Dopo il crash al primo giro nel GP di Stiria, la Ferrari in Ungheria ha visto abbattersi l’ennesima sciagura domenicale sulle SF1000 di Leclerc e Vettel. Stavolta il protagonista in negativo è stato Iñaki Rueda con due strategie atroci.

Bisogna, preliminarmente, riconoscere la bravura degli avversari. La Mercedes W11 è un capolavoro, Lewis Hamilton è il miglior pilota della sua generazione, Toto Wolff è il team principal più furbo e capace del Circus e persino Bottas è il secondo ideale. Le furie nere hanno dimostrato la loro immensa superiorità sulla concorrenza anche nel GP di Ungheria e hanno conquistato con Lewis Hamilton la terza vittoria consecutiva in stagione.

L’anglocaraibico si è avvicinato ulteriormente al record di vittorie (-5) di Michael Schumacher. Nessuno sembra poterlo fermare dalla conquista della quarta corona consecutiva, la settima della sua brillante carriera. Alle spalle di Hamilton, un Max Verstappen vivace in conferenza contro chi osa parlare male della sua Red Bull e in pista con un errore da matita rossa nel giro di formazione. Tenace per tutta la gara nel tenersi il secondo posto sulla corrente Bottas.

La corsa delle Ferrari si riassume nel sentenzioso commento di Mattia Binotto al termine della corsa: “Una domenica davvero deludente, un risultato difficilissimo da digerire. In qualifica eravamo riusciti a tirare fuori il meglio del potenziale attualmente a disposizione ma in gara non è stato così. Finire doppiati brucia tantissimo, a noi e a tutti i nostri tifosi. Ora torniamo a casa dopo una trasferta lunghissima e dobbiamo cercare di fare di tutto per migliorare in ogni modo e su tutti i fronti. Servirà un’analisi chiara da parte di ciascuno e il coraggio di cambiare rotta, se necessario: la dinamica attuale non è accettabile. Non ci sono altre ricette per rimediare a questa situazione”.

La Ferrari deve cambiare rotta ma con i comandanti giusti. Al muretto box Iñaki Rueda continua a conservare la poltrona privilegiata di stratega della Rossa, nonostante i numerosi errori che hanno caratterizzato la sua esperienza a Maranello. Date le condizioni atmosferiche, la Ferrari in Ungheria avrebbe potuto osare una strategia diversa e, invece, la scelta delle soft con pista umida e fredda ha completamente distrutto la gara di Leclerc. La decisione, inoltre, di richiamare Vettel nel momento sbagliato, costringendolo ad un pit-stop di 9.2 secondi per scongiurare un unsafe release, ha fatto perdere al tedesco dei secondi preziosi.

Al momento la Ferrari non può permettersi sbavature, considerate le scarse performance della vettura 2020. Se la qualifica aveva rispecchiato gli attuali valori della pista, la Scuderia italiana ha fallito l’obiettivo di tornare dall’Ungheria con un bottino di punti consistente, complici anche le strategie errate di Rueda. Il doppiaggio subito dalla Mercedes W11 è un’onta difficile da dimenticare. Chi sbaglia deve pagare ma se la persona ha inspiegabilmente di che pagare sbaglierà all’infinito.

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