Pronti via. La gara di Sebastian Vettel a Sepang non dura che qualche centinaio di metri, appena lo spazio tra la partenza e la prima curva. Nel tentativo del tedesco di girare terzo in curva 1 c’è tutta la frustrazione del momento no, e il desiderio di dare un senso a una stagione opaca, triste, deludente. Nella foga con cui il pilota cerca di trasformare un’ottima partenza per consolidare la posizione c’è la voglia di fare e di emergere tipica dei campioni, che nonostante le difficoltà non rinunciano al tentativo di raddrizzare una situazione negativa e nefasta. La stagione di Vettel, sottotono e priva di acuti, oggi ha dato l’impressione di voler avere una svolta. Tuttavia il campione ha commesso un errore. Un incidente di gara sia chiaro, un contatto che ha però concluso la sua gara dopo pochi metri. Verstappen apre la porta, Vettel si infila ma va lungo. Tocca Rosberg e perde la sospensione; Seb si ritira, Nico finisce in testacoda e riparte da fondo gruppo. Ritirato e anche penalizzato: il tedesco sconterà infatti tre posizioni di penalità in griglia a Suzuka.  Questa la decisione della FIA dopo una lunga valutazione. Una tegola che non ci voleva per la Ferrari, su una pista che sulla carta non sembra favorevole alla SF16-H.

In una gara come quella di oggi sulla pista di Sepang, circuito complicato e bellissimo, era fondamentale per la Ferrari riuscire a fare gara con entrambi i piloti, per differenziare le strategie e inventare qualcosa per l’attacco al vertice. L’ha fatto la Red Bull ed ha trionfato, seppur propiziata dal ritiro di Hamilton. Guai anche in paradiso di quando in quando.

In gara è rimasto solo Raikkonen, che ha avuto anch’egli il suo bel da fare. Terza gara di fila chiusa al quarto posto per il finlandese: “Quarto è meglio che quinto” ha risposto nel suo stile inconfondibile. Infilato da Rosberg durante la rimonta furibonda dopo il contatto allo start, ha corso la seconda metà di gara con l’ala anteriore e il fondo danneggiati. “I nostri calcoli indicano che ha perso il 10% del carico aerodinamico” ha commentato Maurizio Arrivabene. Interrogato inoltre sul cattivo feeling della Ferrari con le partenze e le prime curve (numerosi gli episodi quest’anno: Cina, Russia, Spa, Ungheria) non si sbilancia. Sfortuna o altro gli chiediamo? “E’ ovvio che partire in prima fila aiuterebbe” commenta, “la qualifica è sempre troppo importante, ma non siamo ancora riusciti ad essere dove vorremmo essere”.

La gara di oggi la seconda posizione in campionato della Red Bull, che allunga sulla Ferrari a 46 punti. “La lotta contro la Red Bull è adesso la nostra priorità” ha confermato Arrivabene, “è il quello il nostro lavoro e non possiamo mollare fino alla fine”.

di Stefano De Nicolo’  (@stefanodenicolo)

 

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