Il tedesco regola Kimi e Lewis, mentre Bottas è staccato ed innesca l’uscita di pista di Vandoorne. Male le Red Bull

Dopo aver dominato la giornata di ieri, le Ferrari si sono confermate le vetture da battere sul tracciato di Spa-Francorschamps anche nelle libere di stamattina. Sebastian Vettel è finalmente riuscito ad effettuare un giro pulito andando a sfiorare il record della pista. Per il tedesco il primato in 1’42”661, ottenuto con le gomme SuperSoft come gli altri top driver. Ad un passo dalla SF71-H #5 c’è quella del compagno di squadra Kimi Raikkonen, secondo con un distacco di appena 63 millesimi dal battistrada. L’unico che riesce a tenere il devastante ritmo delle Ferrari è lo stoico Lewis Hamilton, che ha condotto la sua Mercedes al terzo posto rimediando appena 137 millesimi di ritardo. Va messo in luce il fatto che l’inglese ha ottenuto questa prestazione al primo giro della gomma, rientrando poi ai box. Le rosse si sono invece migliorate nel corso del secondo giro lanciato, dimostrando di avere più benzina e di gestire alla perfezione le coperture.

Non ha fatto una bella figura Valtteri Bottas, sia dal punto di vista sportivo che comportamentale: il finlandese ha ottenuto il quarto tempo girando in 1’43”464, rimediando ben 8 decimi da Vettel. Molto più grave ciò che è avvenuto con la Mclaren di Stoffel Vandoorne sul rettilineo del Kemmel. Il belga stava arrivando a gran velocità confidando nel fatto che il finnico ( in un giro lento) avrebbe dato strada. Bottas è invece rimasto in traiettoria costringendo Stoffel ad una disperata manovra evasiva, che lo ha portato a picchiare contro il muro per fortuna senza conseguenze fisiche per il pilota. La fortuna dell’alfiere Mercedes è che partirà in ogni caso dal fondo dello schieramento per il cambio di power unit, dunque se dovesse arrivare la classica penalità di 3 posizioni in griglia non cambierebbe molto al pilota finlandese. Vedremo cosa decideranno i commissari che stanno indagando sull’accaduto.

Continuano a deludere le due Red Bull, coscienti sin dalla vigilia di dover correre in difesa sui rettilinei delle Ardenne a causa di un motore Renault in sofferenza rispetto a Ferrari e Mercedes. Il quinto tempo è di Max Verstappen, ad un secondo e tre dal leader. Mezzo secondo più indietro Daniel Ricciardo, che non ha però completato la simulazione di qualifica con le gomme ”rosse” per la bandiera rossa nel finale. Alle spalle dei bibitari un grandissimo Charles Leclerc, che conferma la bontà della sua Alfa Romeo Sauber e della power unit di Maranello. Il suo 1’44”963 fa ben sperare per un eventuale accesso al Q3 del monegasco. Dietro Leclerc chiudono la top ten le Force India di Perez ed Ocon, tra le quali si è inserito Nico Hulkenberg con la prima delle Renault.

Undicesimo tempo per Ericsson, a conferma della competitivà della vettura svizzera. Dietro di lui Romain Grosjean, davanti a Sainz e Magnussen. Sorprende in negativo infatti la Haas, che appare in netta sofferenza rispetto alle ultime gare. Vita dura anche in casa Toro Rosso-Honda, dove le carenze della power unit nipponica non permettono a Gasly ed Hartley di andare oltre la quindicesima e sedicesima posizione. Le ultime due file sono tristemente occupate da Williams e Mclaren, con Stroll e Sirotkin che hanno preceduto Alonso e lo sfortunato Vandoorne.

Alle 15 le qualifiche.

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