Poteva essere una gara perfetta per Lewis Hamilton, ma alla fine si rivela catastrofica. È la Red Bull di Daniel Ricciardo a tagliare per primo il traguardo nella sedicesima prova del mondiale di F1 nel gran premio di Sepang in Malesia, dopo un digiuno di oltre due anni (ultima vittoria in quel di Spa nel 2014), precedendo di pochissimi secondi il compagno di squadra Max Verstappen (prima doppietta Red Bull nell’era dei motori ibridi). Solamente terza la prima Mercedes di Nico Rosberg, autore di una bellissima rimonta dopo l’impatto alla prima curva con il ferrarista Sebastian Vettel. Quarto Raikkonen, out Vettel e Hamilton. Ma andiamo con ordine. Buono lo spunto alla partenza dei primi sei piloti, con Vettel che ingaggia un duello con Verstappen, ma nel tentativo di sopravanzarlo all’interno di curva 1, perde il punto di staccata e l’impatto con la posteriore destra di Nico Rosberg,

che stava effettuando la sua normale traiettoria, è inevitabile: sospensione anteriore sinistra rotta per il ferrarista e Rosberg in testa-coda con ripartenza dal fondo del gruppo. Non è la prima volta che il pilota tedesco delle Ferrari, colpa o non colpa, rimanga coinvolto in un incidente al via: situazione da chiarire e verificare per evitare ulteriori distrazioni e soprattutto di perdere altri punti mondiali, fondamentali per la rincorsa al secondo posto nella classifica costruttori, ora saldamente nelle mani della casa austriaca. Al termine della Virtual Safety Car, la gara riprende con Hamilton in prima posizione che può sfruttare la grande occasione per ricucire il gap in classifica mondiale, ma le due Red Bull con Ricciardo secondo e Verstappen terzo, riescono a tenere il ritmo del pilota inglese. Al nono giro, complice una seconda VSC, Verstappen cambia strategia: pit-stop e gomme morbide, cercando di sfruttare il miglior passo gara per avvicinare i primi. Dal canto loro, Hamilton e Ricciardo decidono di allungare il proprio stint, optando per una strategia ad una sola sosta, montando le hard al primo pit-stop. La gara prosegue su grandi ritmi con Verstappen che cerca di ricucire il divario sul duo Hamilton-Ricciardo e con il tre volte campione del mondo che invece, a suon di giri record prova a difendere con autorevolezza la leadership del gran premio. Al giro 41 la svolta: sul rettilineo del traguardo, la monoposto del pilota britannico comincia a bruciare nel retrotreno, costringendolo al ritiro.

Le cause sembrerebbero ricondursi ad una inaspettata rottura meccanica dell’ICE (Internal Combustion Engine). Un durissimo colpo per le ambizioni mondiali del già tre volte campione del mondo che in un solo istante vede sfumare la vittoria nel gran premio ma, soprattutto, il compagno di squadra Nico Rosberg allungare in classifica, ora a +23. A questo punto le due Red Bull, in prima e seconda posizione si giocano la vittoria finale, con Ricciardo che con grande classe e maestria riesce, al termine di un bellissimo duello, a mantenere la posizione sul compagno di squadra e a trionfare per la prima volta sul circuito malese. Male, nel complesso le Ferrari: Raikkonen cerca in tutti in modi di acciuffare la zona podio, sfruttando la penalità di dieci secondi infierita a Rosberg dai commissari di gara per un sorpasso un po’ troppo aggressivo ai danni dello stesso pilota finlandese, chiudendo però a dodici secondi dal tedesco; senza voto Sebastian Vettel che dovrà riflettere bene su quanto accaduto. Appuntamento alla prossima settimana con il Gran Premio del Giappone, con un Hamilton che brucerà di rabbia e con un Sebastian Vettel pronto all’immediato riscatto.

 

Francesco Saverio Falco

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