Daniel Ricciardo “mantiene le promesse”, e conquista una superba pole in quel del Principato. Prima pole in carriera per l’australiano, ancor più “clamorosa” poiché domani partirà con le gomme SuperSoft Red col quale s’era qualificato in Q2: un possibile decisivo vantaggio per la strategia di gara, clima permettendo (sono in aumento le possibilità di pioggia per domani pomeriggio).
“Regolate” le due Mercedes: Rosberg, secondo, si “becca” 169 millesimi dalla Red Bull numero 3 (l’altra, quella di Max Verstappen, ha finito le qualifiche già in Q1 a causa di un errore, con annessa “toccata” alle barriere della chicane alle Piscine),

mentre Hamilton, ancora alle prese con problemi alla sua Power Unit (stavolta alla pompa del carburante), con un solo tentativo utile è riuscito comunque ad ottenere la terza posizione in griglia.
La Ferrari sembra una “polveriera” pronta ad esplodere: la tensione è palpabile, i piloti vedono “scappare” il treno buono dei migliori, ed i team radio “nervosi” di Sebastian Vettel ne sono la cartina di tornasole.
In particolare il tedesco in Q3 ha peggiorato il suo tempo di 2 decimi rispetto alla Q2, migliorando rispetto alla mattina soltanto di 1 : situazione analoga a quella dello scorso GP spagnolo, che testimonia quanto il vertice tecnico del Cavallino abbia “perso la bussola” nella ricerca del migliore sfruttamento delle gomme. A quanto pare neanche i test di Barcellona non sono bastati per risolvere una problematica che affligge da anni le Rosse (dal 2012, stagione d’adozione della sospensione pull-rod al retrotreno). A seguito delle richieste di chiarimento inviata dalla McLaren alla FIA sulla regolarità o meno di un cerchio ruota la cui costruzione permetta di “controllare” la pressione delle gomme in gara (rimanendo nei limiti minimi consentiti, o magari scendendone pure al di sotto…), la Ferrari ha avuto un “crollo” prestazionale compatibile col mancato uso di simili dispositivi, e le parole nel post-qualifiche di Vettel (“con l’aumentare della temperatura del tracciato iniziamo a scivolare dappertutto”) sembrano confermare una simile ipotesi.
Sicuramente gli altri top-team (Mercedes e soprattutto Red Bull) controllano anch’esse le pressioni “in marcia” (almeno fino al 2017, quando Pirelli e FIA dovrebbero dotarsi di un sistema di controllo affidabile che soltanto a partire da questo Gran Premio stanno iniziando a sperimentare), ma, a quanto pare, i loro sistemi vertono su altre tipologie d’intervento (sulle valvole di gonfiaggio?) attualmente non “indagate” dalla Federazione: da qui il “solco” che si sta scavando tra le prestazioni della Ferrari e gli altri due team di vertice.
E manco l’affidabilità sembra più un conforto: Raikkonen (in costante difficoltà per tutte le sessioni di prove libere e qualifiche) ha dovuto sostituire il cambio, con conseguente penalizzazione sullo schieramento di 5 posizioni (qualificatosi 6°, partira così 11°).
Ed in questo clima incandescente appaiono ancora più “fragorosi” i silenzi del Team Principal Arrivabene, che da due gare non rilascia dichiarazioni nel post-qualifiche: che ci sia l’ennesimo “zampino” del Presidente Marchionne in quest’ultimo episodio, con annessa “reprimenda” nei confronti del responsabile della squadra? Staremo a vedere quali saranno i prossimi sviluppi di questo “psicodramma” sportivo…
Tornando alla pista ed ai suoi protagonisti, segnaliamo ancora una volta l’ottima prestazione, ormai abituale, delle due Force India (Hulkenberg 5° e Perez 7°), e quella, altrettanto positiva, delle due Toro Rosso (motorizzate, lo ricordiamo, con la Power Unit Ferrari della scorsa stagione) di Sainz (6°) e Kvyat (8°).
A completare la top ten della griglia Fernando Alonso con la McLaren motorizzata Honda (alla seconda presenza stagionale nei primi 10: partirà 9°) e la Williams di Bottas (qui in pesante crisi a causa dell’instabilità del posteriore sulla FW38, 10° in griglia solo grazie alla penalità inflitta a Raikkonen).
Come anticipato, domani al via della gara potrebbe esserci anche la pioggia ad alimentare il “pathos” per questo appuntamento monegasco della Formula Uno, come se già non bastasse quello creato da un “pacchetto di mischia” dove i primi quattro, ognuno per una diversa ragione (Ricciardo per dimostrare al team chi è il “numero uno”, i due Mercedes per “regolare i conti” in famiglia dopo il patatrac in salsa spagnola, Vettel per cercare il riscatto da una crisi tecnica della Ferrari che sembra inghiottirlo…), cercherà di mettere il proprio “musetto” davanti a tutti già alla prima curva di Sainte Devote.

di Giuseppe Saba (Twitter: saba_giuseppe)

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