Ferrari dell’epoca.

Ferrari contro Red Bull: due filosofie completamente diverse

Dopo cinque anni a Maranello, Rodi Basso passò alla Red Bull, trovando un ambiente completamente differente.

Ferrari rappresentava una struttura già perfettamente organizzata, costruita negli anni da Jean Todt e Ross Brawn. Red Bull, invece, era praticamente una pagina bianca da scrivere, con ingegneri provenienti da team differenti e nuove metodologie di lavoro.

Per Basso non esiste un unico modo corretto di costruire una Formula 1 vincente.

«Ho scoperto che esistono tantissimi modi diversi di progettare e gestire la stessa macchina.»

La Ferrari di oggi è davvero sulla strada giusta?

L’ex ingegnere Ferrari ha dedicato anche un lungo passaggio all’attualità della Scuderia.

Pur riconoscendo i progressi compiuti negli ultimi anni, ritiene che il marchio Ferrari debba essere giudicato con uno standard diverso rispetto agli altri team.

Secondo Basso esistono due letture:

  • il confronto con la Ferrari dominante dei primi anni Duemila;
  • il confronto con il recente passato, dove i miglioramenti sono evidenti.

«Il trend è quello giusto, ma la domanda è quanto tempo servirà per tornare alla gloria.»

Formula 1 2026: troppa tecnologia o troppo business?

Grande spazio anche al regolamento tecnico 2026.

Rodi Basso ha espresso alcune perplessità sull’eccessiva complessità dell’attuale Formula 1, soprattutto dal punto di vista dell’ibrido e della gestione dell’energia.

Secondo lui la Formula 1 deve trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e spettacolo.

Tra i temi affrontati:

  • l’influenza dei costruttori sul regolamento;
  • Mercedes e l’esperienza maturata in Formula E;
  • Audi e il nuovo ciclo tecnico;
  • Liberty Media e l’espansione mondiale della Formula 1.

Il consiglio ai giovani che sognano la Formula 1

L’intervista si chiude con un messaggio rivolto ai tantissimi ragazzi che seguono NewsF1.

Basso invita chi sogna una carriera nel motorsport a investire nella formazione, sfruttare master specializzati e utilizzare piattaforme come LinkedIn per entrare in contatto con gli addetti ai lavori.

«La grinta che serve per entrare in Formula 1 è la stessa che servirà per restarci.»

Ferrari celebra Schumacher a Monza

Il Gran Premio d’Italia 2026 sarà uno dei weekend più emozionanti per i tifosi Ferrari. La Scuderia correrà infatti con una livrea speciale dedicata a Michael Schumacher, celebrando i 30 anni dall’arrivo del tedesco a Maranello e i 20 anni dalla sua ultima vittoria con la Ferrari. La SF-26 riprenderà gli elementi della F310 del 1996 con dettagli bianchi, neri e dorati, oltre al logo “MS” e alle sette stelle che richiamano i suoi titoli mondiali. <Cite refs={[“turn0news16″,”turn0news18”]}/>

L’intervista a Rodi Basso arriva proprio nel momento perfetto per raccontare cosa rappresentò davvero Schumacher all’interno della Ferrari, non solo come pilota ma come uomo capace di cambiare la cultura della squadra.

Intervista completa

NewsF1 seguirà tutto il weekend di Monza

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  • analisi tecniche Ferrari SF-26;
  • dirette e commenti post gara;
  • approfondimenti sul tributo a Michael Schumacher;
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