Momento d’oro per Nico Rosberg che conquista la sua quinta vittoria consecutiva, dominando in lungo e in largo il Gran Premio del Giappone, allungando, così, in classifica mondiale sul compagno di squadra, Lewis Hamilton, terzo dopo una partenza orribile. Seconda piazza per la Red Bull del sempre più convincente Max Verstappen. Subito dietro il podio le due Ferrari, con Sebastian Vettel che precede in quarta posizione il compagno di scuderia Kimi Raikkonen. Solamente sesta l’altra Red Bull di Daniel Ricciardo, apparso un po’ in ombra, anche a causa di un piccolo calo di potenza di motore, con relativa perdita di cavalli sui lunghi rettilinei che caratterizzano il tracciato nipponico. Il week-end nella terra del sol levante laurea la Mercedes come dominatrice della classifica costruttori, bissando i successi del 2015 e del 2014; in attesa di conoscere chi tra Rosberg ed Hamilton riuscirà a vincere quella piloti, con il tedesco largamente in testa con 33 punti di vantaggio sul britannico, al quale non basterà nemmeno trionfare in tutti i prossimi appuntamenti che mancano da qui al termine del campionato. La domenica giapponese si apre con l’arretramento di cinque posizioni in griglia di Raikkonen (specchio della stagione amara e spesso sfortunata per il cavallino rampante), per la sostituzione del cambio a causa delle alte temperature riscontrate nel post qualifiche: doccia fredda per la scuderia di Maranello che vede sfumare l’intera seconda fila, conquistata con merito nella giornata di ieri, ad appannaggio proprio della causa austriaca, diretta rivale per il secondo posto nelle classifica costruttori. Tutta in salita la gara per Hamilton, che sbaglia nuovamente la procedura per la partenza, venendo risucchiato dal gruppone, ritrovandosi dopo pochi metri in ottava posizione; buona invece quella di Sebastian Vettel che si riscatta alla grande dopo l’incedente al via nel GP della Malesia, acciuffando prima la quinta posizione e dopo la zona podio con due sorpassi molto belli ai danni di Ricciardo e Perez nei primissimi giri. Decisivo il primo pit-stop nel quale il pilota inglese della Mercedes rientra al momento giusto per evitare il traffico delle vetture più lente e a ritrovarsi in un colpo solo in quarta posizione e all’inseguimento del duo Verstappen-Vettel. Probabilmente azzardata la strategia del quattro volte campione del mondo che, in comune accordo con il muretto, decide di allungare di molto il secondo stint con le gomme più dure per cercare di essere più aggressivo nella parte finale, montando il set di gomme morbide nuove per avvicinare il secondo posto. Invece dopo la sosta il tedesco si ritrova addirittura in quarta posizione senza avere quel ritmo sperato prima della sosta. Di colpo Hamilton si ritrova in zona podio ricucendo di gran carriera il distacco che lo divideva dall’olandese della Red Bull, ingaggiando un bellissimo duello negli ultimi due giri e che ha visto Verstappen difendersi alla grande, soprattutto alla mitica curva del triangolo, resa epica per importanti incidenti tra i grandi del passato e che spesso ha deciso le sorti del mondiale. Un mondiale adesso saldamente nelle mani di Nico Rosberg, al quale basterà arrivare sempre sul secondo gradino del podio per laurearsi campione. Podio fortemente sperato e anche probabilmente meritato, soprattutto dopo la grande performance nelle qualifiche, da parte della Ferrari, ma che paga ancora qualche decisione un po’ al limite nella scelta delle strategie e alcune carenze nell’affidabilità della vettura.

Francesco Saverio Falco