Dopo il GP d’Olanda torna una domanda che accompagna la stagione della Ferrari SF-26: perché una squadra veloce continua a perdere terreno proprio quando la gara entra nella fase decisiva? Nell’intervista esclusiva a NewsF1, Luigi Mazzola individua il vero limite della Scuderia: la lucidità nelle decisioni sotto pressione.
- Guarda l’intervista completa
- La SF-26 è competitiva, ma i risultati raccontano altro
- Zandvoort ha mostrato il vero limite Ferrari
- La pressione rivela la qualità della squadra
- Ferrari aspetta troppo prima di decidere
- La lucidità nasce da una leadership chiara
- Hamilton e Leclerc non sono il problema
- Monza sarà un esame mentale prima ancora che tecnico
- La Ferrari dei titoli mondiali aveva una caratteristica diversa
- L’analisi NewsF1
La Ferrari del 2026 non è la monoposto in difficoltà vista nelle ultime stagioni. La SF-26 ha dimostrato di poter lottare per podi e vittorie, ha ridotto il divario da McLaren e Mercedes e, in diverse gare, ha mostrato un passo gara tra i migliori del campionato.
Eppure c’è un filo conduttore che continua a ripetersi. Quando arriva il momento decisivo della gara, Ferrari perde lucidità.
È questo il punto centrale dell’analisi di Luigi Mazzola nell’intervista esclusiva concessa a NewsF1. Per l’ex ingegnere Ferrari il problema non è la velocità della vettura, ma la qualità delle decisioni quando la pressione aumenta.
Guarda l’intervista completa

La SF-26 è competitiva, ma i risultati raccontano altro
Secondo Mazzola bisogna partire da un dato semplice: la Ferrari oggi ha una macchina che può stare davanti.
Lo si è visto più volte durante la stagione. In gara la SF-26 riesce a gestire bene gli pneumatici, mantiene un ritmo competitivo e in alcuni circuiti è stata persino la monoposto con il passo migliore.
Il problema nasce quando bisogna trasformare quel potenziale in un risultato concreto.
Zandvoort è diventato l’esempio perfetto di questa situazione.
Zandvoort ha mostrato il vero limite Ferrari
Nel Gran Premio d’Olanda Ferrari aveva tutte le carte per giocarsi il podio.
La macchina era veloce, Leclerc aveva un ottimo ritmo e Hamilton stava recuperando posizioni.
Eppure il risultato finale ha lasciato la sensazione di un’occasione sprecata.
Per Luigi Mazzola la differenza non è stata tecnica.
È stata decisionale.
Mercedes ha reagito immediatamente ai cambiamenti della gara. Ferrari, invece, ha impiegato troppo tempo prima di prendere alcune decisioni strategiche.
In Formula 1 quei secondi possono cambiare completamente una corsa.
La pressione rivela la qualità della squadra
Uno dei concetti più forti espressi da Mazzola riguarda proprio la pressione.
Secondo l’ex ingegnere Ferrari, la pressione non crea gli errori: li mette in evidenza. Nei momenti in cui il margine di errore si riduce, emerge la qualità dell’organizzazione, della leadership e della comunicazione all’interno del team.
È nei giri decisivi, durante una Safety Car o nella finestra di un pit stop, che una squadra mostra davvero quanto è preparata.
Ed è proprio lì che Ferrari, secondo Mazzola, continua a perdere lucidità.
Ferrari aspetta troppo prima di decidere
Mazzola torna su un tema già affrontato nell’intervista a NewsF1: la rapidità delle decisioni.
Secondo la sua analisi, Ferrari tende a valutare più scenari contemporaneamente prima di scegliere una strategia definitiva.
Mercedes e McLaren, invece, prendono una decisione e la comunicano immediatamente al pilota.
Questo non significa scegliere sempre la strategia perfetta.
Significa eliminare il tempo perso nell’incertezza.
La lucidità nasce da una leadership chiara
Per Luigi Mazzola la lucidità è una conseguenza della leadership.
Una squadra deve sapere chi prende la decisione finale e deve trasmettere quella decisione senza esitazioni ai piloti.
Quando il muretto comunica con chiarezza, Hamilton e Leclerc possono concentrarsi esclusivamente sulla guida.
Quando invece arrivano messaggi tardivi o modificati durante la gara, cresce inevitabilmente la confusione.
Per Mazzola Ferrari deve ritrovare proprio questa autorevolezza.
Hamilton e Leclerc non sono il problema
Il dibattito sugli ordini di squadra ha spostato l’attenzione sui piloti.
Mazzola, invece, ribalta completamente il punto di vista.
Secondo lui Hamilton e Leclerc possono convivere perfettamente nella stessa squadra.
Il problema nasce quando la squadra non riesce a gestire con lucidità due piloti che lottano nelle posizioni di vertice.
La leadership deve appartenere al muretto, non ai piloti.
Monza sarà un esame mentale prima ancora che tecnico
Il Gran Premio d’Italia rappresenta una prova diversa rispetto alle altre gare.
Monza mette pressione a tutto il team Ferrari: piloti, strategisti, ingegneri e meccanici.
Per Luigi Mazzola questo weekend dirà molto sulla maturità della SF-26.
La macchina sembra avere il potenziale necessario per essere protagonista.
Ora Ferrari deve dimostrare di saper prendere decisioni con la stessa qualità della propria monoposto.
La Ferrari dei titoli mondiali aveva una caratteristica diversa
Mazzola conosce bene la Ferrari che ha dominato la Formula 1 con Michael Schumacher.
Secondo la sua esperienza, una delle differenze principali era la capacità di mantenere lucidità anche nei momenti più caotici.
Le discussioni interne potevano essere durissime, ma quando arrivava il momento della decisione tutta la squadra remava nella stessa direzione.
È questo il tipo di mentalità che Ferrari deve ritrovare.
L’analisi NewsF1
La stagione della SF-26 racconta una Ferrari molto più competitiva rispetto agli ultimi anni, ma ancora incompleta nella gestione dei momenti decisivi. Luigi Mazzola individua un limite organizzativo prima ancora che tecnico: la capacità di restare lucidi quando la pressione aumenta.
Monza rappresenta il banco di prova perfetto. Non basterà avere una Ferrari veloce. Servirà una Ferrari capace di decidere rapidamente, comunicare con chiarezza e trasformare il potenziale della SF-26 in un risultato all’altezza delle aspettative dei tifosi.
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