Dai mezzi sorrisi del venerdì ai musi lunghi del sabato. La routine del post qualifica in casa Ferrari ormai è questa. Chissà a questo punto che cosa porterà la domenica, viste le premesse. L’afa di Sepang avrebbe dovuto favorire la Ferrari, o quantomeno accompagnarla verso la conquista di una seconda fila che dalle impressioni di ieri sembrava lì, a portata di mano. Si temeva lo sgambetto della Red Bull che puntualmente è arrivato; in seconda fila ci vanno infatti i piloti di Milton Keynes, con Verstappen, fresco 19enne, veloce da far paura per la gara.

I due Ferrari annaspano. La fila che conquistano è invece la terza. Troppo poco e troppo male. Partirà quinto Vettel, davanti a Raikkonen. Giusto dietro le rivali Red Bull, avversario diretto di questo finale di stagione e appena davanti alle Force India. Il terreno su cui si giocheranno le gare da qui alla fine è la riconquista del secondo posto. L’unico obiettivo possibile a questo punto per la squadra oltre alla conquista di una vittoria, che Vettel continua a invocare quasi come un’ossessione.

“Basta perdere occasioni” aveva detto giovedì. Avvicinare le Mercedes partendo dalla terza fila è impresa quantomeno improba. Ci si può appigliare agli altrui errori come lo scorso anno, quando la fortuna sorrise. Dipenderà certo dalle strategie, “ma non possiamo programmare molto finchè non vedremo le temperature di domani, dipenderà tutto da quello” ha confermato Sebastian Vettel. Kimi Raikkonen invece è stato attardato da un problema nell’out lap, “non sono riuscito a far funzionare le gomme” ha commentato il finlandese.

Altra costante è che le novità portate della Ferrari di solito non funzionano. Non l’hanno fatto neanche questa volta.

 

Il gap invece di diminuire, aumenta. La direzione, inutile negarlo, non è quella giusta. Il disappunto dovrebbe venire prima del rammarico, entrambi peraltro giustificati. La costante che si ripete è quella ormai familiare: negli ultimi anni cambiano le guide tecniche, ma  il risultato resta lo stesso. Duro lavoro in fabbrica a Maranello, risultati in pista al di sotto delle aspettative.

Il nuovo asfalto non ha creato problemi, anzi ha reso la pista più veloce e filante, questo il commento dei piloti. In realtà qualcosa di troppo la ce l’ha, ed è la temperatura. Raggiunti i 61 gradi ieri, record in Formula 1. Questo però non sembra creare problemi alle gomme, le Pirelli reggono bene. “L’ultima curva è un po’ più difficile e forse un po’ più lenta” ha detto Vettel, “ci sono diverse traiettorie che si possono fare, senza perdere eccessivamente; le altre curve modificate invece sono un po’ più veloci”.

Il campionato in cui compete la Ferrari prevede ora il seguente approccio: sfruttare le occasioni per cogliere almeno una vittoria, anche se l’imperativo rimane stare davanti a una Red Bull cresciuta e solida, guidata da piloti veloci e scaltri, impavidi e guasconi, pronti a stare davanti a campioni del mondo di rango come Kimi e Sebastian. Tutto questo per evitare ai tifosi la sconfitta del terzo posto nel mondiale.

di Stefano De Nicolo’  (@stefanodenicolo)