La Ferrari è in pole position a Singapore; Vettel è indietro di 3 punti su Hamilton che è in testa al campionato; è passata, quasi, l’estate ed è tempo di parlare di quanto accaduto all’inizio di questa stagione. La Rossa c’è, è lì a combattere contro una corazzata che ha preparato le armi da guerra molto in anticipo, è l’unica a poter gareggiare ad armi pari dopo 3 anni di dominio totale; nessun altro c’è riuscito; motoristi famosi e top mondiali; team con i migliori tecnici forse della storia e piloti fortissimi; nessuno in questi 4 anni dell’era ibrida è riuscito a contrastare la Mercedes, tranne la Ferrari, comunque vada questo campionato, chiunque lo vinca, va riconosciuto un grande merito alla squadra Italiana nonostante le chiacchiere negative, provenienti da molteplici voci, di pre-campionato. Ci si sono messi tutti, osservatori, tecnici, ingegneri, giornalisti e opinionisti a gettare fango e parole sfavorevoli sul nuovo corso Ferrari e sulla nuova vettura, da ricordare in maniera memorabile alcuni giudizi troppo affrettati, del resto le cicale cantano e cantano per farsi sentire. Da mettere in risalto la storia del passo (ovvero l’interasse tra ruote anteriori e posteriori), troppo corto quello Ferrari; troppo lungo quello Mercedes; giusto, invece quello Red Bull; la Ferrari che doveva sfornare una vettura con passo più lungo; la Mercedes che doveva mettere in pista una macchina con passo più corto; le tante versioni che sarebbero arrivate, la ‘B’ poi la ‘C’ e forse addirittura la ‘D’. La questione della potenza; la PU Mercedes aveva 50 cv in più di quella Ferrari; no qualcuno diceva 70; poi si sono ridotti a 30 e poi a 25; infine a 20; certo a Maranello hanno evoluto il motore quindi il GAP è ovvio sia diminuito come se in Mercedes fossero rimasti a guardare. Ora rimangono questi 20 cv da recuperare che tutti danno per certi; francamente non conoscendo i dati precisi è molto difficile stabilire quale è la differenza reale tra i due propulsori e poi bisognerebbe conoscere i valori di erogazione oltre che il picco massimo. Tante chiacchiere e tanto fumo nella prima parte di stagione e quasi tutte contro la Rossa e soprattutto, di fatto, contro la nuova gestione di Marchionne, manager non proprio simpatico ai più per le sue ‘politiche’ aziendali in seno al gruppo FCA. Ma la Ferrari va vista nel suo contesto e non in quello più generale di un grande gruppo automobilistico e soprattutto la GES; insomma, comunque vada a finire, la Ferrari rimane nel cuore degli Italiani anche se c’è una grande fetta di anti-Italiani nel nostro paese che vivono qui e lavorano qui ed il cui sport preferito è remare contro.

Intanto i Ferraristi si godono questa pole position e che il destino, qualunque sia, si compia.

Buona gara a tutti.

Marco Asfalto

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