Pierre Gasly conquista una pole position storica nelle qualifiche del GP d’Italia 2026 a Monza, ma il vero tema della Q3 è un altro: anche con il regolamento 2026 e l’aerodinamica attiva, la scia continua a decidere la pole position.
- Qualifiche Monza 2026: la pole di Gasly nasce anche dalla scia
- Monza 2026: Russell, Gasly e McLaren hanno cercato il traino perfetto
- Aerodinamica attiva Formula 1 2026: perché la scia continua a fare la differenza
- Ferrari nelle qualifiche di Monza: Leclerc e Hamilton senza il traino decisivo
- Il regolamento Formula 1 2026 ha davvero ridotto l’effetto scia?
- Analisi NEWSF1: Monza resta il circuito dove la scia vale ancora la pole
Pierre Gasly ha conquistato una pole position storica nelle qualifiche di Monza 2026 con un giro in 1:21.786, precedendo George Russell di appena 60 millesimi e Oscar Piastri di 180. Alle spalle del trio di testa hanno chiuso Charles Leclerc, quarto, e Lewis Hamilton, quinto, mentre sull’australiano della McLaren resta l’incognita di una possibile penalità per aver ostacolato Liam Lawson.
È un risultato straordinario per Alpine, proprio sul circuito dove Gasly conquistò la sua prima vittoria in Formula 1 nel 2020. Ma il dato più interessante delle qualifiche del GP d’Italia 2026 non riguarda tanto il nome del poleman: riguarda il modo in cui quella pole è stata costruita.
Qualifiche Monza 2026: la pole di Gasly nasce anche dalla scia
Le qualifiche di Monza hanno mostrato ancora una volta quanto la scia a Monza continui a essere decisiva.
Con le monoposto 2026, dotate di aerodinamica attiva e progettate per essere meno sensibili al dirty air, ci si aspettava un confronto più diretto tra vetture e piloti. Invece la Q3 si è trasformata nuovamente in una ricerca quasi ossessiva del traino perfetto.
George Russell ha sfruttato Kimi Antonelli, già destinato al fondo della griglia dopo la sostituzione della Power Unit, come locomotiva sul rettilineo principale. Pierre Gasly ha trovato la scia di Lewis Hamilton. Lando Norris ha sfruttato quella del compagno di squadra sacrificato per l’occasione.
Con il top ten racchiuso in pochi decimi, la posizione in pista ha pesato quasi quanto il potenziale della monoposto.
Monza 2026: Russell, Gasly e McLaren hanno cercato il traino perfetto
Quello visto in Q3 è stato un vero esercizio di strategia.
I piloti hanno rallentato nei giri di preparazione, hanno cercato spazio e soprattutto hanno provato a partire nel momento giusto per agganciarsi alla vettura davanti. A Monza non basta avere una macchina veloce: serve anche trovare il “treno” corretto.
Russell ha costruito il proprio giro sfruttando Antonelli. Gasly ha trovato il momento perfetto dietro Hamilton. McLaren ha organizzato il lavoro di squadra per offrire il miglior traino possibile ai propri piloti.
Sono strategie perfettamente legittime, ma raccontano una realtà che il regolamento 2026 avrebbe dovuto almeno ridimensionare.
Aerodinamica attiva Formula 1 2026: perché la scia continua a fare la differenza
Qui nasce il vero punto della discussione.
La Formula 1 aveva presentato il regolamento 2026 come una rivoluzione destinata a ridurre la dipendenza dall’aria sporca e a rendere le monoposto più efficienti nei duelli ravvicinati.
A Monza è emerso il paradosso opposto.
Le vetture continuano a guadagnare velocità importanti quando percorrono il rettilineo nella scia di un’altra monoposto. Non si tratta di un vantaggio marginale, ma di decimi che possono separare la pole position dalla seconda o dalla terza fila.
Se il nuovo regolamento doveva rendere più “puro” il confronto tra telaio, Power Unit e pilota, le qualifiche del GP d’Italia hanno raccontato una storia diversa.

Ferrari nelle qualifiche di Monza: Leclerc e Hamilton senza il traino decisivo
Anche la Ferrari esce dalla Q3 con qualche rimpianto.
Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno chiuso quarto e quinto senza riuscire a costruire una sequenza perfetta come quella vista da Alpine o Mercedes. In una sessione dove ogni centesimo contava, anche il modo di preparare il giro lanciato è diventato parte della prestazione.
Ferrari aveva già rischiato l’eliminazione in Q2 e non è riuscita a organizzare lo stesso schema visto negli altri box. Alpine ha scelto il momento giusto, Mercedes ha sfruttato Antonelli e McLaren ha costruito il proprio gioco di squadra.
A Monza, anche questo fa la differenza.
Il regolamento Formula 1 2026 ha davvero ridotto l’effetto scia?
Monza è sempre stata il circuito della scia. Fa parte della sua storia, dei suoi lunghi rettilinei e delle velocità record che caratterizzano il Tempio della Velocità.
Il problema è un altro.
Dopo anni di promesse su monoposto meno dipendenti dal dirty air e su un’aerodinamica più moderna, vedere ancora i team organizzare vere e proprie staffette in Q3 lascia aperta una domanda inevitabile: quanto è cambiato davvero?
Oggi il cronometro continua a premiare chi trova il traino migliore, non soltanto chi possiede la monoposto più efficiente o il pilota più veloce.
Analisi NEWSF1: Monza resta il circuito dove la scia vale ancora la pole
La pole di Pierre Gasly è un’impresa straordinaria e merita di essere celebrata. Alpine ha costruito una qualifica perfetta e il francese ha completato un giro eccezionale nel momento decisivo.
Ma Monza 2026 lascia anche una riflessione tecnica importante. Il nuovo regolamento aveva promesso un’aerodinamica capace di ridurre la dipendenza dall’effetto scia, eppure il circuito italiano continua a trasformare la Q3 in una caccia al traino perfetto.
Il Tempio della Velocità dovrebbe premiare chi riesce a essere il più veloce da solo. Finché la differenza tra pole position e seconda fila passerà ancora dalla scia giusta, le qualifiche di Monza resteranno un balletto di traini mascherato da duello tecnologico.
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