Sebastian Vettel penalizzato di tre posizioni sulla griglia di Austin

Il tedesco è stato punito per non aver rallentato sufficientemente con la bandiera rossa. Hamilton continua a dominare sotto l’acqua nelle seconde libere

Se la situazione era disperata, ora la Ferrari è ancora più in fondo ad un buco nero. Nella prima sessione di prove libere del GP degli Stati Uniti un testacoda dell’Alfa Romeo Sauber di Charles Leclerc aveva portato molta ghiaia in pista, costringendo i commissari ad una bandiera rossa. Proprio la sospensione temporanea del turno è stata fatale alla Ferrari di Sebastian Vettel, reo di non aver rallentato sufficientemente in quella condizione di pericolo e per punizione pagherà tre posizioni sulla griglia di partenza. Piove sul bagnato per Seb, che ha perso anche due punti sulla patente come se il suo ritardo di 67 punti in classifica da Lewis Hamilton non fosse già abbastanza pesante. Questa penalità era stata applicata già in Australia con Ricciardo ed in Giappone con Ocon.

Tra le postazioni sei e sette del ”Circuit of the Americas”, Vettel andava troppo veloce ed era proprio il tratto in cui si stava lavorando per ripulire la pista. Il tedesco ha così infranto la procedura illustrata nell’articolo 31.6 del regolamento sportivo. Ci può ovviamente essere molto da discutere su quanto accaduto, dal momento che l’errore di Vettel c’è stato ma non così evidente da compromettere probabilmente la gara del tedesco. Una penalità simile arrivo per lui in Canada nel 2015, quando con bandiera rossa superò una vettura sul rettilineo che riportava verso i box. Questo mondiale sembra comunque trasformarsi sempre più in una farsa, con la FIA che continua a rendere regolare una Mercedes che evidentemente non lo è completamente vista la telenovela sui cerchioni. Hamilton in Germania ha tagliato pericolosamente l’ingresso box e Bottas nelle libere in Belgio ha messo a muro Vandoorne sul Kemmel, ed  in entrambi i casi non vennero prese decisioni di nessun tipo.

A parlare dell’accaduto odierno proprio il tedesco della Ferrari: “Credo che le regole siano chiare a tal proposito, ma dall’abitacolo mi è sembrato di aver rallentato a sufficienza. Ovviamente i commissari non erano contenti perché nel tratto incriminato ho fatto 27″7, dunque avrei troppo poco dal loro punto di vista. Rispetto alla monoposto che avevo davanti ero più lento, però se guardiamo il delta si deve andare a ritmi differenti. Io penso di aver fatto tutto quello che potevo. Ho guardato che nessuno fosse finito fuori pista, ho rallentato abbastanza. E’ la prima volta che abbiamo dovuto affrontare questa cosa sul bagnato, dove il target è molto più lento rispetto a quello che abbiamo con pista asciutta. Dunque dobbiamo letteralmente rallentare molto per restare dentro al delta. Cosa che dovrò fare la prossima volta. Secondo me non è la cosa giusta. Se ci sono vetture alle tue spalle e tu freni così tanto, puoi rischiare che possano tamponarti. Ma la cosa più importante è evidentemente non prendere una penalità”, ha concluso con grande amarezza il quattro volte campione del mondo.

Nel frattempo è andata in scena un’interlocutoria seconda sessione di prove libere, dove la Ferrari è stata in balia degli avversari sotto il diluvio. Montando le gomme intermedie, Lewis Hamilton ha dettato legge nonostante un solo giro completato in 1’48”716, rifilando oltre un secondo alla Toro Rosso-Honda di Pierre Gasly che è secondo. Terzo Verstappen davanti ad Alonso ed Hulkenberg mentre le rosse sono soltanto nona e decima con Raikkonen davanti a Vettel.

Alle ore 20 le terze libere.